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LIBRI IN USCITA. DOPO LA PAUSA. MARKOVITS, MORSELLI, BARRY, FOSTER WALLACE, VISNIEC

LIBRI IN USCITA


Benjamin Markovits – Il resto della nostra vita (Einaudi, 25 agosto)

Benjamin Markovits

Finalista del Booker Prize, 2025, l’ultimo libro di Markovits (in Italia ancora relativamente poco conosciuto e poco tradotto) arriva ora per Einaudi: la storia sembra muoversi nei territori di un romanzo piuttosto tradizionale, di relazioni, crisi, passaggi di vita. Molte recensioni sembrano
concentrarsi sul passo e la natura “quieta” della narrazione, come a considerarlo un vero e proprio romanzo della maturità, della presa di coscienza, dell’autore. Altre si concentrano sui “ganci” associando questa istanza ad altri libri dell'autore (e ovviamente al suo memoir Un gioco da grandi, in Italia per 66th and 2nd)-.
Quoziente lista: 9 su 10.
Incipit: Quando nostro figlio aveva dodici anni, mia moglie ebbe una relazione con un tale Zach Zirsky, un tizio che aveva conosciuto alla sinagoga.
Era un po’ più giovane di lei, tre o quattro anni di meno, aveva tre bambini, tutti più piccoli dei nostri due figli, ma in un certo senso di trovava nella sua stessa situazione:
entrambi avevano partner che guadagnavano bene, per cui non dovevano fare un granché, si annoiavano e cadevano in preda all'inquietudine e forse persino alla depressione.

Kevin Barry – Il cuore d’inverno (Fazi, 28 agosto)
Ho conosciuto Kevin Barry con L’ultima nave per Tangeri, ed ecco, forse mi sembra esagerato metterlo tra Joyce, Doyle, McCabe e Wilde intendendo dire che è tra i maggiori scrittori irlandesi – e soprattutto perché sono nomi che c’entrano poco l’uno con l’altro (l’iperbole è di Colum McCann, viene citata nel “lancio” da parte dell’editore) - , ma mi era piaciuto: nostalgico, amaro, picaresco, ironico al punto giusto.
Questa è una storia settata nel Montana di fine diciannovesimo secolo, un po’ western, un po’ on-the-road:  amore, violenza, avventura, con un afflato quasi cinematografico.
E poi ci sarà lo stile di Barry, che nel libro precedente mi era sembrato coinvolgente (senza essere particolarmente originale o distintivo, aggiungo).
Quoziente lista: 6 su 10
Incipit: In Wyoming Street verso sera caracollava su gambe incerte un vecchio pazzo scimunito, con ogni evidenza irlandese, vestito alla bell’e meglio di stracci e lurido camoscio, con ciuffi di peli irti che gli spuntavano dalle orecchie, gli occhi ora accesi come stelle incandescenti, ora serrati in una specie di estasi, e barcollava e beccheggiava negli scarponi sfasciati come un grosso, spaventoso bambino, come un enorme, demente, annichilito bambino, e decantava la sua mercanzia con un dolce, cristallino, cadenzato –
Pa-taa-te?
Pa-taa-te calde?
Pa-taa-te caldee un penny?
 
Guido Morselli – Mi sono conosciuto nel sogno. Diario (Adelphi, 28 agosto)
Una nuova edizione dei diari di Morselli, la “novità” è rappresentata da una cinquantina di pagine (a quanto ho capito di annotazioni piuttosto intimistiche) aggiunte rispetto alla precedente.
Per il resto credo nessuna variazione: la curatela storica di Valentina Fortichiari, la prefazione di Pontiggia.
Quoziente lista: 6 su 10
 
Matei Visniec – Un secolo di nebbia (Voland, 28 agosto)
Romanzo voluminoso da un autore rumeno credo conosciuto in Italia soprattutto per Il venditore di incipit di romanzi, uscito per Voland come questo.
Qui si ha a che fare con un ampio affresco familiare-storico, dal novecento in poi, toccando i grandi avvenimenti del secolo (ovvio) e inscenando un incontro (immaginario) tra Hiter e Stalin a Vienna.
Non conosco il rumeno, ma dagli estratti che ho visto passo e stile mi sembrano da romanzo classico, anche se mi aspetto che poi lo stile stesso "si adatti" nel corso della narrazione (ho letto qualcosa su passi più onirici e allucinatori).
Quoziente lista: 8 su 10
 
David Foster Wallace – Contro il fatalismo (Einaudi, 25 agosto)
Foster Wallace è decisamente un autore di culto, che in questi casi si estende a ogni scritto uscito dalla “fucina” dell’autore. La fucina era  qui ancora universitaria, e il libro, uscito in inglese nel 2011 e per la prima volta tradotto in italiano, è effettivamente la tesi di laurea in filosofia, con specializzazione logica modale e matematica, dell’autore.
Questo vi dice già che si tratta di un testo di natura saggistica, e con l’avvertenza che potrebbe essere lettura non semplice per i non-affini al pensiero o ragionamento logico e filosofico.
Ma ovviamente un must per gli appassionati di DFW.
Quoziente lista: 4 su 10

 


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