RIMOZIONE Di Valentina Murrocu Allo studio si accede passando per una sala d’aspetto dalle sedie rosse, non di rado occorre attendere venti minuti, ma quale fosse la differenza tra «attendere in vista di qualcosa» e «attendere qualcosa che non sapeva di aspettare» ancora non mi era chiaro. Immagini di ritrovarsi in una stanza buia e di dover pensare a una parola, senza associarla a un’immagine, quale sarebbe? Rimozione, senz’altro. Curioso, rimuoviamo porzioni di esistenza ad ogni attimo, nonostante gli sforzi di autoconservazione. Allora come sta? Normale, faccio per andarmene. Ripercorro la settimana addietro, poi qualcosa si inceppa, come una spaccatura nel cranio, non ricordo e so che in fondo mento, nascondiamo porzioni di verità a noi stessi prima che agli altri. Lo studio, dicevamo, C. mi fa accomodare, non so ancora perché mi trovo lì, vorrei nascondermi. Sa perché la mia consulenza sia stata richiesta? Rifiuto il dialogo, poi qualcosa cattura la mia attenzione, un fiocche...