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Visualizzazione dei post con l'etichetta Recensiremagazine

RECENSIREMAGAZINE. Valentina Murrocu - Rimozione

RIMOZIONE  Di Valentina Murrocu Allo studio si accede passando per una sala d’aspetto dalle sedie rosse, non di rado occorre attendere venti minuti, ma quale fosse la differenza tra «attendere in vista di qualcosa» e «attendere qualcosa che non sapeva di aspettare» ancora non mi era chiaro. Immagini di ritrovarsi in una stanza buia e di dover pensare a una parola, senza associarla a un’immagine, quale sarebbe? Rimozione, senz’altro. Curioso, rimuoviamo porzioni di esistenza ad ogni attimo, nonostante gli sforzi di autoconservazione. Allora come sta? Normale, faccio per andarmene. Ripercorro la settimana addietro, poi qualcosa si inceppa, come una spaccatura nel cranio, non ricordo e so che in fondo mento, nascondiamo porzioni di verità a noi stessi prima che agli altri. Lo studio, dicevamo, C. mi fa accomodare, non so ancora perché mi trovo lì, vorrei nascondermi. Sa perché la mia consulenza sia stata richiesta? Rifiuto il dialogo, poi qualcosa cattura la mia attenzione, un fiocche...

RECENSIREMAGAZINE. RACCONTO: Gli speroni del secolo

  Ho sentito le urla e ho visto da lontano la ragazza accoccolarsi sul sentiero: l’uomo era in piedi, davanti a lei, e non la stava veramente colpendo ma faceva dei movimenti coi piedi, come a buttarle addosso terra o sassolini, e con le mani, come se avesse voglia o intenzione di strangolarla ma si stesse trattenendo. Le urlava – tu, tu hai voluto venire, hai insistito, poi siamo qui e la prima cosa che fai è rompermi i coglioni col caldo e i tuoi cazzi. Mi vuoi rovinare la vita, vero? Poi – sei la rovina della mia vita! E non fare così. Che tremi, che cazzo tremi? Mi vuoi fare incazzare di più?   Subito dopo ho visto la ragazza cadere su un lato, ma anche qui non ho pensato che lui l’avesse colpita. Ha però fatto un altro movimento: quello di caricare un calcio, ma non lo ha concluso. Se ne è andato, buttandole vicino qualcosa, forse il telefono o un portafoglio. Potevo essere lì in pochi minuti, tornando sui miei passi, ma non ero convinto fosse la cosa giusta. Non era cert...

RECENSIREMAGAZINE. Valentina Murrocu in 5 risposte

POETI IN CINQUE RISPOSTE Cosa vorresti dire del tuo ultimo libro a chi non lo ha già letto o non lo conosce? Che ne possono fare a meno (scherzo!). Se sono interessati alle scritture di ricerca o alla poesia ibrida, “L’altro mondo” potrebbe fare al caso loro: il tema centrale è l’indagine del rapporto io-mondo soprattutto quando si fa conflittuale e violento, le declinazioni sociali, cognitive e emotive che questa relazione assume di volta in volta nella quotidianità e nel processo di riconoscimento di sé stessi rispetto agli altri e più in generale nella realtà che diciamo esterna. Perché parlo di mondo se dal titolo sembrerebbe trattarsi di un altro mondo? Non sono presenti figure aliene o mitologiche né fantasticherie su mondi alternativi o possibili, l’altro mondo non è altro che questo, se assumiamo una prospettiva che spogli il concetto di realtà dalla distinzione tra essere e apparire e impariamo a riconoscere il mondo come intrinsecamente contraddittorio. A che progetto stai la...

RECENSIREMAGAZINE. Pulire i cessi a Zurigo, di Marco Patrone

A Zurigo i disoccupati sono meno del due per cento della popolazione totale, ma se non guadagni quattromila franchi al mese, come vivi? Un caffè al bar costa attorno ai cinque franchi, e possiamo ipotizzare che non tutti bevano caffè al bar, ma quello era l’inizio, cenare a un ristorante fare la spesa, comprare beni di prima necessità (pannolini, pane, latte) e mi ero reso conto che quella città avrebbe rivestito un ruolo marginale (almeno a livello temporale) nel mio Grand Tour Europeo, quel giro euforico e disperato, dopo il quale avrei considerato la soluzione finale: morte diretta (da valutare le alternative) o più probabilmente morte indiretta, questa sarebbe arrivata dopo bagordi, bevute, baccanali, morte per ingordigia, eppure in quella città non stavo facendo nulla di tutto ciò, anzi i miei giorni trascorrevano regolari in un albergo del centro, tre stelle, un po'rumoroso, 200 franchi per una camera singola. La seconda notte ero stato svegliato da una ragazza americana che,...