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Visualizzazione dei post con l'etichetta I miei scrittori

I MIEI SCRITTORI. RICHARD POWERS

IL POSTMODERNO DAL VOLTO UMANO In tempi diversi da questo, avevo definito Richard Powers  un postmoderno dal volto umano, mi pare opponendolo a Pynchon. Avevo sbagliato, perché sono scrittori che partono da presupposti piuttosto diversi, pur avendo alcuni punti in comune: architetture spesso ambiziose, afflato umanistico-scientifico e non ultima una certa e sempre presente passione civile e un diffuso - diciamo così - scetticismo per i poteri costituiti. Ma Powers è fondamentalmente un romanziere realista e tradizionale, Pynchon no, per questo il mio paragone era fuori bersaglio e (ma) anche per questo per me Powers ha un volto più umano di Pynchon, perché forse la singola immagine o scena o idea è meno ambiziosa e ricca e geniale rispetto al Grande Scrittore Nascosto, ma l'insieme mi risulta più amichevole. In altri termini: lo leggo meglio e mi ci perdo meno. Powers è stato pubblicato in Italia (non tutto, e tra poco ci arriviamo) senza mai avere grandi fortune, e restando di ni...

LIBRI E RECENSIONI. FRANCESCO PECORARO - LO STRADONE

L´APOCALISSE VISTA DAL BAR PORCACCI Si potrebbe scrivere: con Lo stradone Francesco Pecoraro torna, ed è più incazzato, pessimista e apocalittico che mai. Ma forse è corretto elaborare un po´. La vita in tempo di pace , del 2014, era uno dei romanzi italiani migliori di quella stagione, e quasi sicuramente il migliore della cinquina dello Strega, nella quale finì. Cinque anni dopo, ci troviamo davanti a un passo successivo, un´ulteriore evoluzione del percorso (tardivo) di Pecoraro. Se La vita in tempo di pace, pur con un andamento spesso saggistico, con un sospetto di coincidenza autobiografica tra il protagonista e lo scrittore (non dimostrata né dimostrabile), manteneva ancora le forme del romanzo, ne Lo stradone ci troviamo di fronte a un occhio, a una visione (malmostosi, cinici, pessimisti, auto-critici e ancora altre cose) simili ma a un manufatto  differente, la trama è sfranta e si spappola appunto nei modi del romanzo-saggio-autobiografia (presunta)-invettiva, si...

LIBRI E RECENSIONI. JONATHAN LETHEM - IL DETECTIVE SELVAGGIO

DIVERTIMENTO D´AUTORE Se penso a Jonathan Lethem , mi vengono in mente le architetture complesse e la ricchezza di idee (e di afflato sociale) di romanzi come  La fortezza della solitudine   e  I giardini dei dissidenti  e allora ecco che un libro come questo Il detective selvaggio , lineare nella (esile) trama, diviso in capitoli brevi o brevissimi, lievemente scombiccherato come alcuni dei suoi protagonisti, sembrerebbe difficile da spiegare. Io credo che dopo Anatomia di un giocatore di azzardo, che mi dicono poco a fuoco, troppo scopertamente pynchoniano, Lethem abbia avuto voglia di prendersi una pausa ed, ecco, di divertirsi. Questa è la natura del nuovo romanzo: un divertimento d´autore, che per fortuna è tale anche per il lettore. Pochi gli elementi: una ragazza scomparsa, la sua amica, Phoebe, che intraprende un viaggio alle pendici del Monte Baldy per ritrovarla, e si affida per questo al Detective Selvaggio del titolo (l´originale The feral det...

I MIEI SCRITTORI. KENT HARUF E LA QUADRILOGIA DI HOLT

DI WESTERN, BUONI E CATTIVI Quanto la storia editoriale di un libro o di una serie di libri ne condiziona la lettura, la maniera di vederlo e interpretarlo? Il recupero di Kent Haruf nel nostro paese, merito di NN Editore, ha visto pubblicato per primo il potente Benedizione (Benediction) del 2013, per poi proseguire con Canto della pianura (Plainsong) del 1999, con Crepuscolo (Eventide) del 2004 e infine con Le nostre anime di notte (Our souls at night) del 2015 (le date si riferiscono alla prima edizione americana). La trilogia di Holt può quindi ben essere vista come tale (visione dell’editore), ma anche come una coppia (i primi due per data di uscita sono legati tra di loro da personaggi e storie) e ancora come una quadrilogia, se ci si mette dentro l’ultimo, e ci si ricorda che Haruf stesso parlò di “loose trilogy” – una trilogia sciolta, aperta quindi a bisogni e modalità del lettore. Io sono di quest´ultimo avviso. Quattro, per quel che mi riguarda. Non so se le definizion...

LIBRI E RECENSIONI. KARL OVE KNAUSGARD - COME LEGGERE LA MIA LOTTA

KARL-OVE KNAUSGARD E LA SUA OPERA-VITA Con l´uscita in questi giorni del quarto volume della grande opera autobiografica di Karl-Ove-Knausgard  (nel mio gergo detto "Knausgardone") e in vista del quinto  a Luglio, volevo provare a "sistemare" e confinare i romanzi di cui si compone, visto soprattutto il loro ordine non-cronologico, avanti e indietro nella vita dell´autore. Una difficoltà supplementare: in norvegese i libri sono usciti semplicemente come "Min Kamp" (la mia lotta) e poi l´indicazione numerica ordinale ("libro primo" e cosi via). Da noi la prima edizione di Ponte alle Grazie seguiva questa impostazione, poi con la riedizione da Feltrinelli invece si è optato per la strada tedesca. Per ovvi motivi in Germania gli editori non hanno voluto tradurre letteralmente, per evitare di portare in libreria un nuovo Mein Kampf , hanno quindi rititolato individualmente ogni libro, cercando con un verbo di descriverne i contenuti (Mori...

I MIEI SCRITTORI. PHILIP ROTH

IL GRANDE SCRITTORE AMERICANO Mi dispiaceva non avere sul Blog un vero articolo monografico dedicato a Philip Roth , uno dei miei scrittori preferiti, e uno scrittore tra i più grandi dei nostri tempi. Mi dispiaceva ed era però risultato dei tempi, i tempi in cui ho conosciuto e letto questo autore, giorni e anni nei quali si recensiva (se lo si faceva) mentalmente, e non si fissavano le proprie impressioni su carta (seppur virtuale) e tantomeno su Blog o luoghi specifici. La qualità delle recensioni o dei pareri di un lettore-non-critico è chiaramente discutibile, ma non lo è invece - o almeno non credo che lo sia - il valore documentale, essersi appuntato  quello che si pensava di un determinato libro in un determinato momento. Per tutta la parte della produzione dello scrittore di Newark precedente alla mia abitudine di postare i miei pareri su Anobii e poi alla nascita del Blog devo quindi riferirmi a queste mie impressioni, a quello che si era mosso allora, quando e...

IL PEGGIO DEL MEGLIO. LIBRI DA DIMENTICARE DI GRANDI AUTORI

L´ISPIRAZIONE VA E VIENE Stavolta parlo per Sconsigliare e non per consigliare, sempre prendendo autori di gran pregio (penso), laddove quindi (di norma) il libro o libri sconsigliati sono comunque superiori a molta della roba che si trova in giro. PHILIP ROTH Di Filippo non ho ancora letto tutto e in particolare ero un po´diffidente nei confronti degli "Zuckerman" (ma recupererò). Dovessi dire nella sua produzione, ci sono 2 libri che ritengo inferiori, a volte anche sensibilmente, agli altri Ne  Il fantasma esce di scena  c´è Zuckerman (scrittore inventato) che dialoga o ragiona su altri scrittori altrettanto inventati. Insomma un gioco molto autoreferenziale, letterario e secondo me fondamentalmente pesante, una cosa che pare coinvolgere l´autore più che i lettori. Il complotto contro l´America  è più riuscito ma qui la mia delusione derivava dallo spunto, che speravo potesse essere sfruttato meglio. Insomma: Roth immagina che Lindbergh vinca le e...

LESA MAESTÀ. OVVERO IL PARAGONE SAFRAN FOER - PHILIP ROTH

LE IPERBOLI E LA PROSPETTIVA STORICA Su Facebook ho fatto (se vogliamo volutamente) discutere dicendo che Jonathan   Safran Foer  potrebbe essere l´erede di Philip Roth. Partivo dalla mia attuale lettura, Eccomi, ultimo romanzo dello scrittore di Washington, prossimamente recensito qui sul Blog (ovvio). Qualcuno l´ha presa come lesa maestà. La frase vera che avrei potuto e forse dovuto dire - e che penso - è che non posso escludere che Foer sia destinato a scrivere libri molto importanti, diventando il prossimo grande scrittore americano-ebreo. Chiaramente è limitante parlare di Roth in questi termini, se la prima parte della sua produzione era dominata da temi e questioni ebraiche, dal Teatro di Sabbath in poi lo scrittore di Newark si è liberato e librato, liberato di lacci, legacy e ipoteche e librato nell´empireo dei grandissimi scrittori americani tout court. Mi pare che Safran Foer abbia studiato bene l´opera di Roth e stia modellando i suoi libri utiliz...

MASSIMILIANO PARENTE E CHUCK PALAHNIUK, UN ATTUALE PARALLELISMO

P COME PROVOCATORE So da solo che si tratta di un parallelismo azzardato, eppure mi è venuto in mente durante l´ultima polemica dovuta al post di Massimiliano Parente  su Facebook, una foto di una chiesa in macerie accompagnata dal commento "Le chiese che crollano però sono divertenti". In fondo Parente ha interpretato dal vivo il suo classico personaggio, una sorta di provocatore finto-cinico, nichilista e sostanzialmente malinconico che usa diffondere sui social tutto quello che pensa, in diretta e senza filtri. La categoria di scrittore che prova a sbalordire il borghese non è nuova, va detto che ormai in questi nostri tempi di compulsive condivisioni una sequenza di selfie di Kim Kardashian o la notizia di Niang che si tuffa in una piscina vuota rischiano di superare da destra, da sinistra, dappertutto il misero autore che prova a farsi pubblicità a buon mercato o mosso da reale ispirazione. In effetti di Parente è difficile capire quanto ci sia e quanto ci f...

DISCORSO SULL´AUTOFICTION DA PROUST A KNAUSGARD (CON CARRÈRE E SITI E ALBINATI)

PUNTARE SU SE STESSI Nel suo divertente e composito saggio Fame di realtà  lo scrittore e critico David Shields teorizza la superiorità del memoir, della non-fiction narrativa, e dei generi spuri rispetto alla fiction tout court, come più adatti a raccontare i nostri tempi incontrando il gusto e l´interesse di un lettore che vuole essere istruito e informato oltre che intrattenuto. Con i grandi esempi di Carrère  e Knausgard  il discorso sull´autofiction o appunto le forme miste (nel primo reportage, memoir, narrativa, giornalismo) si è mi pare rinvigorito, se in precedenza c´erano forse confini più netti tra chi faceva new journalism, inchiesta (i vari Wolfe, Capote, la stessa Didion) mettendo in gioco se stessi ma in maniera meno narrativa e direi meno ambigua, sono proprio commistione (Carrère) e radicalità (Knausgard) a contraddistinguere questa nuova-vecchia tendenza del romanzo. Perché parliamo pur sempre di opere che in libreria portano quella denom...

I MIEI SCRITTORI. FARE GLI INDIANI CON RUSHDIE, SETH, CHANDRA E ALTRI

SCRITTORI DI UN PAESE-MONDO Questo chiaramente non è un essay  completo sulla letteratura indiana ma - come sempre per questa "serie" - un resoconto di mie esperienze di lettura, se possono essere utili, se possono essere leggibili. Non provo neanche a sistematizzare il discorso, troppo ampia l´India - anche letterariamente - e curiosamente io mi sono rivolto soprattutto verso scrittori meticci, di lingua inglese, quella letteratura indiana contemporanea che pare abbia avuto maggiore facilità a trovare la strada delle nostre librerie, anche per evidenti motivi pratici, penso. Il capostipite è chiaramente Salman Rushdie , che è in effetti parte "necessaria" delle antologie e degli studi  sulla letteratura inglese contemporanea. Al di là di ciò che Rushdie - anche a livello di icona - è diventato, il libro che gli regalò fama e attenzione (e il Man Booker) ovvero I figli della mezzanotte  è intriso di sapori indiani (fino a forme di vero e proprio realism...

I MIEI SCRITTORI. RICHARD FORD

OVVERO LA FORZA DELLA NORMALITÁ Rispetto ad altri scrittori americani mi pare che il percorso di Richard Ford  sia stato e sia leggermente più laterale, nascosto, meno roboante insomma. Pensiamo alla visibilità di Philip Roth, di DeLillo e quella (paradossalmente accentuata e rinfocolata dalla sua in-visibilità) di Pynchon. Richard Ford: uomo normale (a parte la volta in cui ha sputato in faccia a Whitehead). Come il suo eroe Bascombe. Per quanto Ford abbia prodotto ottimi risultati anche con gli altri suoi romanzi (uno su tutti, Canada ) e raccolte di racconti, il suo capolavoro credo sia appunto la saga dedicata al suo "Uomo comune" Frank Bascombe, che consiste di Sportswriter - Il Giorno dell'indipendenza - Lo stato delle cose, a  Tutto potrebbe andare molto peggio, che è una raccolta di racconti omogenei (titolo originale: Let me be Frank with you), ai quali si è aggiunto l'ultimo, in tutti i sensi, Per sempre. Ogni libro si svolge attorno a una festivi...