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Visualizzazione dei post con l'etichetta Libri e Recensioni

RECENSIONI IN BREVE. LEONARD MICHAELS - SYLVIA

 FUSIONE A CALDO Sylvia di Leonard Michaels è uno di quei romanzi, classici dell'amour fou, che, quasi ciò che raccontano, suscitano grandi e contrastate passioni anche nel lettore, portato spesso – ho riscontrato la dinamica nei gruppi di lettura  – a schierarsi (un altro esempio è Un amore senza fine di Scott Spencer), con o contro l'uomo, con o contro la donna, e addirittura con o contro lo scrittore. La storia d’amore qui riportata ha sicuramente contorni tossici, distruttivi, essi si riflettono su una narrazione che assume un andamento quasi frenetico ad accumulo di situazioni (all'inizio romantiche, poi, appunto, di tumulto, tentato annientamento di se stesso e dell’oggetto amoroso, parossismo delle passioni). Posto che sarebbe meglio leggere i romanzi senza giudicarne i personaggi secondo canoni morali o appartenenti alla (diciamo) sfera d'azione quotidiana dell’individuo (“io avrei fatto così!” – “ma perché non l’ha lasciata?”), va considerato che questa è la s...

LIBRI E RECENSIONI. KIRAN DESAI - LA SOLITUDINE DI SONIA E SUNNY

REALISMO INDIANO Kiran Desai è una scrittrice dai tempi lunghi: intendo qui dire che lei  se li prende tra un libro e l'altro, un po' come Donna Tartt, ed ecco che questo La solitudine di Sonia e Sunny, finalista al Booker Prize, esce a quasi vent'anni di distanza dal precedente Eredi della sconfitta (che invece del Booker era stato vincitore). Il tempo può essere tiranno o benefattore: in questo caso ha prodotto un romanzo fluviale, pieno di cose e personaggi, stratificatosi nella mente dell'autrice a partire da alcune sue iniziali intuizioni e storie , che a sua volta vincola il lettore al suo ritmo e al prendersi, anche lui, il giusto tempo (certamente non vent'anni).  Il libro segue le vicende dei due protagonisti, due ragazzi indiani emigrati (momentaneamente?) negli Stati Uniti, tra un tentativo di matrimonio combinato, una relazione tossica, e tanti altri fatti che sono poi quelli che fanno muovere la vita (e di conseguenza il romanzesco). Siamo nel contesto ...

LIBRI E RECENSIONI. ELENA RUI - VEDOVE DI CAMUS

 POLIFONICO FEMMINILE Vedove di Camus di Elena Rui dichiara nel titolo la propria intenzione, e l’idea, piuttosto azzeccata, da cui parte per affrontare il grande scrittore francese. Lo fa con un’architettura polifonica, facendo ricostruire la figura di Camus dalle donne della sua vita, una moglie e tre amanti, e partendo dalla morte dello stesso, “annunciata” nelle prime pagine che valgono anche come dichiarazione di poetica della scrittrice. Questo consente alla Rui una certa obliquità di sguardo sul protagonista, un distanziamento insomma dalla “usuale” biografia a scorrimento   (si confronti questo libro, ad esempio, col più convenzionale Rubare la notte, di Romana Petri su Saint-Exupéry) e di mettere al centro della narrazione le donne (quelle concrete, le quattro co-protagoniste) e “la donna”, la sua realizzazione, il suo spirito di sacrificio e sopportazione, la solidarietà femminile, la sua capacità di ricostruire e ricostruirsi. Camus era un tombeur de femmes, ...

LIBRI E RECENSIONI. MICHELE MARI - i CONVITATI DI PIETRA

IL GIROTONDO DELLA MORTE Depurando la lettura e il giudizio da qualsiasi considerazione legata al gossip letterario e al Premio Strega 2026, posso tranquillamente affermare che I convitati di pietra di Michele Mari non è il libro più riuscito di quello che è e rimane uno dei maggiori è più indiscutibili autori italiani contemporanei. Le premesse erano tuttavia buone: il ritorno al romanzo, l'innesco forte (i compagni di classe che decidono di giocare una "riffa" contro - o forse per - la morte), ma temo che il materiale nella testa dello scrittore fosse sufficiente per una novella, ed esteso a romanzo, seppure di dimensioni contenute, produce una struttura ad accumulo da "commedia nera" che risulta stucchevole e ripetitiva, già dopo non molte pagine. Mari è un grande scrittore e stilista, è bravo nell'uso del grottesco e scatena la sua sulfurea fantasia nei ritratti di "tipi" (i compagni di classe) ed "esiti" (le morti), il che, tutto som...

LIBRI E RECENSIONI. REINHARD KAISER-MÜHLECKER - BRACCONIERI

IL PICCOLO CAMPO Bracconieri dello scrittore austriaco Reinhard Kaiser-Mühlecker è   considerabile il secondo libro della trilogia "contadina" dell'autore, che comprende il primo Fremde Seele, dunkler Wald (non tradotto in italiano) e il terzo Campi ardenti (per Carbonio, come questo), ma può essere letto tranquillamente come romanzo a sé stante (d'altra parte, a meno di non conoscere il tedesco, non c'è molta scelta). La trilogia si svolge appunto in un'Austria tanto contadina quanto vicina ai distretti urbanizzati, e vede come fulcro riccorrente una famiglia di agricoltori e allevatori, e qui personaggio principale Jakob, il fratello minore, che cerca (e apparentemente trova) un suo ruolo nel mondo ereditando la fattoria alla morte della nonna e conoscendo una donna molto diversa da lui, Katja, che viene dalla città, dipinge, conosce il mondo e riesce in tutto ciò che fa. La qualità di Kaiser-Mühlecker è di dire e mostrare con pudore cose talvolta terribili,...

LIBRI E RECENSIONI. ALBERTO SAVINIO - LA CASA ISPIRATA

RIDANCIANI SPIRITI La casa ispirata è una novella, ambientata a Parigi, appartenente alla prima fase della carriera e produzione letteraria di Savinio; contiene, propone, anticipa molti temi e modi ricorrenti dello scrittore: l’uso del grottesco e del comico, i “bozzetti” (o ritratti) di personaggi particolari o mostruosi o (appunto) fantasmatici, gli squarci visionari a interrompere il realismo delle ambientazioni. Sia per il periodo in cui è stato scritto e pubblicato (gli anni ’20 dello scorso secolo), che (forse) per la voglia dello scrittore di mostrare la sua tecnica, la prosa risulta molto ricca, piena di virtuosismi e per il lettore odierno forse arcaica. Ma non importa, una volta abituati, perché la vivacità della scrittura di Savinio e la galleria di personaggi e situazioni intrattengono e divertono, talvolta stupiscono. Un’ottima introduzione all'autore e alla sua genialità. -------------------------------- Informazioni sul libro Alberto Savinio - La casa ispirata Ed. A...

LIBRI E RECENSIONI. JON FOSSE - VAIM

UNA VITA OLTRE Vaim di Jon Fosse, primo libro scritto dopo il Premio Nobel e primo di una trilogia ambientata nel villaggio che dà il titolo all'opera, richiama un'altra novella dell'autore norvegese, ovvero  Mattino e sera , e ne riprende afflato e caratteristiche: l’ambientazione marina, in villaggi di pescatori e in un’epoca non facilmente identificabile, fuori dal tempo, e i personaggi austeri, ieratici, da una parte portatori di istanze semplici, una vita dai connotati quasi primordiali, dall'altra abitati da un bisogno di memoria (essere ricordati, ma soprattutto ricordare, non smarrire nel tempo gli amori e le amicizie, le ombre o le sagome di chi è morto, il calore di chi sembra ancora esserci). Fosse si muove in una triangolazione (ed il romanzo stesso è tripartito secondo i punti di vista dei personaggi stessi) tra memoria, amore e morte, e lo fa cercando di immergere il racconto in una dimensione da parabola, dove i gesti sembrano alludere a qualcosa che nell...

LIBRI E RECENSIONI: ROSA MATTEUCCI - CARTAGLORIA

RICERCA E VOCAZIONE A volte, parlando di letteratura (ma probabilmente di ogni cosa), capita di usare categorie piuttosto trite ma che contengono aspetti di verità. Ne raccolgo una piuttosto frequente e a cui appunto non manca un appiglio alla realtà: la lingua della letteratura italiana contemporanea sta vivendo una standardizzazione che la rende spesso anodina e addomesticata.  Ma, alla fine, se le ripeti troppo spesso come a volerle far diventare assolute, di queste verità trite la letteratura si fa beffe, e risponde ad esempio con una lingua, una voce, come quella di Rosa Matteucci  (in generale) e del suo ultimo romanzo Cartagloria , in particolare. Questo è un libro che si ricollega al versante autobiografico della narrativa dell'autrice, quello da cui derivano Costellazione familiare e Tutta mio padre. Come in quest'ultimo, troviamo programmaticamente in copertina una foto dell'autrice.  Ma si collega anche al versante "rabdomantico", la ricerca di un senso...

LIBRI E RECENSIONI. GABRIELE DI FRONZO - SFINGE

SPAESAMENTI ARTISTICI Ho sentito nominare (e lodare) sporadicamente  Sfinge  di  Gabriele Di Fronzo , una delle molte uscite che rischi di perderti e sarebbe stato un peccato, trattandosi in effetti di un libro molto valido e che affronta la fuga dal romanzesco puro, dalla difficoltà (ammesso sia così) del rintanarsi in una storia, e lo fa in maniera differente rispetto al rifugio (a volte fin troppo semplice) nell'autobiografia o nella memorialistica. Spunto forte: il protagonista fa il "courier" (l'accompagnatore, in pratica) di opere da arte in viaggio dal Museo Egizio di Torino verso altre destinazioni. La missione attuale è "portare" La Sfinge fino a Shanghai per un'esposizione.  Forte perché? È ingegnoso, originale, e si presta ad alcuni sviluppi che infatti poi ci sono: abbiamo intanto il fascino del movimento, del viaggio, dello spaesamento, di quel tanto di lost in translation al quale la location asiatica si presta. E poi l'arte, e in buona...

LIBRI E RECENSIONI. IAN MCEWAN - QUELLO CHE POSSIAMO SAPERE

IL MONDO CHE SARÀ Ian McEwan, come altri grandi scrittori, ha molti fan, lettori che si procurano (e sperabilmente) leggono tutto ciò che l'autore produce, e diventa in questi casi naturale costruirsi delle preferenze, un proprio piccolo personale canone, con libri di cui si è innamorati  e altri ritenuti meno riusciti, come quando di una persona amata si accettano anche i piccoli difetti. Quello che possiamo sapere  non è un McEwan di cui mi sono innamorato e non finirà tra i miei preferiti, seppure sia libro sostanzialmente degno. Altri invece ne saranno entusiasti, e queste differenze vanno accettate con serenità non normativa. Una premessa che sentivo in qualche modo utile.  Qui capita un po' il contrario di quanto era successo con (per esempio) Chesil Beach: là un tema tutto sommato usuale, "piccolo", veniva reso appassionante in termini di scrittura, narrazione, qui alcuni temi straordinari  (la catastrofe climatica, un nuovo mondo di isole che sostituisce quel...

LIBRI E RECENSIONI. DAVID SZALAY - NELLA CARNE

UNA VITA (COME TANTE) Conoscevo  David Szalay  da Turbolenze , che nasceva come raccolta di racconti "a commissione" per un'emittente radiofonica: era un libro già riuscito, ma c'erano ovviamente motivi per aspettarsi ancora di più da questo vero e proprio romanzo, nato come tale, Nella carne , oltretutto vincitore del Booking Prize. Il più è arrivato con un libro dal grande ritmo, un pageturner moderno e certamente non banale, costruito con grande consapevolezza di mezzi tecnici, appunto la gestione del ritmo, le ellissi, i cliffhanger, l'uso molto abile del dialogo. La storia merita di non essere svelata in toto: possiamo però dire del protagonista Istvan, ragazzo a inizio romanzo, in Ungheria, poi, finché possiamo dire, soldato in Kuwait, autista e guardia del corpo a Londra, e poi, e poi. Istvan è un personaggio che rischia  di essere scambiato per una pura istanza narrativa: grande, grosso e forzuto ma non particolarmente volitivo, non appare mai particolarm...

UN ANNO DI LETTURE. IL BILANCIO 2025

UN UMILE BILANCIO Il mio crescente scetticismo nei confronti delle liste di fine anno mi ha già negli ultimi anni condotto a compilare un semplice bilancio delle letture effettuate nel corso dei 12 mesi appena passati: di solito mi soffermo sui romanzi usciti nell'anno stesso, in modo da fare un focus particolare sulle novità, sempre considerando che giudicheremo e giudichiamo novità i libri usciti nella nostra lingua, il che però non significa si tratti di novità assolute. Anzi (questo ha creato ad esempio paradossi al limite dell'assurdo, come veder comparire nella classifica del supplemento La Lettura, relativa ai migliori degli ultimi 25 anni, Vita e destino di Grossman).  Voglio poi dare a quest'anno spazio a quei libri che in qualche modo mi hanno maggiormente sorpreso e mi sono sembrati, se possibile, diversi, originali . Non il solito McEwan, insomma (a parte che l'ultimo, pur gradevole, non è ai suoi vertici). Potevo mettere Szalay, ma lo hanno messo già tutti ...

LIBRI E RECENSIONI. AUGUSTÍN FERNANDÉZ MALLO - Il LIBRO DI TUTTI GLI AMORI

AMORE E CATASTROFE Trilogia della guerra di Augustín Fernandéz Mallo  era stata qualche anno fa una lettura molto avvincente, e aveva fatto scattare quella sorta di "delizioso momento" che si verifica quando senti che stai scoprendo, per te stesso, uno scrittore importante. Il libro di tutti gli amori è il penultimo di Mallo (del 2022), l'ultimo Madre de corazón atómico non è stato ancora tradotto.  Rispetto al precedente, l'autore preme qui con più forza sul pedale dell'onirico e mi pare che le suggestioni bolaniane si facciano più evidenti: al tema della guerra si sostituisce nel "programma" quello dell'amore, in un libro comunque meno centrifugo e forse meno complesso della Trilogia (si tratta d'altra parte di un testo sensibilmente più breve).  Ma qual è il programma? Esso prevede una struttura bipartita, in alcuni capitoli si assiste al dialogo frammentario di una coppia in quello che si intuisce essere uno scenario post-apocalittico, dove o...

LIBRI E RECENSIONI. MARIA CATERINA PREZIOSO - I GIORNI PARI

GUERRA E GUERRE Con I giorni pari Maria Caterina Prezioso consegna una possibile risposta “succinta” a quelle saghe familiari e storiche da 500-600 pagine che stanno trovano un ottimo spazio nel mercato editoriale italiano (e nelle classifiche): troviamo qui due storie parallele ambientate a Roma (e dintorni) dalla promulgazione delle leggi razziali fino alla fine della seconda guerra mondiale e all'inizio della ricostruzione, molti personaggi, incroci, ritratti d'ambiente, "cameo" di personaggi famosi dell'epoca. Gli elementi che muovono l'azione sono tipici e romanzeschi: guerra, amore, famiglie, padri, matrimoni, malattia, dittatura, generosità e miserie (materiali ed etiche), che la scrittrice maneggia con ritmo e a pennellate intense, vivide, tra realismo e un certo di impressionismo lirico, con una scrittura sensibile ma diretta (che conoscevo da uno dei precedenti della Prezioso, Cronache binarie). Emerge una sorta di “politica” ben precisa: il ruolo e...

LIBRI E RECENSIONI. OCEAN VUONG - L' IMPERATORE DELLA GIOIA

CIBO E SENTIMENTI L’imperatore della gioia di Ocean Vuong si apre con un’immagine molto lirica, e forse addirittura bizzarra, particolare, con una “luce che tinge ogni cosa di un color porridge”; Vuong è (o è stato) poeta prima che narratore: superficialmente avevo pensato a un tipo di romanzo diverso, meno compatto, meno realistico, meno diretto. Mi pare chiaro che il tentativo sia stato invece quello di scrivere una suo possibile  versione attuale  di un Grande Romanzo Americano, chiaramente declinato come può essere nelle corde di uno scrittore trentasettenne e appena alla sua seconda opera narrativa.   La base è quella del romanzo di formazione, assieme a elementi on-the-road e a un tratteggio dei personaggi (e ritmo dei dialoghi) spiccatamente cinematografici, o meglio, pensati come se un approdo naturale e futuro del libro potesse essere un film di quelli vividi, pieni di humor, dolore e buoni sentimenti. Sì, questo è anche un libro buonista: il protagonista è Hai,...

LIBRI E RECENSIONI. DEBORAH LEVY - COSE CHE NON VOGLIO SAPERE

L'ASCOLTO RIBALTATO Quella di Rachel Cusk è la Trilogia dell'ascolto, e Deborah Levy fa invece l'Autobiografia in movimento, della quale Cose che non voglio sapere  è il primo capitolo. Le accostiamo per la forma (tre libri, ragionevolmente brevi), l'area di provenienza letteraria  e il contenuto autobiografico-sperimentale delle rispettive opere. E certamente per l'impatto sulla critica e sul pubblico. Di solito a questo punto si dice: ma   qui si fermano le analogie , cosa anche abbastanza ragionevole da affermare, visto che l'opera della Levy è volutamente e direi dichiaratamente autobiografica (molto meno e in questo senso più ambigua la Cusk), ma arriveremo presto a considerare anche qualche aspetto similare delle due scrittrici (che poi questa mania comparativa da dove viene? Forse è una malattia). Quella ritratta all'inizio del libro è una donna in un momento di stasi e difficoltà, forse di depressione, di inerzia invalidante, che si traduce in un ten...