LIBRI IN USCITA
Katie Kitamura – Audizione (Bollati Boringhieri, 26 agosto)
Libro semi-finalista al Booker Prize, che dalle prime impressioni di lettura mi pare confermare
la natura di questa scrittrice come esploratrice “elusiva” di dinamiche di potere e relazione, con
quel tanto di distacco entomologico che è tipico della sua scrittura (può essere letto come pregio o come difetto).
Quoziente lista: l’ho già preso e mi sento intanto di consigliarlo.
Abel Quentin – I quattro che predissero la fine del mondo (e/o, 27 agosto)
Da uno scrittore francese (a quanto ho sentito) stimabile, un romanzo ispirato da una storia vera (come si diceva una volta) e molto attuale, quella di quattro scienziati che negli anni ’70 avevano analizzato i limiti del sistema di sviluppo mondiale – quelli di cui proprio ora stiamo discutendo con sempre più vigore e polarizzazione. Andamento, mi pare, svelto e quasi da “thriller” (sui generis, ovviamente).
Quoziente lista: 7 su 10
Incipit: Il 1° Luglio 2007 il francese Paul Quérillot fecce visita alla coppia dei Dundee, in occasione di un convegno che lo aveva portato ad attraversare l’Atlantico per andare a sud di Salt Lake City, non distante dal loro allevamento di maiali.
A quella data, i quattro autori del “rapporto 21” erano ancora in vita.
Quérillot abitava vicino a Parigi, in una grande casa nella periferia ovest.
Cameron Stewart – Perché i cavalli corrono (Carbonio, 29 agosto)
Intanto questo Cameron Stewart, australiano, scrittore al suo debutto, non va confuso col suo omonimo e più famoso disegnatore canadese.
Questo romanzo di esordio si presenta con un fascino un po’ western e un po’ antico che potrebbe ricordare (certo, da lontano) Haruf e in generale il filone statunitense rurale. Ovviamente (o comunque sia, lo specifico) la storia si svolge in Australia.
Quoziente lista: 7 su 10.
Estratto (2°capitolo): Ingvar procedette verso est, lungo la catena montuosa e nella notte fredda. La highway attraversava tratti di foresta aperta e lui avanzava a bordo strada, tenendosi una coperta militare sulle spalle per stare al caldo. Quando i camion gli sfrecciavano accanto con gli abbaglianti accesi e spostando masse d’aria che lo scuotevano, lui chinava la testa, e nello strano e sereno silenzio che seguiva, camminava senza sentirsi connesso alla terra, quasi fosse sul limitare di qualcosa appena fuori portata. Arrancava tra nebbia e tenebre, e si stringeva forte la coperta sotto il mento con il pugno ossuto. Niente lo spaventava, al buio. Lui era il buio
Ali Smith – Gliff (Sur, 28 agosto)
Il primo romanzo di “speculative fiction” (alcuni direbbero magari distopia, ma so che non è accurato) della Smith: in una società futura o futuribile (nel lancio si parla di Huxley e Orwell), due ragazzine vengono separate dalla madre ed si esiliano ai margini della società.
La storia ha, come spesso o sempre nella Smith, aspetti allegorici e politici, oltre a una messe di riferimenti incrociati e culturali che pure conosciamo dalla produzione dell’autrice.
Quoziente lista: 5 su 10. La speculative fiction non credo faccia per me al momento, ma la Smith è la Smith.
Elvira Mujcic – La stagione che non c’era (Guanda, 26 agosto)
Una storia che, coerentemente con le origini serbe della scrittrice (ma ricordiamolo: ora vive e lavora in Italia, scrive in italiano), si svolge nella Jugoslavia degli anni ’90, appena prima dell’esplosione
dei conflitti balcanici. Mi pare un romanzo ad alto potenziale emotivo, che potremmo benissimo trovare candidato allo Strega (che spesso predilige storie di questo tipo, da qui la mia osservazione, oltretutto presentate con una scrittura franca, scorrevole).
Quoziente lista: 4 su 10
Incipit: Nene tornò a S. dopo quasi cinque anni di assenza. Arrivò nella luce violacea del tardo pomeriggio con l’ultimo autobus della giornata.
Gambe molli e un borsone in spalla si incamminò verso l’unico luogo che avrebbe potuto chiamare casa, ma alla sola idea gli si occludeva la gola.
Commenti
Posta un commento