lunedì 28 novembre 2016

IL PEGGIO DEL MEGLIO. LIBRI DA DIMENTICARE DI GRANDI AUTORI

L´ISPIRAZIONE VA E VIENE


i loro libri meno riusciti





Stavolta parlo per Sconsigliare e non per consigliare, sempre prendendo autori di gran pregio (penso), laddove quindi (di norma) il libro o libri sconsigliati sono comunque superiori a molta della roba che si trova in giro.

PHILIP ROTH
Di Filippo non ho ancora letto tutto e in particolare ero un po´diffidente nei confronti degli "Zuckerman" (ma recupererò).
Dovessi dire nella sua produzione, ci sono 2 libri che ritengo inferiori, a volte anche sensibilmente, agli altri

Ne Il fantasma esce di scena c´è Zuckerman (scrittore inventato) che dialoga o ragiona su altri scrittori altrettanto inventati.
Insomma un gioco molto autoreferenziale, letterario e secondo me fondamentalmente pesante, una cosa che pare coinvolgere l´autore più che i lettori.

Il complotto contro l´America è più riuscito ma qui la mia delusione derivava dallo spunto, che speravo potesse essere sfruttato meglio.
Insomma: Roth immagina che Lindbergh vinca le elezioni presidenziali del ´40 e che gli Stati Uniti diventino alleati della Germania nazista.
Purtroppo a Roth - nonostante alcune pagine riuscite - la trama sfugge di mano, personaggi e situazioni vengono tirati via, insomma la riuscita è dubbia.


SAUL BELLOW
Anche Bellow - sommo scrittore - ha prodotto tanto ed è fisiologico che alcune cose possano essere invecchiate peggio o semplicemente meno riuscite di altre.

Ravelstein e Una proposta di Matrimonio sono gli ultimi due romanzi di Bellow e ahimè - come nell´ultimo di Kundera - si nota una certa senilità, come se la lucidità (letteraria) fosse stata un po´persa.
Ravelstein é curiosamente simile a Il fantasma esce di scena, anche qui é un libro popolato di scrittori e professori immaginari (ma ricalcati su persone realmente esistenti) intente in un gioco secondo me troppo letterario e autoreferenziale, che poteva forse interessare alla gang di persone che ruotava attorno a quel mondo (e infatti la critica statunitense applaudì).

Una proposta di matrimonio mi era sembrato semplicemente un libro pieno di buchi ed editato male, con forse troppa fretta di mandarlo in libreria.

Il dicembre del professor Corde è un libro strano, con pagine anche molto riuscite ma con la sensazione costante di non capire dove l´autore volesse andare a parare, a un certo punto c´é una serie di tirate contro il vandalismo giovanile - quasi politiche - dove ti immagini che a Bellow sia stata sfregiata la macchina con le chiavi da qualche teppistello e lui per lo choc e la rabbia ci abbia scritto un libro.


MARTIN AMIS
Pure Amis ha avuto i suoi momenti di "rottura prolungata", qui nomino due libri.

Uno è La freccia del tempo (che ad alcuni è piaciuto) che si basa tutto su un espediente/procedimento, ovvero di far scorrere la storia (fondamentalmente un romanzo sul nazismo) al contrario. A me ha stancato quasi subito, spunto buono per un racconto, ma sulla lunghezza del romanzo non regge.

L´altro è Cane giallo di cui il collega (secondo me invidioso) Tibor Fischer disse - con deliziosa acidità - "Questo libro non è brutto nel modo normale in cui i libri importanti sono spesso brutti. È brutto in modo scioccante, come se scoprissi il tuo zio preferito che si masturba davanti a una scuola elementare".
Il romanzo in effetti non è propriamente brutto, ma è raccogliticcio, a un certo punto Amis usa il metodo-Scurati riciclando un testo già utilizzato per un libro fotografico, è come se lo scrittore fosse distratto e si sia gestito con il puro mestiere.

Sono partito dai miei "autori di riferimento", di cui ho letto molto e per i quali l´esercizio é più semplici.

Facendo un mix degli altri, qualche spunto qua e là.

Ian McEwan ha notevoli alti e bassi, secondo me il suo basso più drammatico è stato Espiazione (nomen - omen) che però so essere piaciuto molto. Io ho rifiutato completamente l´antipaticissima Briony, il personaggio principale, per cui non avevo speranze.
Anche Miele l´ho trovato contorto e artificioso, nonostante la storia potesse teoricamente funzionare.

Jonathan Coe ha iniziato alla grande e poi si è un po´perso, il suo penultimo Expo58 nel tentativo di ricalcare una satira english un po´alla Waugh ha messo su una cosa leggibile ma esile e leggera come un tempura di cui sia stata fritta solo la pastella.

Anche un mostro sacro come Abrahm B. Yehoshua ha le sue pause.
Nel potenzialmente fascinoso Viaggio alla fine del millennio Yehoshua si dimostra in difficoltà a maneggiare le ambientazioni da romanzo storico.
Il responsabile delle risorse umane funziona fino a un certo punto, poi si "tronca" bruscamente come se l´autore si fosse stancato di scrivere.

Last but not least un altro autore prolifico, Don DeLillo ha i suoi deficit di ispirazione.
Nomino qui Body Art, romanzuccio algido e celebrale, personaggi francamente antipatici, dove DeLillo - per il vezzo di voler descrivere l´incomunicabilità del mondo moderno, l´inutilità del linguaggio, rinuncia proprio alla comunicazione con il lettore. Che si vendica stroncando.


domenica 27 novembre 2016

LIBRI E RECENSIONI. CLAUDIO MARINACCIO - COME UN PUGNO

IL LETTORE TRAMORTITO

Come un pugno


Come un pugno è l´esordio romanzesco di Claudio Marinaccio, giornalista, conduttore radiofonico e in generale fantasista, attivo ad esempio su Facebook con una voce e un senso
dell´umorismo che si ritrovano anche in queste pagine.

Andiamo con ordine: Marinaccio conduce in radio una trasmissione chiamata I fuorilegge, che richiama The Outlaws, il titolo della collana di Compagnia Editoriale Aliberti per cui esce il suo romanzo. L´idea dichiarata è di creare un ponte tra USA e Italia, attraverso scritture molto caratterizzate, "una sorta di nuova Beat Generation" (la citazione è dell´editore).

Dopo i primi due titoli (Robert Ward e Alessio Viola) sono ora usciti in contemporanea Merenda da Hadelman di Nicola Manuppelli e appunto questo di Marinaccio.

In effetti mi sono divertito molto, ben sapendo che per gradire l´operazione sono necessarie una premessa e un´accettazione. In effetti è evidente l´intento parodistico e di calco rispetto a modelli quali Bukowsky, Bunker, forse anche Chandler, dove l´effetto scimmiottamento viene evitato grazie al continuo rovesciamento ironico, a un certo tipo di ancoraggio in un Italia solidamente di provincia (il protagonista Mark Scannagatti é un piemontese trapiantato negli Stati Uniti) e appunto nella voce dell´autore, che certamente non si fa controllare e non rinuncia mai a provare a stimolarci una franca risata.

Scannagatti è scrittore e giornalista, e viene incaricato di scrivere un libro sulla sfida boxistica del secolo. Attorno a questo spunto si raccoglie la sostanza del romanzo: le sbronze e le risse del protagonista, il suo passato burrascoso, la tenerezza del suo rapporto con la nonna piemontese e ancora altre trovate gustose che non vi anticiperò.

Come il suo protagonista, Marinaccio non si nega niente, in poche pagine o frasi si svaria dallo splatter all´hard-boiled a squarci sentimentali invece tutt´altro che parodistici. Come in molti esordi,
l´urgenza delle cose da dire va qua e là a scapito della struttura e dell´equilibrio, creando comunque un effetto di gradevole scombiccheramento che mi pare una delle caratteristiche distintive di Come in un pugno.

Si ride molto, ogni tanto ci si commuove, ogni tanto si esclama mentalmente "ma dai, esagerato!", a Marinaccio non mancano (proprio no) inventiva e voce, qui il lettore viene aggredito e tramortito proprio come negli incontri di boxe e nelle scazzottate (molto Bud Spencer e Terence Hill) descritte nel libro, il risultato è godibile, con un po´più di controllo e misura se l´autore lo vorrà gli esiti futuri potranno essere anche superiori.
Nel frattempo divertiamoci, però

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Informazioni sul libro
Claudio Marinaccio  - Come un pugno
Ed. Compagnia Editoriale Aliberti 2016
172 pg.
Attualmente in commercio 
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sabato 26 novembre 2016

LE ANTICIPAZIONI.GIUSEPPE MONTESANO - LETTORI SELVAGGI

IN PRINCIPIO FU IL LIBRO


Lettori selvaggi


Nelle adiacenze dell´uscita de La scuola cattolica di Edoardo Albinati qualcuno già aveva anticipato l´uscita - in questo 2016 - di un libro ancora più lungo e grosso.
Esce ora, a Novembre, Lettori selvaggi di Giuseppe Montesano, per servirci sono 1920 pagine. 1920.

Il libro porta come sottotitolo "Dai misteriosi artisti della Preistoria a Saffo a Beethoven a Borges la vita vera è altrove"anticipando qualcosa dei contenuti e dello spirito, dell´andamento del libro.

Un´opera smisurata, che parte dalla produzione giornalistica e saggistica dell´autore, ma - sembrerebbe - non si ferma lì, tanto che chi ha avuto ventura di averlo già in mano (non dico di leggerlo tutto, credo sia impossibile) parla di "opera mondo", di "ventata d´aria fresca", di "visione", di "inno alla lettura".
Si tratta con tutta probabilità di un vero e proprio viaggio nelle letture e nelle esperienze culturali di Montesano, condotto e portato avanti con stile, libertà e andamento ondivago e tortuoso (cose che possono distinguere questo libro dal semplice saggio, o dalla semplice raccolta di recensione).

Mi pare che un tentativo di queste dimensioni, un mix di autobiografia, critica, saggio romanzato, esercizio di visione del mondo non abbia precedenti, a meno di voler scomodare Proust. Per dirne una Reich-Ranicki - il grande critico tedesco - è dovuto arrivare a 79 anni per scrivere la propria biografia "di letture" (La mia vita, da noi pubblicato da Sellerio) e le dimensioni sono molto più contenute (appena 470 pagine). E - faccio notare - era Reich-Ranicki.

Già questi sono credo motivi che faranno parlare del libro, che lanceranno o rilanceranno Montesano che per il resto fa vita da scrittore ritirato, lontano da folle e premi, inoltre Giunti ne sta dando un posizionamento latamente narrativo (si sa che il romanzo vende di più) quindi gettando cortine fumogene sulla reale natura di questo (ingombrante) oggetto.

Da parte mia ci guarderò dentro quanto prima - il che presuppone una visita in libreria e farlo togliere dal cellophane - nel frattempo consiglio questa pur non chiarissima recensione di Roberto Saviano.
Ne seguiranno altre, vedrete.