venerdì 24 febbraio 2017

LIBRI E RECENSIONI. SUKETU MEHTA - LA VITA SEGRETA DELLE CITTÀ

TU, GENTRIFICAZIONE


Libro La vita segreta delle città Suketu Mehta


Avevo apprezzato lo scrittore indiano-statunitense Suketu Mehta con il suo Maximum City, un efficace reportage narrativo su Mumbai, la città dove Mehta - migrante per vocazione - ha trascorso una buona fetta della sua vita. Quella più formativa, si direbbe.

La vita segreta delle cittá, è bene dirlo subito, solo accidentalmente o per scelta di Einaudi è un libro. Un libro di 85 pagine "reali" che costa 16 Euro. Si tratta della raccolta di una serie di letture fatte da Mehta nelle università statunitensi, su temi come urbanizzazione, gentrificazione, migrazione, interlocalitá, concentrandosi in particolare - nuovamente - su quei luoghi che lo scrittore conosce meglio, due su tutti: New York e Bombay.

Sono "letture" di denuncia, denuncia di alcune scellerate politiche di controllo della migrazione o di ripulitura degli slums che vanno - questa la tesi di Mehta, che mi pare sostenibile - a omogenizzare o appiattire la maniera di vivere e di disegnare (costruire) le città e i luoghi.
Politiche che - e lo vedo tutti i giorni anche a Monaco - rischiano di trasformare i centri cittadini di pregio o i vecchi quartieri operai che hanno la fortuna di essere centrali in Truman Show-Set di lusso, abitati (o a volte anche no, si veda il fenomeno degli appartamenti di pregio sfitti) da ricchi e borghesi, e di cacciare dai centri stessi i ceti più deboli, cosa che al di lá degli aspetti se vogliamo etnico-folkloristici sottolineati dallo scrittore, ha anche importanti aspetti ed effetti economici*.

Metha conduce le sue letture qui raccolte in maniera molto convincente, utilizzando esplicitamente tecniche da "story-teller" e contando anche su un efficace apparato documentativo. Il libro chiaramente presuppone un interesse per il tema o i temi in questione. Credo valesse la pena che fosse pubblicato, mi chiedo - come sempre - se ci sia stata onestà nel "tacerne" l´origine e per una volta mi chiedo anche se il prezzo sia giusto.

*Famiglia di quattro persone (due bambini) abita centrale. Il palazzo dove abitano viene ristrutturato, grazie alle migliorie viene alzato l´affitto, anche del 30 o 40%. La famiglia deve spostarsi, e scopre che nel frattempo gli affitti sono cresciuti in generale per un chiaro effetto di domanda e offerta.
L´economia della famiglia e le sue abitudini dipendono in gran parte dal quartiere dove abitano. Trovare posti nell´asilo ad esempio non è stato facile. Non è scontato trovarne nel nuovo quartiere dove finalmente si sistemeranno, a qualche chilometro da questo. Inoltre i bimbi vanno volentieri in quell´asilo. Soluzione: comprare una nuova auto, una seconda auto, così che la Mamma possa accompagnarli e andarli a prendere flessibilmente. Ma una nuova auto costa.
(Questa è una storia vera, e senza l´aiuto dei genitori - i nonni, la generazione precedente - la famiglia sarebbe stata in grave difficoltá).

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Informazioni sul libro
Suketu Mehta - La vita segreta delle città 
Traduzione di Norman Gobetti
Ed. Einaudi 2016
96 pgg.
Attualmente in commercio 
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martedì 21 febbraio 2017

LIBRI E RECENSIONI. GIORGIO VASTA - ABSOLUTELY NOTHING

APPARENTE STATICITÀ 


Absolutely Nothing


Ci sono libri che subito richiamano la tua attenzione, e questo è stato il caso di Absolutely Nothing di Giorgio Vasta.

Una spedizione nei deserti americani, in spazi abbandonati, relitti industriali, città fantasma, set cinematografici, ex-villaggi turistici usciti dalle rotte per sola interferenza di fenomeni naturali, che Vasta intraprende insieme al fotografo americano di origine iraniana Ramak Fazel e a Giovanna Silva, anche lei fotografa e di fatto editrice di questo libro nato da una joint-venture tra Humboldt e Quodlibet. Fascino a mille, infinita suggestione.

Il libro mantiene la maggior parte delle promesse, va detto: l´apparato fotografico in bianco e nero, nelle prime e narrative 250 pagine (in appendice stanno le foto a colori scattate da Ramak) sono reticenti, in tono con la narrazione, che si apre con una dichiarazione di mancanza, di assenza di Vasta, che - passata quasi inosservata - è destinata a svelarsi verso il finale.
Credo che scambiare questo testo con un reportage narrativo sui luoghi emblematici di un certo tipo di america possa far male sia al testo stesso che al lettore, in quel caso meglio riprendersi Apocalypse Town (bellissimo) di Alessandro Coppola.

Questo volume è invece pervaso dall´arbitrarietà della narrativa (se non del romanzesco) e  dalla particolarissima e statica visione di Vasta, il suo spiccato senso per l´elucubrazione, la riflessione analitica, su spazi, assenze, onirico, visione, ordine-disordine e mi pare giusto così, è lui e a narrare e prendersi la responsabilità. In un on the road chiaramente questo tipo di scrittura rischia di togliere dinamicità all´insieme:  Vasta sembra voler analizzare ogni granellino di deserto, ogni refolo di vento, ogni ombra o falso movimento o architettura.

Ma proprio nella maniera in cui si cerca di disinnescare questo pericolo trovo un aspetto di  maestria narrativa: in effetti lo scrittore si auto-attribuisce il ruolo dell´osservatore a volte statico, a volte in soggezione, altre volte sinceramente contorto, ma abilmente crea due contrappesi (narrativi, sulla realtà non so, non so se ci sia realtà, ci sono i sogni, e un dialogo con un cane) in Ramak e Silva. Ramak fa il ruolo che in Hollywood Party era demandato a Sellers: un deus ex machina spontaneo, movimentista, azionista ma (a differenza del personaggio di Sellers) per niente ingenuo, Silva fa da pianificatrice e antagonista, riassumendo in maniera semplificata, se ci fosse solo Vasta non ci sarebbe alcun viaggio, se ci fosse solo Ramak si girerebbe in tondo tra laghi essiccati, deserti, confini, rischiando di grimare il motore dell´auto e farsi arrestare da poliziotti disincantati, se fosse per Silva si rispetterebbe alla lettera un programma pre-pianificato. Questo, e gli spunti da fantasista di Ramak, e i dialoghi super-intelligenti-riflessivi tra Vasta e Silva (a volte uno direbbe "dai, bevetevi una birra parlando di Masterchef!") è il metodo con cui mi pare venga portata avanti la narrazione, un metodo penso ironico, autoammiccante ma anche simpaticamente rivolto a un lettore che magari irritato da certi eccessi di approfondimento o granularità o estrema microscopizzazione della narrazione tenderebbe a stranirsi e invece si vede alla fine avvolto e avvinto da un gioco, da un meccanismo, non sempre avvincente ma di sicuro coerente e ben studiato.

Alla fine, accettata la premessa, accettato il peculiare atteggiamento di Vasta, uno (scrittore) che prende la realtà e la seziona e la separa nei propri elementi fondamentali e secondari, e con gli stessi utilizza il medesimo metodo, si tratta di un libro forse disuguale in alcune riuscite, a volte statico, a volte decisamente affascinante, e consigliato a chi non si spaventa di fronte a esperienze di frontiera, di desertificazione (anche emotive) e di assenze che sono destinate a rimanere tali.

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Informazioni sul libro
Giorgio Vasta - Absolutely Nothing
Ed. Quodlibet/Humboldt 2016
285 pgg.
Attualmente in commercio 
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venerdì 17 febbraio 2017

LE ANTICIPAZIONI PER FEBBRAIO E MARZO. GLI AMERICANI

BUTLER. SAVAGE. STAHL.


Recensireilmondo


Invece che all´ars amatoria, ritorno alla travagliata ars anticipatoria con tre libri di "americana" in uscita tra fine Febbraio e Marzo di questo 2017 ormai ben avviato.

Nickolas Butler - Il cuore degli uomini (Marsilio) - in uscita il 23 Febbraio
Butler si è creato un seguito di convinti fedelissimi con Shotgun Lovesongs, uscito nel 2014 e apprezzato da pubblico e critica (parliamo di nicchie, ovviamente).
Ora sta per essere tradotto in italiano il suo ultimo romanzo, che torna in ambientazioni "all american" tra il bucolico, il western e il nostalgico.
Qui parliamo di una storia di formazione e amicizia che si protrae per trent´anni e tre generazioni,
l´amicizia sorta tra il "secchione" Nelson e il "popolare" (in senso da college film americano) Jonathan attraversa anni di storia americana, guerre vere e familiari.
Il tutto per 416 pagine che mi pare promettano bene.

Thomas Savage - Il potere del cane (Neri Pozza) - in uscita il 23 Febbraio
Anche Neri Pozza prova l´ebbrezza del "grande romanzo dimenticato" alla Stoner.
Thomas Savage è stato scrittore statunitense dello Utah, pubblicato originariamente nel 1967 ma anche in patria riscoperto di recente.
Savage è autore prettamente western, alla Meyer mi verrebbe da dire, e questa storia vive in effetti di quegli archetipi: il ranch, i fratelli "diversi", la mandria da transumare, e un amore inaspettato che pare sconvolgere il rapporto tra i fratelli stessi.
Ingredienti tipici, anche un vago sapore di Haruf, insomma potrebbe funzionare. La stampa americana ha gradito, lodando la finezza psicologica dell´autore nella descrizione dei caratteri e
l´incisività dei personaggi.
Solo come curiosità va fatto notare il titolo uguale a quello di un poliziesco di Don Winslow. Ma Savage era arrivato prima.

Jerry Stahl - Mezzanotte a vita (Baldini e Castoldi) - in uscita a Marzo
Stahl, scrittore e sceneggiatore, visti i temi che si sceglie e il profilo tormentato è un po´una specie di Pahlaniuk "in minore" (non parlo ora di qualità, ma di notorietà),
Mezzanotte a vita è il suo "Memoir", del 1995, era stato giá edito da Baldini e Castoldi prima del fallimento, e mi pare scelta logica ripubblicarlo ora, dopo che lo stesso editore milanese aveva fatto uscire lo scorso anno Stronzate che capitano quando non muori giovane, che era un reportage (inizialmente uscito a "puntate" su una rivista) dell´esperienza della paternità di un ex-selvaggio come Stahl.
Ma a me interessa di più la sua vita selvaggia, l´alcol la droga e tutto il resto, quindi troverei indicato partire da questo.

Dall´America è tutto per Febbraio e Marzo, ma tornerò, tornerò presto con altri libri anticipati.