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LIBRI E RECENSIONI. L´ULTIMO CARICO ESTIVO

AUTO-REGALI
Inserisco anche qui in breve i contenuti del mio ultimo "Pacco" di libri. Sopra vedete una foto rappresentativa della simpatica pila.
Owen Hatherley - Transeurope Express (Einaudi); una ricognizione-saggio-narrazione dell´Europa attuale attraverso le sue città, di cui avevo già parlato. L´Italia è rappresentata da Bologna. Olivia Laing - Viaggio a Echo Spring (Saggiatore); sulla vita degli scrittori alcolisti (es Carver, Fitzgerald, Cheever...): Non ne ho sentito parlare benissimo, il precedente della Laing, Città sola, non mi aveva convinto, ma mi interessa il tema, trattato peraltro anche in Rinascere di Leslie Jamison A cura di Alfano/De Cristofaro - Il romanzo in Italia (Carocci); perché ho bisogno di testi sacri. Questo in 4 corposi volumi dai primordi del romanzo nel nostro paese ai tempi attuali. Ali Smith - Inverno (Sur); ho già Autunno, voglio "fare" la quadrilogia post-Brexit della Smith (ne mancano ancora due, ovviamente). Christopher Isherwood -…
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LIBRI E RECENSIONI. HENRY JAMES - IL CARTEGGIO ASPERN

LA QUEST INSODDISFATTA
Quest´estate ho voglia di novelle. Dopo il sublime Primo amore di Ivan Turgenev, mi sono dedicato a un autore che finora ho frequentato troppo poco, Henry James, e in particolare Il cartello Aspern. James è un maestro della "forma corta" e lo troviamo qui impegnato con uno dei suoi temi tipici, ovvero la quest, o addirittura l´ossessione, del critico, o dello studioso, o del ricercatore, nei confronti del suo oggetto di ricerca: dello scrittore.

Questa quest è destinata tipicamente a non concludersi mai, a sfociare in una rivelazione fatta di antimateria che potrebbe coincidere con la fine di tutto, con la morte, in ultima analisi a non essere mai soddisfatta (non so se dietro ci fosse anche un messaggio trasversale che James voleva inviare ai propri critici e studiosi).

Così anche nel cartello Aspern: il protagonista, in cerca di nuovi documenti sull´(immaginario) poeta del titolo, si insinua nella vita di due signore americane residenti a Venezia, u…

LIBRI E RECENSIONI. FRANCESCO PECORARO - LO STRADONE

L´APOCALISSE VISTA DAL BAR PORCACCI Si potrebbe scrivere: con Lo stradone Francesco Pecoraro torna, ed è più incazzato, pessimista e apocalittico che mai. Ma forse è corretto elaborare un po´.

La vita in tempo di pace, del 2014, era uno dei romanzi italiani migliori di quella stagione, e quasi sicuramente il migliore della cinquina dello Strega, nella quale finì. Cinque anni dopo, ci troviamo davanti a un passo successivo, un´ulteriore evoluzione del percorso (tardivo) di Pecoraro.

Se La vita in tempo di pace, pur con un andamento spesso saggistico, con un sospetto di coincidenza autobiografica tra il protagonista e lo scrittore (non dimostrata né dimostrabile), manteneva ancora le forme del romanzo, ne Lo stradone ci troviamo di fronte a un occhio, a una visione (malmostosi, cinici, pessimisti, auto-critici e ancora altre cose) simili ma a un manufatto differente, la trama è sfranta e si spappola appunto nei modi del romanzo-saggio-autobiografia (presunta)-invettiva, si rinuncia inso…

LIBRI E RECENSIONI. ROBERTO ALAJMO - L´ESTATE DEL 78

ALTO,  E BASSO
L´estate del 78 del palermitano Roberto Alajmo è un romanzo-non-romanzo gradevole, che si legge velocemente e che vive di due tensioni in qualche modo coerenti, e allo stesso tempo contraddittorie.

In un contesto che fin dalla copertina si dichiara come autobiografico, il libro inizia con una scena molto suggestiva e che fa ben sperare per poi recarsi per molte pagine in un territorio-Francescopiccolo, ovvero una sorta di autobiografia romanzata un poco compiaciuta, del tipo "cinquantenne soddisfatto di sé ma tutto sommato in lieve crisi ci parla delle sue esperienze fondanti"; questo tipo di scrittura funziona (con me!) quanto più ho interesse per chi scrive, per cui ho detto sì a Karl-Ove Knausgard, al suo modo di vivere e di narrare le proprie vicende, e ho detto molto meno sì a Piccolo e Alajmo, fondamentalmente per eccessi di narcisismo dal mio punto di vista non giustificato, seppure vada riconosciuta alle loro pagine una qualità cordiale e scorrevole.

L…

LE ANTICIPAZIONI. LE GRANDI USCITE EDITORIALI DI SETTEMBRE

VIENE L´AUTUNNO

A Settembre riprendono a muoversi le rotative editoriali, e volevo qui riassumere, come mi é stato chiesto in altro luogo, alcune delle "grandi uscite" in arrivo e per me interessanti. Naturalmente, proprio per questo afflato personale, non si tratta di una lista esaustiva.

Dopo la trilogia di Grouse County (La fine dei vandalismi, A caccia nei sogni, Pacifico - tutti e tre eccellenti) avremo un nuovo Tom Drury con Il movimento delle foglie (NN), titolo che traduce liberamente l´originale The driftless area, del 2006. Si tratta nuovamente di una storia di gente comune, di Midwest, e in questo caso di amore, quello del protagonista Pierre Hunter, "un talento particolare per mettersi nei guai" (leggo dal catalogo dell´editore) per la "misteriosa" Stella Rosmarin. Drury unisce trame centrifughe a una scrittura di grandissima qualità, per me ottima scoperta degli ultimi anni, nella diversità dei due non lo ritengo inferiore al "campione&…

LIBRI E RECENSIONI. IVAN TURGENEV - PRIMO AMORE: IL CANTO DELL´AMOR TRIONFANTE

DI PRODIGIOSE NOVELLE
Pare che negli ultimi due anni ogni estate porti con sé una novella prodigiosa di Ivan Turgenev. Lo scorso anno era stata Rudin, in questo 2019 Primo Amore, a cui sono arrivato grazie alla edizione della rilettura che ne ha dato lo scrittore americano Charles Simmons in Acqua di mare, recentemente uscito in Italia per Big Sur.

La storia di Primo amore è semplice, e apparentemente banale. Un giovinetto, sedicenne, scopre le pene d´amore innamorandosi di una ventunenne, Zinalda, consapevole del proprio fascino, quasi "capostipite" di una generazione di coquette innocenti (non colpevoli), come ne potremmo trovare ad esempio in Proust. Semplicemente troppo belle, e troppo confuse, probabilmente.

Quello che rende la novella imperdibile è il trattamento che ne fa Turgenev: sembra di sentire i palpiti dell´innamoramento del giovane, palpiti che trovano l´eco nella natura, nei dintorni della dacia dove si svolge la vicenda, natura e sentimenti si danno il camb…

LIBRI E RECENSIONI. JONATHAN LETHEM - IL DETECTIVE SELVAGGIO

DIVERTIMENTO D´AUTORE
Se penso a Jonathan Lethem, mi vengono in mente le architetture complesse e la ricchezza di idee (e di afflato sociale) di romanzi come La fortezza della solitudineI giardini dei dissidenti e allora ecco che un libro come questo Il detective selvaggio, lineare nella (esile) trama, diviso in capitoli brevi o brevissimi, lievemente scombiccherato come alcuni dei suoi protagonisti, sembrerebbe difficile da spiegare.

Io credo che dopo Anatomia di un giocatore di azzardo, che mi dicono poco a fuoco, troppo scopertamente pynchoniano, Lethem abbia avuto voglia di prendersi una pausa ed, ecco, di divertirsi. Questa è la natura del nuovo romanzo: un divertimento d´autore, che per fortuna è tale anche per il lettore.

Pochi gli elementi: una ragazza scomparsa, la sua amica, Phoebe, che intraprende un viaggio alle pendici del Monte Baldy per ritrovarla, e si affida per questo al Detective Selvaggio del titolo (l´originale The feral detective, potrebbe rendere meglio l´ide…