CUPE VAMPE Ogni libro ha una sua storia, una oggettiva (quella del libro e del suo autore) e una soggettiva (quella del lettore che lo prende e lo legge). Ero al Salone di Torino qualche anno fa ed ero passato dallo stand di Zandonai per chiedere informazioni su un altro testo. Sono stato accolto con grande gentilezza e un paio di consigli, da me accettati a scatola chiusa. Uno era questo, Melancolia della resistenza dello scrittore ungherese László Krasznahorkai : e meno male che la scatola è rimasta chiusa, perché se avessi capito magari sfogliando, facendomi un´idea di quanto questo romanzo sia simbolico, allegorico, se vogliamo anche politico, probabilmente avrei pensato - no, no, non fa per me. Romanzo a tesi. Romanzo-metafora. Non voglio. Nel frattempo io sono piú saggio, Krasznahorkai ha vinto il Premio Nobel per la letteratura 2025, Zandonai ahinoi ha lasciato il mercato editoriale e Bompiani ha opportunamente preso a pubblicare l'ungherese. E sono ...
FUSIONE A CALDO Sylvia di Leonard Michaels è uno di quei romanzi, classici dell'amour fou, che, quasi ciò che raccontano, suscitano grandi e contrastate passioni anche nel lettore, portato spesso – ho riscontrato la dinamica nei gruppi di lettura – a schierarsi (un altro esempio è Un amore senza fine di Scott Spencer), con o contro l'uomo, con o contro la donna, e addirittura con o contro lo scrittore. La storia d’amore qui riportata ha sicuramente contorni tossici, distruttivi, essi si riflettono su una narrazione che assume un andamento quasi frenetico ad accumulo di situazioni (all'inizio romantiche, poi, appunto, di tumulto, tentato annientamento di se stesso e dell’oggetto amoroso, parossismo delle passioni). Posto che sarebbe meglio leggere i romanzi senza giudicarne i personaggi secondo canoni morali o appartenenti alla (diciamo) sfera d'azione quotidiana dell’individuo (“io avrei fatto così!” – “ma perché non l’ha lasciata?”), va considerato che questa è la s...