CUPE VAMPE Ogni libro ha una sua storia, una oggettiva (quella del libro e del suo autore) e una soggettiva (quella del lettore che lo prende e lo legge). Ero al Salone di Torino qualche anno fa ed ero passato dallo stand di Zandonai per chiedere informazioni su un altro testo. Sono stato accolto con grande gentilezza e un paio di consigli, da me accettati a scatola chiusa. Uno era questo, Melancolia della resistenza dello scrittore ungherese László Krasznahorkai : e meno male che la scatola è rimasta chiusa, perché se avessi capito magari sfogliando, facendomi un´idea di quanto questo romanzo sia simbolico, allegorico, se vogliamo anche politico, probabilmente avrei pensato - no, no, non fa per me. Romanzo a tesi. Romanzo-metafora. Non voglio. Nel frattempo io sono piú saggio, Krasznahorkai ha vinto il Premio Nobel per la letteratura 2025, Zandonai ahinoi ha lasciato il mercato editoriale e Bompiani ha opportunamente preso a pubblicare l'ungherese. E sono ...
RICERCA E VOCAZIONE A volte, parlando di letteratura (ma probabilmente di ogni cosa), capita di usare categorie piuttosto trite ma che contengono aspetti di verità. Ne raccolgo una piuttosto frequente e a cui appunto non manca un appiglio alla realtà: la lingua della letteratura italiana contemporanea sta vivendo una standardizzazione che la rende spesso anodina e addomesticata. Ma, alla fine, se le ripeti troppo spesso come a volerle far diventare assolute, di queste verità trite la letteratura si fa beffe, e risponde ad esempio con una lingua, una voce, come quella di Rosa Matteucci (in generale) e del suo ultimo romanzo Cartagloria , in particolare. Questo è un libro che si ricollega al versante autobiografico della narrativa dell'autrice, quello da cui derivano Costellazione familiare e Tutta mio padre. Come in quest'ultimo, troviamo programmaticamente in copertina una foto dell'autrice. Ma si collega anche al versante "rabdomantico", la ricerca di un senso...