CUPE VAMPE Ogni libro ha una sua storia, una oggettiva (quella del libro e del suo autore) e una soggettiva (quella del lettore che lo prende e lo legge). Ero al Salone di Torino qualche anno fa ed ero passato dallo stand di Zandonai per chiedere informazioni su un altro testo. Sono stato accolto con grande gentilezza e un paio di consigli, da me accettati a scatola chiusa. Uno era questo, Melancolia della resistenza dello scrittore ungherese László Krasznahorkai : e meno male che la scatola è rimasta chiusa, perché se avessi capito magari sfogliando, facendomi un´idea di quanto questo romanzo sia simbolico, allegorico, se vogliamo anche politico, probabilmente avrei pensato - no, no, non fa per me. Romanzo a tesi. Romanzo-metafora. Non voglio. Nel frattempo io sono piú saggio, Krasznahorkai ha vinto il Premio Nobel per la letteratura 2025, Zandonai ahinoi ha lasciato il mercato editoriale e Bompiani ha opportunamente preso a pubblicare l'ungherese. E sono ...
Ho sentito le urla e ho visto da lontano la ragazza accoccolarsi sul sentiero: l’uomo era in piedi, davanti a lei, e non la stava veramente colpendo ma faceva dei movimenti coi piedi, come a buttarle addosso terra o sassolini, e con le mani, come se avesse voglia o intenzione di strangolarla ma si stesse trattenendo. Le urlava – tu, tu hai voluto venire, hai insistito, poi siamo qui e la prima cosa che fai è rompermi i coglioni col caldo e i tuoi cazzi. Mi vuoi rovinare la vita, vero? Poi – sei la rovina della mia vita! E non fare così. Che tremi, che cazzo tremi? Mi vuoi fare incazzare di più? Subito dopo ho visto la ragazza cadere su un lato, ma anche qui non ho pensato che lui l’avesse colpita. Ha però fatto un altro movimento: quello di caricare un calcio, ma non lo ha concluso. Se ne è andato, buttandole vicino qualcosa, forse il telefono o un portafoglio. Potevo essere lì in pochi minuti, tornando sui miei passi, ma non ero convinto fosse la cosa giusta. Non era cert...