CUPE VAMPE Ogni libro ha una sua storia, una oggettiva (quella del libro e del suo autore) e una soggettiva (quella del lettore che lo prende e lo legge). Ero al Salone di Torino qualche anno fa ed ero passato dallo stand di Zandonai per chiedere informazioni su un altro testo. Sono stato accolto con grande gentilezza e un paio di consigli, da me accettati a scatola chiusa. Uno era questo, Melancolia della resistenza dello scrittore ungherese László Krasznahorkai : e meno male che la scatola è rimasta chiusa, perché se avessi capito magari sfogliando, facendomi un´idea di quanto questo romanzo sia simbolico, allegorico, se vogliamo anche politico, probabilmente avrei pensato - no, no, non fa per me. Romanzo a tesi. Romanzo-metafora. Non voglio. Nel frattempo io sono piú saggio, Krasznahorkai ha vinto il Premio Nobel per la letteratura 2025, Zandonai ahinoi ha lasciato il mercato editoriale e Bompiani ha opportunamente preso a pubblicare l'ungherese. E sono ...
LIBRI IN USCITA Francesco Pecoraro – La fine del mondo (Ponte alle Grazie, 20 febbraio) In un mondo giusto, attento, a-valutativo (nei confronti di caratteristiche dello scrittore che non siano puramente letterarie) ci sarebbe molta attenzione per il nuovo romanzo di Francesco Pecoraro, secondo me uno dei migliori scrittori italiani contemporanei in giro. Il libro sembra ripartire da dove Pecoraro si era interrotto prima di Solo vera è l’estate, ovvero dal suo classico registro tra autobiografia e invettiva, che emergeva forte nel bel Lo stradone. Ovviamente, oltre al “solito” personaggio che potrebbe rispecchiare l’autore, Roma ha una parte importante nella narrazione. E già dal titolo si presume la presenza di una prossima apocalisse. Quoziente lista: obbligatorio. Incipit: Fu più o meno quando si smise di parlare di natura e del riscaldamento climatico e di eventi estremi come di una colpa nostra e si cominciò a parlare di guerra totale e di come difendersi dagli eventi estremi...