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LE ANTICIPAZIONI. LIBRI IMPORTANTI PER LA FINE 2019

AUTUNNO-INVERNO


Non solo è qualche tempo che non scrivo per il Blog, ma sto facendo mancare una di quelle che vengono comunemente ritenute le mie specialità, ovvero anticipazioni e liste.

In questo caso vorrei quindi recuperare e parlare di alcuni libri "Pesanti" in uscita in questo finale di 2019.

Iniziamo con il vincitore del Man Booker Prize 2018 ovvero Milkman di Anna Burns.. Con qualche sensazionalismo la stampa ha ripreso alcune parole della giuria sulla natura sperimentale del testo, con protagonisti senza nome, stile e modi in odore di Joyce e Beckett (almeno così si legge in alcuni estratti stampa e nel sito dell´editore) per titolare "è illeggibile ma merita di vincere". Si tratta credo semplicemente di un testo fortemente sperimentale (stiamo aspettando Solenoid di Cartarescu, non dimentichiamo) che incrocia le vicende private di una diciottenne molestata dal "lattaio" del titolo con quelle del conflitto nord-irlandese. Guardandoci dentro mi è…
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LIBRI E RECENSIONI. IOSIF BRODSKIJ - FUGA DA BISANZIO

INTRODUZIONE A UN GRANDE
Fuga da Bisanzio è il titolo italiano scelto per una raccolta di saggi di Iosif Brodskij in originale intitolata Less than one (da notare anche che l´originale è più corposo, è stata insomma compiuta una scelta editoriale selezionando il materiale e dividendolo in due volumi, questo e Il canto del pendolo).
Sono "rimasti" qui sette saggi, tre spiccatamente memorialistici (sulla propria infanzia e gioventù a San Pietroburgo, allora Leningrado), tre di poesia (su Mandel´stam e Auden) e l´illuminante reportage di viaggio che dà appunto titolo all´opera.

Mi pare che questo libro possa valere come perfetta introduzione al Brodskij saggista, di cui si ammirano prosa sublime, pensiero limpido, capacità somma di creare collegamenti in un mondo di idee che ci appare potenzialmente infinito, spaziando da architettura a poesia a impressioni di viaggio a geo-politica e ancora altro, il tutto con grande disinvoltura, grande perizia ma anche una magistrale riuscit…

LIBRI E RECENSIONI. FËDOR DOSTOEVSKI - LA MITE

DELIRIO SENZA RISPOSTE
Come parlare de La mite di Fëdor Dostoevski su un Blog, di un racconto capolavoro poi qui curato e commentato con sagacia e grande compiutezza da Serena Vitale?

Il compito è impossibile, a meno di non voler lasciare qualche semplice nota di lettura, umile, non impegnativa.

Il racconto, ispirato a un fatto di cronaca realmente accaduto, è il soliloquio, il monologo di un uomo la cui moglie - La mite del titolo - è da poco morta (niente spoiler, sta in premessa). Si tratta di un monologo febbrile e a tratti incoerente, in cui il personaggio rivolgendosi a un pubblico non identificato si barcamena tra auto-accuse e discolpe, tra l´ammissione di una propria natura vile e ossessiva e il tentativo di impersonificare una somma di valori positivi, di mostrarsi meno brutto di quello che è, in ultimo - mi pare - di identificarsi con il proprio amore (vero? presunto? artefatto?) per la moglie, ragazza ritrosa, probabile parente di altri personaggi femminili dostoevskiani.

LE ANTICIPAZIONI. ULTIME PER IL 2019

THIS TIME IS FOR REAL
Per riprendere le pubblicazioni e finire bene il 2019, ecco un nuovo set - l´ultimo - di libri da segnalare o anticipati per questi ultimi mesi. È un Pout-Pourri, in effetti, ma spero si tratti di spunti interessanti.

Iniziamo dai Racconti ritrovati di Emanuel Carnevali, operazione di recupero meritoria di D Editore. Carnevali è stato uno dei grandi irregolari della letteratura italiana (in realtà era stato attivo anche in lingua inglese, e ammirato da William C. Williams). Si tratta qui se ho ben compreso di una collezione spuria e molto interessante di frammenti, note, racconti veri e propri, tra cui integralmente riportati i Tales of an hurried man. Mi pare una discreta ghiottoneria dall´autore de Il primo Dio (pure edito nel 2017 da D, oltre che disponibile in un´edizione Adelphi del 1978)-

Nota velocissima perché ne stanno parlando comunque tutti per Casa di foglie di Mark Z. Danielewski, romanzo horror-letterario (e tante altre cose) di culto, quel tipo di…

LIBRI E RECENSIONI. STEFAN ZWEIG - PAURA

IL TORMENTO DI UNA SCELTA

Nel mio apprezzare, al momento e in generale, le novelle, mi sono - come si suol dire - imbattuto in Paura del grande Stefan Zweig.

Il racconto è del 1920, di non molto precedente a quelli che sono considerati i capolavori dello scrittore austriaco nella forma breve, novelle nate in un decennio illuminato per Zweig (per cui, un decennio di tormenti storici ed esistenziali) come Amok, Lettera a una sconosciuta, Mendel dei libri.

Ci troviamo qui di fronte a un racconto psicologico, di indagine meticolosa degli stati d´animo dei personaggi, in particolare la protagonista Irene Wagner, vagamente bovarista nella sua ricerca di emozioni inedite (e peraltro non apprezzate fino in fondo) fuori dal matrimonio.

Da qui prende forma la storia vera e propria, il ricatto a cui la Wagner è sottoposta e la congerie di complessi di colpa/volontà-di-riscatto/rassegnazione che a folate o a onde si creano dentro di lei, e in particolare la somma dei suoi sentimenti e degli stat…

MUSICA. MAGNETIC FIELDS. 69 LOVE SONGS

IL GRANDE ROMANZO AMERICANO - SULL´AMORE
So che è un po´irrituale leggere un disco (anzi, tre dischi) come un romanzo ma se c´è un´opera pop musicale degli ultimi anni con la quale azzardare, questa sarebbe 69 Love songs dei Magnetic Fields, ovvero Stephin Merritt, uscito nel 1999. L´idea di Merritt era proprio quella di comporre un grande opera sull´amore - in tutte le sue accezioni, suonata coi modi della musica americana popolare -in tutte le sue accezioni. Una vera enciclopedia dell´amore rappresentato con gli stilemi del folk-pop e il gusto di Merritt per il Calembour linguistico e per la melodia non banale, ma catchy (in altri termini: che acchiappa). Amore come gelosia, come idolatria dell´amato, come euforia, distacco, tradimento, confessione, danza, erotismo (anche spinto). E musica che va dal classico folk, a screziature country, folk virato elettronica povera, crooning alla Elvis, romantic pop che potrebbe uscire dalla penna di un Bacharach moderno e acustico. Parlando della s…

LIBRI E RECENSIONI. FRIEDRICH DÜRRENMATT - LA PANNE

GIUSTIZIA TERRENA E IMPOSSIBILE
Conosciamo la maestria di Friedrich Dürrenmatt nella forma compatta della novella; e conosciamo la maestria di Dürrenmatt nella forma compatta della novella che ci parla di caso, libero arbitrio, giustizia e impossibilità della stessa, rapporto tra colpa e punizioni, e forte - spesso paradossale - senso della moralità.

In altri termini, La panne può essere benissimo letto come racconto-gemello (affratellato con) La promessa, scritto appena un anno dopo (rispettivamente 1956 e 1957).

Ma, ovviamente, La panne è tutt´altro che un bozzetto preparatorio per l´opera successiva - se qualcuno lo avesse pensato. È un racconto breve perfettamente mirato, che va al punto e crea, poi lascia, una sensazione di costante inquietudine e ambiguità, morale e materiale. Un rappresentante di commercio rimane "appiedato" in un idilliaco villaggio svizzero e si trova a pernottare in una villa dove un ex-giudice, un ex-pubblico-ministero, un ex-avvocato e un ex boi…