CUPE VAMPE Ogni libro ha una sua storia, una oggettiva (quella del libro e del suo autore) e una soggettiva (quella del lettore che lo prende e lo legge). Ero al Salone di Torino qualche anno fa ed ero passato dallo stand di Zandonai per chiedere informazioni su un altro testo. Sono stato accolto con grande gentilezza e un paio di consigli, da me accettati a scatola chiusa. Uno era questo, Melancolia della resistenza dello scrittore ungherese László Krasznahorkai : e meno male che la scatola è rimasta chiusa, perché se avessi capito magari sfogliando, facendomi un´idea di quanto questo romanzo sia simbolico, allegorico, se vogliamo anche politico, probabilmente avrei pensato - no, no, non fa per me. Romanzo a tesi. Romanzo-metafora. Non voglio. Nel frattempo io sono piú saggio, Krasznahorkai ha vinto il Premio Nobel per la letteratura 2025, Zandonai ahinoi ha lasciato il mercato editoriale e Bompiani ha opportunamente preso a pubblicare l'ungherese. E sono ...
UNA VITA OLTRE Vaim di Jon Fosse, primo libro scritto dopo il Premio Nobel e primo di una trilogia ambientata nel villaggio che dà il titolo all'opera, richiama un'altra novella dell'autore norvegese, ovvero Mattino e sera , e ne riprende afflato e caratteristiche: l’ambientazione marina, in villaggi di pescatori e in un’epoca non facilmente identificabile, fuori dal tempo, e i personaggi austeri, ieratici, da una parte portatori di istanze semplici, una vita dai connotati quasi primordiali, dall'altra abitati da un bisogno di memoria (essere ricordati, ma soprattutto ricordare, non smarrire nel tempo gli amori e le amicizie, le ombre o le sagome di chi è morto, il calore di chi sembra ancora esserci). Fosse si muove in una triangolazione (ed il romanzo stesso è tripartito secondo i punti di vista dei personaggi stessi) tra memoria, amore e morte, e lo fa cercando di immergere il racconto in una dimensione da parabola, dove i gesti sembrano alludere a qualcosa che nell...