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LIBRI E RECENSIONI. I GRANDI PREMI LETTERARI E LA LISTA DEL MAN BOOKER PRIZE

ESOTICO INTERNAZIONALE Sandro Veronesi  ha vinto Il Premio Strega , Remo Rapino il Campiello, ma non esistono solo i premi letterari italiani.  Per esempio, il Nobel per la letteratura sarà annunciato il 2020, ma nel frattempo Colson Whitehead si è aggiudicato il Pulitzer con I ragazzi della Nickel, e il 17 Novembre verrà assegnato il  Booker Prize  (qui trovate la Longlist), che premia il miglior romanzo in lingua inglese e pubblicato nel Regno Unito (compresi autori americani, quindi meno "autarchico" del Pulitzer).  Nel frattempo ne è stata assegnata la versione internazionale, International Booker Prize , che premia la letteratura tradotta in lingua inglese, particolarmente interessante sia per scoprire le nuove voci o tendenze (e anche un po´il modo di ragionare dell´establishment culturale anglosassone), sia per il fatto di essere libri di norma già tradotti anche in italiano. Ecco quindi una breve lista sui sei finalisti (ovviamente incluso il vincitore) di quest´anno.
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LIBRI E RECENSIONI. EMMA CLINE - HARVEY

WEINSTEIN, AMICO DI DELILLO Harvey non è il nuovo romanzo di Emma Cline , dopo il successo di Le ragazze  (del 2016), bensì una rapida novella uscita originariamente sul New Yorker con il titolo di White Noise (pertinente, come vedremo tra un attimo) e nella sua densa brevità ideale per conoscere l'autrice. La scrittrice ha scelto del materiale non semplicissimo: una giornata, l'ultima prima della sentenza, di Harvey "Metoo" Weinstein, ritratto in un momento allo stesso tempo tra decadenza e voglia di rivalsa; Harvey si trova in una lussuosa casa in Connecticut, messa a disposizione da un amico, tutto quello che fa è mangiare, dormire, telefonare, spedire E-Mail, farsi curare per i propri malanni fisici, soprattutto rimuginare sul passato e sul riscatto - ne è sicuro - che gli riserverà il futuro dopo la sentenza. C'era il rischio evidente di cadere nell'apologo anti-maschio-predatore, ma la Cline lo evita con grandi dosi di ironia, ma soprattutto sfaccettando

LE ANTICIPAZIONI. LAGIOIA. NESI. KRASZNAHORKAI. PÁNEK. EVARISTO. BARNES. YANAGIHARA. CLINE. CARSON

IN UN ANNO COMPLESSO Questo è probabilmente l'ultimo post di questo tipo nel 2020, per parlare di un gruppo di ultime uscite interessanti dell'anno. Il titolo della rubrica, le anticipazioni, è come qualche volta succede non del tutto preciso; chiamiamole anticipazioni posticipate, un sinonimo arzigogolato per "rassegna". Si è già parlato a sufficienza di La città dei vivi  di Nicola Lagioia (Einaudi) , un reportage narrativo come si è detto in giro un po' alla Capote, sull'omicidio Varani. Al di là del paragone certamente roboante, quindi scomodo, ho finora sentito parlare molto bene di questo libro, che dovrebbe essere una delle mie letture di Dicembre. Secondo e ultimo scrittore italiano di questa carrellata è  Edoardo Nesi  che torna nella "sua" Prato con Economia sentimentale (La Nave di Teseo) , dove si riprendono alcuni temi del precedente Storia della mia gente  virando però decisamente sul versante del saggio, o della raccolta di pezzi  e ri

LIBRI E RECENSIONI. FERNANDO BERMÚDEZ - LA METÀ DEL DOPPIO

LE STORIE NELLE STORIE La traduzione italiana de  La metà del doppio di  Fernando Bermúdez costituisce intanto un'interessante riscoperta, o forse meglio un'emersione: si tratta dell'opera finora unica di uno scrittore argentino poi emigrato in Svezia, dove è tuttora attivo in campo letterario ma come insegnante. Questa raccolta di racconti risale al 1997 e arriva da noi tramite l'impegno del traduttore e curatore Gianni Barone e dell'editore Spartaco.  Se si parla di Argentina, pensare a scrittori dell'immaginazione, del fantastico (in senso lato) e della letteratura di letterature (o storia di storie) come Borges, Piglia, lo stesso Cortázar è in questo caso pertinente: l'incisiva postfazione di Barone porta il titolo " la scrittura che scrive se stessa mentre si guarda scrivere " e l'espressione mi pare calzante, precisa. Queste storie vivono una dimensione perlopiù metanarrativa, con garbo, talvolta declinante nel fantastico-onirico, e in qu

LIBRI E RECENSIONI. PHILIP ROTH - I FATTI. AUTOBIOGRAFIA DI UN ROMANZIERE

L'AMICO ZUCKERMAN Rispetto a  I fatti  di  Philip Roth , uno dei non molti ancora da leggere di uno dei miei scrittori preferiti, ho avuto a lungo una forte sensazione, ed era una sensazione con cui ho dovuto battermi (perché a nessuno piace relativizzare  le opere dei propri beniamini) per poi sentirmi confermato da Roth stesso che nel finale fa parlare (anzi scrivere) Zuckerman accogliendo o meglio esprimendo le mie stesse riserve. Questo ovviamente parla dell'acume e della genialità dello scrittore di Newark, non dei miei. I fatti porta come sottotitolo Autobiografia di un romanziere , e di quello si tratta e, pur nel magistero della scrittura rothiana e dei suoi non pochi lampi, ho avuto la sensazione che quello fosse parte del problema di un libro mediamente più faticoso di altri della sua produzione. In effetti troviamo temi ma soprattutto, per citare il titolo, fatti , presenti nei romanzi di Roth ma qui raccontati in una maniera che appare meno urgente, appassionante, c

LIBRI E RECENSIONI. BOOTH TARKINGTON - IL PARTY DI NATALE DI DAVID BEASLEY

FIABA POPOLARE Il mio desiderio di leggere qualcosa di Booth Tarkington , scrittore americano della prima parte del novecento ora ampiamente dimenticato, nasce da un motivo tutto sommato frivolo: insieme a John Updike e a Colson Whitehead, Tarkington è stato l´unico romanziere a vincere due volte il Premio Pulitzer per la fiction. Mi hanno incuriosito questa circostanza e l´opportunità di leggere questa novella, Il party di Natale di David Beasley , nella consueta gradevolissima collana Experience Light di Mattioli 1885 (i romanzi da Pulitzer di Tarkington sono invece Alice Adams e I magnifici Amberson, da cui poi era stato tratto un noto film di Orson Welles).  La prefazione ci informa intanto di un giudizio piuttosto sprezzante di Francis Scott Fitzgerald: il suo spauracchio era poter diventare come Tarkington, si intenda uno scrittore borghese, di costume e figurine, quasi folcloristico. Sic transit gloria mundi, al successo avuto in vita, probabilmente proprio per come sapeva incon

LIBRI E RECENSIONI. STEFANO ZANGRANDO - FRATELLO MINORE. SORTE, AMORI E PAGINE DI PETER B.

UNO, QUATTRO, MOLTI DESTINI Lo ammetto: per Fratello Minore. Sorte, amori e pagine di Peter B.  di Stefano Zangrando  mi sono preso dei tempi (lettura e recensione) insoliti per un romanzo/non-romanzo tutto sommato non particolarmente lungo. E ammetto un'altra cosa: iniziando a leggere, ho creduto che il Peter B. del titolo forse un personaggio immaginario, un pretesto narrativo per l´opera di auto-fiction di Zangrando, e solo in un secondo momento mi sono reso conto che si tratta invece di una persona realmente esistita, lo scrittore Peter Brasch, un figlio dell'ultima DDR e soprattutto uno dei componenti di una famiglia realmente emblematica. I fratelli Brasch sono, erano , quattro, figli di un alto funzionario del ministero della cultura della Germania dell' Est e ribelli rispetto a quei dettami e all'ideologia di regime (anche se letto il libro forse parlerei di un rapporto ambivalente), i tre maschi accomunati dalle carriere artistiche e da un destino tragico: Klau