CUPE VAMPE Ogni libro ha una sua storia, una oggettiva (quella del libro e del suo autore) e una soggettiva (quella del lettore che lo prende e lo legge). Ero al Salone di Torino qualche anno fa ed ero passato dallo stand di Zandonai per chiedere informazioni su un altro testo. Sono stato accolto con grande gentilezza e un paio di consigli, da me accettati a scatola chiusa. Uno era questo, Melancolia della resistenza dello scrittore ungherese László Krasznahorkai : e meno male che la scatola è rimasta chiusa, perché se avessi capito magari sfogliando, facendomi un´idea di quanto questo romanzo sia simbolico, allegorico, se vogliamo anche politico, probabilmente avrei pensato - no, no, non fa per me. Romanzo a tesi. Romanzo-metafora. Non voglio. Nel frattempo io sono piú saggio, Krasznahorkai ha vinto il Premio Nobel per la letteratura 2025, Zandonai ahinoi ha lasciato il mercato editoriale e Bompiani ha opportunamente preso a pubblicare l'ungherese. E sono ...
RIPORTARSI A CASA Di Manuela Monda C’è un filo sottile che tiene insieme, in questo romanzo, memoria, colpa e redenzione. Come se, per riscattare il dolore non ci fosse bisogno di null'altro che questo. Come se, per guarire da una ferita non servisse che altro dolore. Come se, per dare voce al dolore non bastasse il racconto di una vita intera. Ma fosse necessario indagare, anche, quello verticale di chi passa e di chi resta. Passare e restare come vivere e morire. Genealogicamente ancorati alla provenienza che ci dice chi siamo. Veniamo da lontano dice Yasmina Reza nella sua pièce teatrale "James Brown si metteva i bigodini". E, in questa lontananza siderale, chi muore non smette di andarsene fintantoché la vita continua a dirsi e a raccontarsi nelle esistenze di chi resta. Associazioni come scambi, numeri come destini. “La Bambina era del segno dei Pesci, e aveva i capelli rossi, mentre la madre, mia nonna Silvana, dell’Acquario. Si vive di continue associazion...