NON-UNIVERSALE Che dire: la mia aspettativa era alta, creata dalla lettura de La caduta , finalista Campiello del 2013, e primo capitolo di una Quadrilogia ambiziosamente pensata dall´autore come "Genesi" (titolo, ma anche dichiarazione di intenti). In un anno nel quale ancora era possibile consultare le novità italiane senza trovarne un buon 30-50% di tipo apocalittico e distopico, Cocco si era distinto per un´ossimorica umile ambizione, l´ambizione di scrivere qualcosa di diverso, di confrontarsi con modelli ingombranti e influenti come - per fare un nome - DeLillo, ma farlo con un´ottica italiana ed evitando la pura scimmiottatura - umiltà perché il libro era non perfetto ma sincero, senza sbrodolamenti, senza compiacimenti e - nella sua intersezione di storie, di squarci, di moderne catastrofi morali e materiali, nella scrittura espressiva - in sé molto compiuto. Sono passati due anni, il seguito de La caduta si è fatto attendere, nel frattempo Cocco ha scri...