LIBRI IN USCITA
Karl Ove Knausgard – Il terzo regno (Feltrinelli, 21 aprile)
Il norvegese che volle farsi Proust ragiona solo in grande, altrimenti non inizia neppure: dopo la saga autobiografica di La mia lotta, anche questa sequenza romanzesca iniziata con La stella del mattino si sta allargando. Il terzo regno ne è il terzo (come nel titolo) capitolo, ma in patria è già arrivata a sei, e ne è previsto un settimo conclusivo.
Rispetto al secondo della serie, questo nuovo capitolo riprende più direttamente scenario e alcuni personaggi del primo La stella del mattino (scusate i vari numerativi, ma è inevitabile). Per quanto riguarda invece l’atmosfera generale, ci aspettiamo anche dal Knausgard non-autobiografico momenti di riflessione, digressioni e, in questa serie, elementi di sovrannaturale destinati (finora) a non essere del tutto spiegati.
Almeno in Italia sta avendo meno eco dell’opera autobiografica, ma mi pare altrettanto interessante (forse meno innovativa nella concezione).
Quoziente lista: 10 su 10.
Alcuni lettori magari attenti alla ricchezza dell’”americana”, specie quella più vicina al postmoderno, ricorderanno forse Jonathan Miles, lo scrittore di Scarti (Trash)
Pubblicato nel 2015 (e poi riproposto nel 2023) da Minimum Fax. Scarti era un romanzo notevole, accostabile all'opera di nomi come Powers e DeLillo, forse anche Lethem, prendendoli ovviamente
come “affinità” di ispirazione e modo di approcciarsi alle cose.
Ora Mondadori pubblica l’ultimo Eradicazione, che mi sembra vivere dello stesso materiale: temi moderni e un richiamo all'ecologia, uso di ironia e, anche qui, presenza della spazzatura.
In copertina vi è una sorta di sottotitolo – Una favola moderna. Ma non ci crederei troppo.
Un ritorno interessante e forse destinato a essere, nuovamente, ignorato (ma non da me o da noi qui).
Quoziente lista: 9 su 10.
Incipit: Il primo marinaio era alto e massiccio e già sudato prima che sorgesse il sole. Il secondo marinaio non si vedeva.
Arriverà, aveva detto il primo marinaio. Con una torcia stretta fra i denti riempiva dei moduli su un portablocco mormorando una melodia che sembrava rallentata a un quarto della velocità normale, un lamento roco e funebre e, alle orecchie di Adi, inquietante nell’oscurità prima dell’alba.
Nathacha Appanah – La notte nel cuore (Einaudi, 21 aprile)
Un mix tra memoir e reportage e un libro candidato al Premio Strega Europeo, dopo essersi aggiudicato il Goncourt 2025, per la scrittrice e giornalista francese.
Si scrive di tre donne (una di queste è l’autrice) e di violenza coniugale, di femminicidio realizzato o anche solo temuto.
Da una parte il tema è ovviamente di quelli alla moda – dall'altra ha radici forti nella storia personale e familiare dell’autrice.
Il libro dirà.
Quoziente lista: 5 su 10.
Incipit: Non sono del tutto cattivi.
Se esistesse un modo per spremerli e ricavarne un succo, questo succo non sarebbe completamente imbevibile, no, il so sapore amaro come il veleno a tratti nasconderebbe un retrogusto dolciastro.
Giulia Sara Miori – Niente da dichiarare (Marsilio, 24 aprile)
Dall'incisiva penna di Giulia Sara Miori, un romanzo di ispirazione autobiografica che mischia la narrazione di un burnout alla storia del pilota di German Wings che, suicidandosi, uccise con sé altre 149 persone (tema curiosamente toccato anche da Giovanni Cocco nel suo interessante ma imperfetto La promessa). Ci sono, ci aspettiamo, la crisi individuale, quella collettiva (e del capitalismo) e tanta Europa (perché i nostri movimenti sono spesso, ormai, europei).
Quoziente lista: 10 su 10.
Incipit: Alle dieci è il turno del daily connect. Siccome la parola meeting doveva avere un vago sentore burocratico, qualcuno ha pensato bene di sostituirla con l’espressione daily connect, che, seppur ridicola, è molto più friendly. I nostri creativi si sono messi d’impegno, non c’è che dire. Suelyn, la manager, dice che non si tratta di una riunione, ma di un momento di riflessione collettiva: un modo per entrare in connessione l’uno con l’altra e motivarsi a vicenda. A me sembra una grandissima stronzata.
Alberto Arbasino – Autocronologia (Adelphi, 21 aprile)
Autocronologia è una sorta di autobiografia di Arbasino, ma l’autore avrebbe rifiutato credo questa definizione. Eppure parla di se stesso ma rifiuta “i proustismi di maniera” (cito dalla premessa), e si orienta tra le proprie date, parlando di sé in terza persona e con il contributo fondamentale (secondo A.A. era il co-autore) di Raffaele Manica.
Una prima edizione del libro era uscita nel 2009 nel Meridiano Mondadori; come d’abitudine arbasiniana, questa nuova è modificata e ampliata.
Quoziente lista: 5 su 10 per me, 10 su 10 per gli arbasinani (immagino)
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