Passa ai contenuti principali

LIBRI E RECENSIONI. KARL OVE KNAUSGARD - LA MIA LOTTA (UNA CRONOLOGIA)

L´OPERA-VITA DI KARL-OVE KNAUSGARD




Con l´uscita in questi giorni del quarto volume della grande opera autobiografica di Karl-Ove-Knausgard (nel mio gergo detto "Knausgardone") e in vista del quinto a Luglio, volevo provare a "sistemare" e confinare i romanzi di cui si compone, visto soprattutto il loro ordine non-cronologico, avanti e indietro nella vita dell´autore.

Una difficoltà supplementare: in norvegese i libri sono usciti semplicemente come "Min Kamp" (la mia lotta) e poi l´indicazione numerica ordinale ("libro primo" e cosi via).

Da noi la prima edizione di Ponte alle Grazie seguiva questa impostazione, poi con la riedizione da Feltrinelli invece si è optato per la strada tedesca. Per ovvi motivi in Germania gli editori non hanno voluto tradurre letteralmente, per evitare di portare in libreria un nuovo Mein Kampf, hanno quindi rititolato individualmente ogni libro, cercando con un verbo di descriverne i contenuti (Morire-Amare-Giocare-Vivere-Sognare-Combattere).
Feltrinelli ha invece in sostanza seguito la titolazione dei volumi come usciti nel mercato anglosassone, direi non facendo male visto che servono da orientamento al lettore (anche quello ignaro).

Andiamo per ordine

Volume primo - La morte del padre
Vi sono due piani temporali, alcuni ricordi di adolescenza dell´autore e il presente rappresentato dal padre alcolista morto e dalla sua casa da ripulire e sistemare.
È probabilmente il libro meno "dinamico" della serie (molto si svolge appunto all´interno dell´abitazione del padre) ma funge da perfetta introduzione allo stile dell´autore e alla sincerità fin disturbante che contraddistingue la serie (per esempio i parenti stessi di Knausgard sono stati "not amused" per il ritratto - comunque struggente - che lo scrittore fa del genitore).

Volume secondo - Un uomo innamorato
Knausgard qui è scrittore, padre e marito e abita a Stoccolma, provando a ritagliarsi spazi da artista. Ci sono quindi le dinamiche dell´innamoramento, del rapporto con Linda (attrice norvegese piuttosto nota) e del suo (di Linda) tentato suicidio.
Un ritratto dell´arista da adulto che conferma la brutalità con la quale l´autore fa i conti con sé stesso. Inoltre risulta interessante anche solo per come descrive una sorta di Bohème svedese.

Volume terzo - L´isola dell´infanzia
Come dice il titolo, il percorso che va dall´infanzia stessa in senso propriamente detto alla pre-adolescenza, libro bellissimo e struggente, tutto attraversato dall´attrazione-soggezione per una figura di padre burbero, anaffettivo e imprevedibilmente severo. Se pensate di annoiarvi perché - come me - non apprezzate troppo i libri con protagonisti bambini - beh, Knausgardone vince la sfida anche qui.

Volume quarto - Ballando al buio
I genitori si sono separati, e Knausgard diciottenne va a Nord per insegnare in una scuola, confrontandosi per la prima volta da "adulto" con ragazzini che si aspettano qualcosa da lui. Nel frattempo i primi tentativi di diventare scrittore, i primi amori (sfortunati) e l´eredità paterna che lo perseguita sotto forma di eccessivo ricorso all´alcol.

Volume quinto - La pioggia deve cadere 
Uscirà a Luglio 2017 un pochino in ritardo rispetto alle previsioni, qui Knausgard vive, insegna e sogna di diventare scrittore a Bergen. Incontra il suo primo vero amore, si unisce in un matrimonio destinato pero a fallire e combatte nuovamente con se stesso e con l´alcol. Seguendo la vita di Karl-Ove, le vicende di questo libro si situano quindi prima de "Un uomo innamorato"

Volume sesto - Fine
Il sesto e ultimo volume è uscito nel 2020, è quello più lungo della serie (oltre 1.000 pagine) e vede diverse sezioni: la vita dell´autore al momento dell´uscita dei primi romanzi, nel 2009, e le polemiche seguite (per essersi messo e aver messo a nudo). Una lunga sezione centrale saggistica su arte e letteratura e un inaspettato saggio sul Mein Kampf hitleriano (che si chiama - udite udite - come il titolo originale dell´opera di Knausgard). Ovviamente una lettura che presuppone tutte le altre, proprio per il modo in cui riannoda i fili e tira le somme.

Arrivato alla fine (letteralmente) credo che quest´opera vada presa o rifiutata in blocco. Se dobbiamo fare una gerarchia qualitativa direi che i primi tre volumi sono i migliori, e forse il quinto è quello che rischia di mostrare più la corda. Ma, appunto, non ha tanto senso vederli come entità separate: prendere o lasciare.

Commenti

  1. i libri devono essere per forza letti in ordine?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ciao Giulia. Secondo me sì, assolutamente. Marco

      Elimina
  2. Visto che knausgard non si fa problemi a rispettare un ordine cronologico nella narrazione,
    leggili nell'ordine che più ti pare. Eccezion fatta per il sesto volume.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Vanno letti nell´ordine di pubblicazione, che emozionalmente e letterariamente, per Knausgard, è decisivo. Un saluto. Marco

      Elimina

    2. Non sono d’accordo.. a mio avviso ‘la morte del padre’ si compenetra maggiormente dopo avere letto i volumi che affondano le radici nell’infanzia di karl ove .. ‘l’isola dell’infanzia’ ed anche ‘la pioggia deve cadere’ che rappresenta il
      Periodo successivo ricco di flash back.

      Elimina
  3. Anche io sono stata conquistata dalla lettura di questi libri. Ho letto i primi tre e mi ripropongo di leggere anche gli altri tre.
    La lotta 1 e 2 sono senz'altro interessanti ed emozionanti ma "L'isola dell'infanzia" secondo me, ha un valore aggiunto in quanto ci dà lo spaccato della vita quotidiana in questi paesi di cui sappiamo molto poco. Ci sono arrivati dai pesasi scandinavi sempre libri di fantasia o degli ottimi gialli ma questo invece ci racconta la vita vera degli abitanti di questi paesi.
    A parte il fatto che leggere le sensazioni e i turbamenti di questo adolescente ci fa capire meglio anche i libri scritti sui periodi di vita successivi.
    E' incredibile come leggendo i libri di Knausgard di abbia la sensazione di essere lì con lui a vivere le stesse cose. E' veramente, da questo punto di vista, un grande scrittore.
    E' stato paragonato a Proust: forse eccessivo? Non so ma la precisione dei dettagli e il pathos del racconto, secondo me, ne fa in qualche modo un Proust "moderno".

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ciao grazie del commento. Anche io sono stato conquistato dalle ambientazioni de L´isola dell´infanzia. Anche se conosco un poco la Scandinavia.

      Il paragone con Proust forse è improprio - ma non importa, o meglio, fa parte degli spazi di libertà di un lettore pensarlo :)

      Elimina

Posta un commento