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LIBRI E RECENSIONI. IL LISTONE ESTIVO DI RECENSIREILMONDO

LA LISTA TOTALE


Non so da dove sia nata la mia passione per le liste, ma di certo ho sempre avuto un debole per cataloghi ed elenchi. Amavo le anticipazioni di Pulp, rivista una volta cartacea e ora rinata in formato digitale, e di base quando "mi segno" i libri che mi interessano ragiono proprio così, in termini di liste.
Il mio appassionato lettore Graziano Ongetta ha chiesto una lista da venti, e io faccio la lista da venti, con alcune bonus-track. Per capire come la ho composta, servono molto tempo, e qualche birra. Lo racconterò a richiesta.

Tim O´Brien - Le cose che portiamo (DeA Planeta)
Classico scrittore da "un solo libro portato avanti per tutta la vita", nel suo caso la narrazione di guerra e in particolare di quella del Vietnam, da lui vissuta in prima persona. Parliamo di un autore che ha vinto un Pulitzer per Inseguendo Cacciato, romanzo del 1978, una sorta di Soldato Ryan, ma in questo caso disertore, dal cognome italiano.  Segnalo però questa nuova uscita recente, finalista al Pulitzer stesso e naturalmente ambientata in Vietnam e incentrata sulle vicende di un plotone di soldati. Ovviamente va gradito il genere guerresco ma le recensioni paiono davvero ottime per questo scrittore per il resto da noi non mi pare conosciutissimo. Per la prima volta un libro DeA Planeta sul Blog.

Raymond Federman - Chut! Zitto. Storia di un´infanzia (La Lepre)
Federman è stato scrittore americano-francese, di origine ebrea, passa come sperimentatore e seguace di Beckett, anche in questo caso il romanzo (memoir) segnalato non è il suo piú famoso (nel caso sarebbe Double or Nothing, da noi non tradotto) ma appunto un´opera autobiografica che vede l´autore bambino ai tempi delle deportazioni naziste in Francia. L´urgenza della narrazione viene stemperata dall´atteggiamento postmoderno, in cui lo scrittore si distacca dal se stesso bambino e commenta la narrazione o la discute con l´editore, potrebbe essere insomma un classico gioco meta-letterario ma mi pare meriti una segnalazione e un "guardarci dentro".

Chris Cleave - I coraggiosi saranno perdonati (Neri Pozza)
Questo scrittore è inglese, e anche di questo propongo l´uscita più recente in Italia e non Incendiary (da noi uscito per Sperling e  Kupfer) che pare essere stato il suo maggiore successo in patria.
Qui abbiamo una storia di amore e spie di quasi 500 pagine, all´ombra della seconda guerra mondiale, una cosa che in effetti è stata paragonata a Espiazione di McEwan, tra tinte forti, fogliettone, racconto d´amore e di formazione e una scrittura che appare posata e classica, adatta insomma all´impresa, visti respiro (cercato) e dimensioni dell´opera.

Nicole Brossard - Il deserto malva (Wip)
La Brossard è scrittrice canadese, questo romanzo è allo stesso tempo una sorta di gioco letterario e ipertestuale, e una riflessione sulla scrittura e sulla traduzione, è in effetti diviso in tre novelle: nella prima si racconta la storia di una fuga on the road della quindicenne Mélanie, destinata a concludersi al Mauve Motel, nella seconda, un altro personaggio femminile trova e legge la prima storia, facendosene ossessionare e andando alla ricerca dell´autrice, nella terza questo stesso personaggio traduce la storia (in francese), tra fedeltà e reinterpretazioni personali. Credo nella riflessione sul linguaggio abbia anche influito la natura "Bilingue" della terra d´origine dell´autrice. Se avete pensato al Postmoderno, ovvio, il libro ne è considerato un autorevole rappresentante, il che me lo rende interessante anche se in operazioni del genere a prevalenza dell´apparato teorico è sempre in agguato, anche se a leggere alcune recensioni non sembrerebbe questo il caso.

Steve Erikson - Shadowbahn (Il Saggiatore)
Erikson viaggia da tempo, almeno da noi, su binari differenti e spesso paralleli, scrittore fantasy? O fantascienza? O postmoderno e non solo di genere?
Questo suo romanzo, anche per il posizionamento dell´editore, potrebbe essere una sorta di uscita dal ghetto (ammesso che ve ne sia uno), con una storia che vede una certa ricchezza di spunti postmoderni tra distopie, torri gemelle che risorgono, la presenza incombente di JFK (spunto curiosamente simile a quello contenuto nel romanzo Hystopia di David Means) e una trama "centrifuga" vagamente Pynchoniana. Anche il titolo è molto bello.

Tom Drury - Pacifico (NN)
Autore che crea una certa dipendenza Drury, mi avevano in effetti ampiamente convinto sia La fine dei vandalismi che A caccia nei sogni, rispettivamente primo e secondo capitolo della trilogia di Grouse County, chiusa proprio dal libro uscito da poco .Il primo della serie era un vero e proprio romanzo-mosaico di storie ambientato nell´immaginaria contea di cui sopra, che trovava il suo nucleo nelle vicende dello sceriffo Dan Norman, il secondo aveva un andamento più tradizionale se vogliamo, con il forte focus sulla figura di Charles "Tiny" Darling, un affascinante personaggio "cattivo-ma-buono" che avevamo anche trovato ne La fine dei vandalismi, grosso modo come antagonista dello sceriffo stesso. Quest´ultimo torna a sua volta al centro di Pacifico, nel frattempo convertitosi a investigatore privato.Più che la trama mi sento di dire che contano l´atteggiamento di Drury, il suo umorismo, la sua umanità, la capacità di creare un mondo con dialoghi arguti e sapienti tocchi paesaggistici. Per me, altra uscita importante.

Michael Déon - Pony selvaggi (E/O)
La letteratura teme a volte l´intrufolarsi della politica nelle sue traiettorie. Déon è stato sostanzialmente un reazionario, cosa che non gli ha impedito di avere ammirazione letteraria trasversale, ad esempio da Carrére. Nonostante una produzione rigogliosa, da noi arriva solo nel 2018 (il libro è del 1970) con questa vicenda picaresca di guerra e gioventù, che in effetti da noi è stata accolta dubitativamente dalla stampa diciamo di sinistra, e con entusiasmo da quella diciamo di destra.
Nessuno ha però messo in discussione fascino della trama e dei personaggi e ispirazione, e questo potrebbe portare a una (ri)scoperta viste anche le "doti" dell´editore che lo porta in Italia.

Mario Bellatin - Salone di bellezza (La Nuova Frontiera)
Romanzo molto breve (una sessantina di pagine) che rappresenta la poetica della scheggia frammentaria tipica di questo scrittore messicano.
Siamo in uno scenario apocalittico e surreale: un male incurabile colpisce una grande città e gli "appestati" rifiutati da tutti sono costretti a riparare nel microcosmo di un salone di bellezza trasformato in un lazzaretto.
Nonostante queste premesse, mi pare che nel breve libro - paragonato a Cecità o al Bacio della donna ragno - prevalgano una sorta di realismo allucinato e di amara e diffusa malinconia per l´umana caducità. Consigliatomi da un grande esperto di latino-americana, credo sia da provare.

Michael Chabon - Wonder Boys (Rizzoli)
Chabon lo conosciamo, Wonder Boys entra nella mia whislist estiva e in questo listone grazie al fatto che come altri romanzi che amo è un libro che parla di scrittori, e anche perché mi ci ha fatto pensare Luca Pantarotto parlandone nel suo Holden and Company. Sospetto poi un contenuto autobiografico che potrebbe aiutarci a entrare nella fucina, cucina e nei crucci di Chabon stesso.

Jane Alison - Meglio sole che nuvole (NN)
NN dal mio punto di vista "americano" ne ha azzeccate moltissime. La Alison è scrittrice australiana ma "naturalizzata" americana, questa nuovissima uscita propone una storia di divorzio, abbandoni e solitudini, qualcosa che alla lontana potrebbe ricordare la Didion, e con un collegamento, per me stuzzicante, alle Metamorfosi di Ovidio. Se ne sta già parlando abbastanza, e penso sarà tra le mie (prossime) letture estive, anche perché trovo la struttura, apparentemente un po´a frammenti e capitoli brevi, secchi, molto stuzzicante.

Bo Carpelan - Il libro di Benjamin (Iperborea)
Mentre ero in vacanza in Finlandia, terra solitaria e bellissima, mi ero segnato alcuni nomi di scrittori del luogo, tra cui Carpelan, poeta e romanziere (in lingua svedese).
Questo "libro di Benjamin" è il diario nostalgico e in 164 brani di un traduttore, personaggio forse autobiografico, una sorta di bilancio della vita e allo stesso tempo dialogo sembrerebbe quasi-proustiano con il passato, un passato che racchiude un episodio importante e simbolico. Confesso, mi ha molto incuriosito, anche per una natura "memorialistica" e spuria (i brani contengono anche poesie, citazioni) che fa parte di quello che spesso cerco nei romanzi.

Matti Rönkä - L´uomo con la fascia da assassino (Iperborea)
Vedi sopra per lo spunto, ma Rönkä si situa in quella produzione scandinava di tipo giallo-thriller, seppure non certo tradizionale.
Questo fortunato romanzo ha introdotto la figura del criminale di piccolo cabotaggio e factotum Viktor Kärppä, da cui nasce un intreccio archetipico, tipicamente noir, allo stesso tempo solidamente radicato nelle geografie finlandesi e in ciò che evocano (ad esempio la vicinanza al blocco russo, lo spionaggio, il passato comunista) e giocato con una lingua che a prima vista mi pare funzionale e ispirata.
Ha avuto un seguito con Fratello buono, fratello cattivo, sempre per Iperborea.

Hans Magnus Enzensberger - La breve estate dell´anarchia. Vita e morte di Buenventura Durruti (Feltrinelli)
Qui il grande scrittore e intellettuale tedesco si cimenta con le vicende di Durruti, anarchico protagonista della rivolta catalana e della guerra civile spagnola.
Enzensberger prova a raccontarla tra biografia, ricca documentazione, rigore da storico, visioni personali, un montaggio di materiali differenti e in parte pre-esistenti teso credo a voler oggettivare le vicende avventurose del protagonista mantenendo un certo distacco o comunque evitando l´epica o l´idealizzazione. Sarebbe anche il primo libro che leggo di questo autore, confesso colpevolmente.

Madeleine Thien - Non dite che non abbiamo niente (66th and 2nd)
Scrittrice canadese di origine asiatiche, la Thien mette qui mano a un ambizioso e sembrerebbe torrenziale romanzo, una sorta di saga storico-familiare che partendo dal classico espediente del ritrovamento del diario arriva ad abbracciare settant´anni di storia cinese, con la classica visuale dal basso, di personaggi a loro modo eroici ma che quella storia non la hanno vissuto da protagonisti.
Molto acclamato criticamente e finalista al Man Booker Prize.

Andrew Sean Greer - Less (La nave di Teseo)
Fresco vincitore del Pulitzer per la narrativa, questo libro ha richiamato la mia attenzione su Greer, già tradotto da noi e anche abbastanza quotato, ma che mai era entrato nelle mie liste e nelle mie librerie.
Questa pare essere una sorta di commedia romantica e picaresca, forse autobiografica, che vede uno scrittore cinquantenne e in crisi intraprendere una sorta di giro del mondo per allontanarsi da una vicenda sentimentale che lo ha lasciato inerte e ferito.
Girando per la rete si vedono pareri a volte entusiasti a volte dubitativi, questi ultimi specie appunto per l´aspetto maggiormente comico e frivolo delle vicende narrate. A prima vista lo stile mi è sembrato notevole, e un po´di leggerezza non mi fa paura.

Vivek Shanbhag - Ghachar Ghochar (Neri Pozza)
Quando si parla di "Grande Romanzo Indiano" potrebbero venire in mente ad esempio le operedi Rushdie, Chandra, Seth, trovare accostata questa definizione a un libro lungo poco più di cento pagine è ovviamente iperbolico (pubblicitario) e sorprendente.
In ogni modo questa è allo stesso tempo una storia di legami familiari e di ricerca del successo e del benessere (tema se vogliamo portante e quasi ovvio nella narrativa di una terra realmente "in via di sviluppo" e in trasformazione), un ritratto di ambiente in interni ed esterni nel contesto della storia di un paese programmaticamente franto tra caste e tradizioni e come dicevo sopra tensione al cambiamento.
Molto spesso questo tipo di "Novella" succulenta ed emblematica è stata ben svolta da scrittori russi, e in effetti il paragone più ricorrente per Shanbhag è - ohibò - il grandissimo Cechov.

Ryan Gattis - Giorni di fuoco (Guanda)
Questo romanzo, una narrazione corale delle rivolte avvenute a Los Angeles a seguito dell´assoluzione dei poliziotti che erano stati accusati di aver picchiato a morte il tassista nero Rodney King, è entrato, poi uscito, poi rientrato dalle e nelle mie liste.
A favore mi paiono intanto il contesto storico, l´ambizione dell´autore nel descrivere la violenza (laddove entra anche un elemento autobiografico dovuto a un episodio della sua vita), il linguaggio calcato sugli slang, a sua volta violento e realistico. A sfavore alcune recensioni che lamentavano una certa ripetitività della struttura. In ogni modo la Oates ha speso calde parole per libro e scrittore.
Da confrontare, credo, con City on Fire di Garth Risk Hallbert, titoli simili, città diverse, premesse non del tutto differenti.

Jon McGregor - Bacino 13 (Guanda)
Scrittore inglese che pare stimatissimo (e discretamente premiato) in patria da noi ha saltellato tra un editore e l´altro senza mai raggiungere un vero successo.
Questo suo ultimo Bacino 13 è definito un thriller o post-thriller sui temi di memoria, perdita e scomparsa.
La trama ruota appunto attorno alla sparizione di Rebecca Shaw, una tredicenne inglese in vacanza nella campagna inglese . Ma questo è solo uno spunto iniziale, infatti all´autore interessa mostrare "sistematicamente" cosa accade negli anni successivi nel paesino teatro di quell´evento, seguirne i destini, tra tragedia, memoria e inevitabile normalizzazione, esplorarne i rapporti interpersonali ma anche quelli con la natura circostante.
Opera ambiziosa, candidata per il Man Booker Prize, definita di respiro classico e mi pare molto intrigante.

Ed Sanders - La famiglia. Charles Manson e gli assassini di Sharon Tate (Feltrinelli)
La storia di Manson, della cosiddetta famiglia, e dei crimini da loro compiuti ovviamente ha la fascinazione delle grandi storie thriller-gialle vere, dove la realtà in pratica supera per complessità (specie psicologica) l´inventiva e la capacità di scavo di un medio-bravo scrittore di genere.
Sanders, poeta, cantante, scrittore e tante altre cose, ha vissuto in prima persona la stagione beat e con metodo "Capotiano" ha scritto un libro che in quasi settecento pagine cerca di tirare le fila della vicenda, di spiegarne i contorni e le radici, muovendosi tra true crime, saggio, elementi memoriali.
Questo libro, su cui si baserà il prossimo film di Quentin Tarantino, è uscito originariamente nel 1971, e ha avuto due edizioni riviste, nel 1990 e nel 2002, a quest´ultima fa rimferimento l´edizione italiana ora in libreria.

Yaakov Shabtai - Inventario (Feltrinelli)
Chi mi segue sa del mio grande interesse per la letteratura israeliana, e in effetti mi è misterioso come non avessi ancora intercettato questo libro di Shabtai, scrittore scomparso prematuramente nel 1981.
In  questo romanzo scritto in un unico paragrafo, sperimentale per quanto riguarda uso (o non uso) della punteggiatura e del flusso di coscienza, segue fondamentalmente le vicende di tre amici, a partire dalla morte del padre di uno di loro, ma fa poi avanti e indietro tra presente e passato, ricordi fulminei, storia di Israele e di Tel Aviv.
Un´opera che probabilmente implica una certa preparazione da lettore e una certa dose di fatica, ma che pare essere tuttora tra i classici fondanti della letteratura ebrea-israelita e in questo senso potrebbe ripagare dello sforzo.

Indie-Bonus Track Numero 1 - Editore Corrimano
Ho visto che nella lista non ci sono autori italiani. Per questo una bonus-track dedicata a un piccolo ma valoroso editore palermitano con tre libri che denotano un buon talent-scouting (uno lo ho letto, per gli altri due vado sulla fiducia e su pareri di persone di cui mi fido).

1) Emiliano Ereddia - Per me è scomparso il mondo
Storia forte e pulp, vicende mezze criminali e mezze allucinatorie, una sorta di faccenda alla Welsh o Palahniuk ma ben piantata nella realtà e nelle ambientazioni italiana, una voce versatile, visionaria e direi già matura nonostante si tratti dell´esordio di un giovane autore.

2) Ruska Jorjoliani - La tua presenza è come una città
L´autrice, pure giovane, è georgiana naturalizzata italiana, la storia in effetti è russa, una saga familiare e polifonica, come referenza porto la recensione del libro sul Blog Bibliovorax a cura della preparatissima russista Antonella Nocera, che mi pare inquadri con precisione vicenda e pregi del libro.

3) Andrea Fiorito - Esche 
Prodotto più recente della fucina palermitana di Corrimano, un altro esordio e anche qui si nota una certa predilezione per linguaggi visionari, violenti e realistici. Le esche del titolo sono prostitute, le protagonista di questa raccolta di racconti, ci troviamo quindi in un contesto di ambientazione bassa ma di ambizione letteraria e di linguaggio alta (vi sono anche delle note alla DFW, pare) e sono oggettivamente incuriosito.

Indie-Bonus Track Numero 2 - Editore Arkadia
È il mio attuale editore, ma anche il Blog è mio per cui mi permetto di segnalare due titoli davvero interessanti e che credo mi riserverò per questa estate.

1) Eugenio Cambaceres - Sin rumbo
Romanzo che apre la nuova collana Xamaica, curata da Marino Magliani e dedicata agli scrittori in lingue ispaniche, è la prima traduzione italiana dell´opera dello scrittore argentino Cambaceres, considerato in patria uno dei massimi esponenti del realismo e del naturalismo.
Le vicende narrate sono quelle emblematiche di Andrés, un ricco possidente ma anche posseduto da un classico e "flaubertiano" spleen, da un´insoddisfazione esistenziale, la chiave per uscirne sarà o sarebbe potuta essere l´immersione nella vita, nel sesso, nei bassifondi.

2) Marco Visinoni - Il caso letterario dell´anno
Mio editore o meno, non credo che mi sarei fatto sfuggire un libro con questo titolo. una commedia brillante, pop e surreale che segue le vicende storte di uno studente islandese di stanza a Bologna, luogo di nascita e residenza dello scrittore.

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