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LIBRI IN USCITA A INIZIO MARZO. PHILIP ROTH E ALTRI

LIBRI IN USCITA

Philip Roth - Operazione Shylock (Adelphi, 8 aprile)

Operazione Shylock

Seconda sospirata uscita (e nuova traduzione) per il Roth Adelphiano, con uno dei suoi romanzi "politici" e animati dal tema del doppio (un altro è, in modo diverso, La controvita). Ottavio Fatica, nuovo traduttore, ha detto di aver voluto rendere meglio il "parlato" dell'originale e di aver corretto alcune sviste della precedente traduzione, di Vincenzo Mantovani. Dall'incipit e dal confronto col precedente si nota subito un approccio meno sensazionalistico rispetto al Codignola di Portnoy (che sembrava a tratti voler cambiare tanto per cambiare).
Quoziente lista: l'ho letto e il mio voto fu 7/8. Non uno dei miei 5-6 Roth preferiti ma comunque alto livello. Finirò per prendere anche la nuova traduzione.

Matteo Melchiorre - La via di Schenèr. Un'esplorazione storica nelle Alpi (Einaudi, 31 marzo)
Melchiorre ha fatto parlare di sé soprattutto con il suo esordio romanzesco Il duca, recente semifinalista dell'International Booker Prize. Prima di esso, aveva all'attivo una certa produzione di reportage narrativi o comunque non-fiction, come questo, uscito originariamente per Marsilio e poi nei tascabili Feltrinelli e ripubblicato ora per Einaudi. Si tratta appunto di un'escursione dell'autore sulle Dolomiti tra Italia e Austria, una "rotta" di grande significato storico e immagino anche "sentimentale". 
Quoziente lista: 7 su 10.

Tove Ditlevsen - I volti (Fazi, 31 marzo)
Fazi ci si è messa sul serio a pubblicare in italiano l'opera della poetessa e scrittrice danese, partendo dalla trilogia autobiografica di Copenaghen (qui Infanzia) e ora con questo I volti, meno dichiaratamente autobiografico della trilogia, ma in ogni modo riferibile alla vita e alle vicende (complesse, tormentante) dell'autrice, qui scrittrice per ragazzi, moglie e madre, tre ruoli che per una personalità come la sua fanno fatica a essere conciliati (da qui nasce il romanzo).
Quoziente lista: 7 su 10.
Incipit: Di sera andava un pochino meglio. Si poteva lisciarlo con cautela e osservarlo nella speranza di averne una buona volta un quadro d’insieme, come di un variopinto arazzo in corso d’opera, del quale forse un giorno si sarebbe potuta intuire la figura. Le voci tornavano da lei e con un briciolo di pazienza le si poteva discernere l’una dall’altra, come fili di un garbuglio di lana.

Jason Mott - Persone come noi (NN, 8 aprile)
Mott aveva fatto il "botto" con Hell of a Book (Che razza di libro!) con cui aveva vinto il National Book Award. Anche in Italia ci fu un picco di curiosità, non so se poi però quel libro tra meta-fiction e storia di formazione.
Questo nuovo romanzo sembra partire da un'idea più spiccatamente autobiografica, uno scrittore afroamericano che deve gestire il successo del suo libro vincitore del National Book Award, ma poi le vicende non corrispondono esattamente alla vita dell'autore (è, insomma, un romanzo).
Quoziente lista: 7 su 10. Vale la pena dare un'occhiata.
Incipit: Eccolo. È lui a quarantaquattro anni. Un Jack London dei poveri dalla pelle nera, che trema dal freddo nel gelido nord che si chiama Minnesota. Non è una brutta posizione, considerati tutti i punti sulla linea temporale.

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