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LIBRI E RECENSIONI. NOTED/UNNOTED NR. 5

NOTED/UNNOTED NR.4


Mi è sembrata un'idea plausibile quella di fare un nuovo Noted/Unnoted prima della fine dell'anno. Naturalmente questa rubrica ha tanto più senso quanto più ci metto dentro cose diverse dalle recensioni o dalle anticipazioni, il che spiega anche perché da un po' non ci mettevo mano (sono stato abbastanza disciplinato con ambedue le cose).

Cominciamo con le Letture. Intanto io nella mia attività diciamo di scrittore ho un editore - Arkadia - e gli autori di questo editore sono abbastanza penalizzati perché evito di recensirne troppi, diciamo per non avere o dare la sensazione di conflitto di interessi e di promozione incrociata. Recupero parzialmente dicendo che ho in lettura il bel Floridiana di Emanuele Pettener che parte come un romanzo americano borghese di livello per poi scatenarsi in territori quasi Joe Fante e chissà cosa mi riserverà prima di finire. D'altra parte Pettener vive e lavora negli Stati Uniti e mi pare logico i riferimenti siano quelli - lo dico perché non si tema l'effetto "romanzo ambientato in Pianura Padana ma coi protagonisti che si chiamano Joey e Tracy". Non è un autore Arkadia ma ne cura una collana Marino Magliani, uscito nel 2021 con Il cannocchiale del tenente Dumont (L'Orma) un romanzo storico di grande e prodigioso equilibrio, nel senso che si avverte l'occhio contemporaneo dello scrittore-contemporaneo-burattinaio ma lo si può anche semplicemente leggere - appunto - come ricostruzione storica di grande efficacia, mimesi e forza documentaria. Tutti e due verranno ovviamente recensiti appena possibile.

Per quanto concerne gli Arrivi ho rinforzato la sezione classici nascosti con I due stendardi di Lucien Rebatet e Questionario di Ernst von Salomon, tutti e due pubblicati da Settecolori, un editore milanese molto interessante. Il primo è un autore francese, il romanzo consiste di 1400 pagine circa talvolta paragonate a Mann o a Proust a Celine. Il secondo è tedesco, e trasformò in romanzo il questionario di denazificazione che gli fu somministrato dagli alleati dopo la seconda guerra mondiale. Il problema, uno dei problemi di tutti e due, è di avere avuto simpatie naziste durante la stessa guerra. Questo non ha impedito peraltro a Rebatet di essere pubblicato da Gallimard e a von Salomon di diventare scrittore e sceneggiatore importante nella Germania del dopoguerra. E l'editore - come dicevo - mi pare da seguire.

Parlando di liste, mi tengo alcune cose per le prime anticipazioni del 2022, nel frattempo metto insieme alcuni libri che vorrei vedere meglio e comprare e che girano attorno alla mia lettura di Pensieri improvvisi con ultimi pensieri di Andrej Sinjavski, ovvero scrittori che vengono citati in questo libro fonte di come ispirazione letteraria e di pensiero. Uno è Jurij Olesa, di lui si trova in italiano il romanzo Invidia, probabilmente la sua opera più famosa, pubblicata da Carbonio, l'altro è Vasilij Rozanov con Foglie cadute (Adelphi) che con la sua natura di raccolta di "pensieri immediati" e talvolta aforistici deve essere stato di diretta ispirazione per Sinjavski.

Per quanto concerne la musica ci sarebbero davvero molte cose di cui parlare: cito per il momento un album recente che mi ha impressionato molto, beatlesiano (ma potremmo dire anche kinksiano) e in qualche modo barrettiano, psichedelico, fantasioso, cangiante ma pur sempre un disco di canzoni: Lover's Leap di Alex Pester, che oltretutto è incredibilmente giovane per la musica che fa.

Con questo credo di aver finito, se tutto va come dico ci rivedremo (con questa rubrica) nel 2022.

Commenti

  1. Di Settecolori ho trovato eccezionale "Baionette a Lhasa" di Peter Fleming: si legge come un romanzo, con colpi di scena e suspense - anche se tratta fatti reali che fanno parte del Grande Gioco. Voglio sapere com'è "I due stendardi": in tanti - relativamente - hanno i due kg del romanzo, ma nessuno l'ha iniziato! :-) Help me, please!

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