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LE ANTICIPAZIONI. LIBRI IN USCITA NEL 2019. HEIN. TIMM, GRUNBERG. NITIKIN. LAING

UN PERCORSO (MITTEL)EUROPEO


Continuiamo le anticipazioni per il 2019. In modo un po´superbo - come la mia città di origine - ho nella lista Excel che mi sostiene in questa attività definito i libri in questione come "per intenditori".
Okay, parliamo allora di anticipazioni per intenditori, qualsiasi cosa questo possa voler dire.

Conoscete forse la mia fascinazione per Christoph Hein, grande scrittore tedesco, molto versato nell´unire destino personale e grande storia, in particolare in riferimento al tema della divisione della Germania nel dopoguerra, da lui evidentemente, tedesco dell´Est, vissuto in prima persona.
Dopo Il figlio della fortuna è annunciato per il 2019 sempre per E/O (bravi!) Trutz, qui in Germania uscito nel 2017. Come nel romanzo sopra citato, Hein arrivato ai settanta anni e oltre ha ambizioni storiche, e in effetti si tratta di un grande affresco, la stampa tedesca lo ha definito "un romanzo del secolo", che ha per protagonisti due personaggi (uno scrittore e un professore attivo nella ricerca sulla mnemonica) e due famiglie negli anni della seconda guerra mondiale e poi delle grandi epurazioni ideologiche.
Il libro è stato accolto qui con grande entusiasmo (e con qualche eccezione critica). Hein è veramente un grande ma le sue storie diciamo maggiormente private mi avevano convinto di più de Il figlio della fortuna, con il suo afflato storico. Allo stesso tempo, e forse per i medesimi motivi, sono ansioso di averlo tra le mani.
Appena avrò aggiornamenti su data di uscita, ovviamente faccio sapere.

Rimango in Germania per un libro che esce a Gennaio, un altro grande scrittore tedesco, Uwe Timm, il cui libro più noto dalle nostre parti e credo "La scoperta della Currywurst", ancora un´immersione nel privato alla luce della grande tragedia nazista.
Sellerio sta per fare uscire Un mondo migliore, in tedesco "Ikarien", altro libro situato nei pressi di quel cuneo di sangue e ideologie che ha trafitto la storia europea, abbiamo qui la vicenda di due scienziati, uno dei quali teorizzatore della pulizia etnica, che prende pieghe filosofiche/ideologiche, il discorso sulla razza pura, la creazione nuovamente teorica di una perfetta e autosufficiente comunità (gli Icari, citati nel titolo tedesco, movimento realmente esistito, e in maniera simile agli orridi Dianetics derivante da un´opera di narrativa, il romanzo di Etienne Cabet). Qui - intendo per Timm - il plauso della critica è stato unanime.

Esco dalla Germania ma rimango geograficamente nelle vicinanze per Arnon Grunberg, olandese, e per il suo Terapie alternative per famiglie disperate, che esce a Febbraio per Bompiani.
Di Grunberg mi aveva ampiamente convinto Il libero mercato dell´amore (recensione ruspante, parliamo di cinque anni fa), una sorta di Houllebecq depotenziato o di McEwan definitivamente disilluso.
Non sapevo molto di questo romanzo, se non che mi era piaciuto quello sopra citato, e incredibilmente, come una cronaca diretta, scopro come esso ha a che fare con sesso e rapporti di forza tra uomo e donna e con l´eredità del nazismo (la madre del protagonista è stata deportata in un Lager).
Il protagonista è uno psichiatra che ha come ruolo l´occuparsi di persone con urgenti tendente suicide. La storia va in una direzione differente - dico la verità, i giornali tedeschi tendono allo spoiler per cui preferisco solo riportare questo cenno iniziale, oltre che la centralità del rapporto con la madre inferma.

Il bello della Mitteleuropa in senso estensivo è che senza aver intenzione di costruire itinerari tematici, questi ti capitano comunque.
Ecco quindi l´ucraino Aleksej Nitikin che pubblica per Voland a Gennaio Victory Park, una storia di formazione situata in un parco (appunto), a Kiev, tra diverse etnie, spacciatori afgani e ricognizione del presente (incerto) del paese. Date anche un´occhiata anche al precedente Istemi, mi pare scrittura di grande livello, e come coincidenza situazionale anche rientrante nella dimensione cinico-saggistica che potrebbe appartenere alla lontana a un Houellebecq.

Per contraddire questo percorso totalmente europeo, cito ancora il libro di di Olivia Laing, giornalista e scrittrice inglese che a dire il vero non mi aveva convinto appieno con il pur fascinoso Città sola. Ma Viaggio a Echo Spring, sempre per Il Saggiatore, è una ricognizione saggistico-autofictionale nel tema dell´alcolismo dei grandi scrittori, tra cui ovviamente Fitzgerald ed Hemingway, ma anche Carver, Cheever e altri. Tema che mi interessa molto.

Devo dire la verità, per come funzionano le anticipazioni, io acquisto o perdo entusiasmo per i libri di cui parlo, DURANTE, durante la scrittura. In questo caso l´entusiasmo é parecchio salito. Ma non abbiamo finito, e restate, restiamo sintonizzati.