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LIBRI E RECENSIONI. QUATTRO OTTIMI NARRATORI INGLESI PIÙ UNO (COE, HORNBY, LANCHESTER, TORDAY, ST.AUBYN)

BORN IN THE UK

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Ho un po´ragionato su questo articolo, perché esso si basa su definizioni e distinzioni fluide e discutibili, ma si prova, come spesso si fa, a giocare con la letteratura e schierarci.

Parliamo di letteratura inglese e stabiliamo una prima differenza tra gli indiscutibili grandi e gli ottimi narratori.

Amis credo sia il più grande: linguaggio, inventiva, continuo e moderno adattamento alla realtà (il nazismo e lo stalinismo, la depressione e l´invidia, la decadenza della Gran Bretagna e il reality). McEwan è secondo me meno versato nel linguaggio, ma sceglie benissimo i temi e li porta fino in fondo, di solito, con quella sua forma sublime di fredda, ironica e umana crudeltà. Barnes è un po´un mistero, per me,  veleggia in una zona simile a quella di McEwan ma con meno talento, meno crudeltà eppure con due grandissimi libri al suo attivo (Il senso di una fine e Prima di me) e come McEwan un Man Booker Prize, che Amis non ha mai vinto.

Amis, McEwan e Barnes, appartengono alla stessa generazione, precedente a quella degli ottimi narratori e mi pare di poter dire che insieme ad Ali Smith, a Rushdie e all´altra grande Smith, Zadie  sono stati in qualche modo già canonizzati, da cui la definizione di indiscutibili.

Gli autori di cui sto per parlare, gli ottimi narratori, hanno sfiorato queste sfere e non le hanno (ancora?) raggiunte forse per troppa cordialità. Non sono sperimentatori, hanno poco o nulla di postmoderno, si tratta di scrittori pop, permeati di cultura musicale o cinematografica, post-dickensiani, abili tessitori di trame, che non hanno il talento linguistico elettrificato ed euforico di Amis, non raggiungono le abili macchinazioni di McWwan, e non hanno quella capacità di Barnes di affascinare gli astanti cambiando ogni volta il copione e ogni tanto azzeccando il romanzo.

Gli scrittori, gli ottimi narratori, di cui parlo sono Coe, Hornby, Lanchester, Torday con una digressione su St.Aubyn.

Jonathan Coe
Lo scrittore più post-dickensiano d´Inghilterra, credo.
Imbevuto di libri, e ancora di musica e film, andrebbe incoronato anche solo per il fatto di aver scritto la biografia di B.S. Johnson, quello del Book in the box.
Coe è un reporter delle sorti inglesi dagli anni ´90 in poi, come se Amis scrivesse e ri-scrivesse London Fields e Lionel Asbo.
La famiglia Winshaw è stato il suo grande romanzo satirico, divertentissimo, di grande respiro, e sempre a un passo dal trasformarsi in grande romanzo tout-court, poi La casa del sonno e il ciclo de la Banda dei Brocchi (Banda dei brocchi - Circolo chiuso) sono stati una maniera di rappresentare in maniera romanzesca, vivace, leggibile, struggente e sentimentale le vicende dell´Inghilterra del proprio tempo.

Ritengo che questo sia stato anche il suo limite. Coe sa scrivere di musica e libri e film, ma riesce a trovare lo spunto elettrico quando la sua patria soffre e si chiude su se stessa e domina la confusione. In effetti dopo una serie di romanzi tra il gradevole e l´inutile, gli ultimi Numero 11 (in cui tornano alcuni personaggi della famiglia Winshaw), ambientato nell´epoca Blair, e Middle Ingland - uscirà in autunno - che vede protagonisti gli ultimi anni compresa la Brexit, mi paiono promettere bene e in buona sostanza fanno sperare in un ritorno di Coe ai suoi livelli migliori.
Cosa aspettarsi: capacità di sviluppare la trama, incroci, scorrevolezza, satira, Swift, Dickens
Cosa leggere: La famiglia Winshaw è il romanzo ambizioso. La Casa del sonno un´alternativa sentimentale, la mini-saga de La banda dei Brocchi si situa a metà tra i due

Nick Hornby
La musica, il calcio, le liste.
Si parla di noi, che scriviamo e leggiamo, che ascoltiamo il pop, l´Indie-Rock, le canzoni Corny, che trascorriamo le serate con la birra e gli amici davanti alla tv, che tifiamo Arsenal o per quel che mi riguarda Genoa, che elenchiamo libri album e flirt.

Ecco, se tutto questo succede credo che un minimo-massimo di merito vada a Nick Hornby, che con libri come Alta fedeltà, Un ragazzo e Febbre a 90° abbia nobilitato il discorso letterario sulla sfiga-non-sfiga maschile quella combinazione di birre, rutti, flirt, esultanze, canzoni, struggimento che fino a quel momento era stato oggetto di tante canzoni pop e indie-pop e che invece Hornby ha reso narrativa di fattura ragionevolmente ottima.

Hornby ha anche scritto e raccolto in alcuni agili volumi la saggistica letteraria pubblicata su The Believer, sempre nel suo modo scanzonato e poco accademico (Una vita da lettore, Shakespeare scriveva per soldi, Sono tutte storie), cosa che secondo me aiuta molto a capire il suo atteggiamento leggero, non da addetto ai lavori, non da critico ma assolutamente non scontato nei confronti della letteratura (son libri che al di là dei consigli fanno venir voglia di leggere, generano entusiasmo).
Cosa aspettarsi: liste, risate, sentimento, tanta musica
Cosa leggere:  Febbre a 90° (calcio)  e Alta fedeltà (musica). C´è tutto.

John Lanchester
Scrittore da noi poco, pochissimo conosciuto, eppure pubblicato, ci ha provato GEMS con L´uomo che sognava le altre donne (Longanesi, 2000) e Gola (Guanda, 2002), e poi ci ha riprovato Mondadori con Pepys Road, tutto con riscontri diciamo modesti.

Il paragone con Coe, primo della lista, regge: temi sociali, aderenza alla realtà, la presenza di Londra, la critica al capitalismo (più sfumata nel primo, diretta nel secondo che in effetti in originale si chiama Capital), le strutture a incastro, la molteplicità dei personaggi (più nel secondo che nel primo), libri vivi, attuali e godibilissimi, una mano e un piglio da scrittore vero, satirico e (ma) umanissimo, un vero spasso per gli "orfani" di Coe, ovvero per quei lettori che magari non sono rimasti completamente convinti dalla produzione post-Banda dei Brocchi dello scrittore.
Cosa aspettarsi: realismo, ottima scrittura, pedinamenti dickensiani, incroci
Cosa leggere: L´uomo che sognava altre donne (più sentimento), Pepys Road (più satira)

Paul Torday
Torday era tanto diventato una mia ragionevole ossessione da avergli dedicato una monografia. Imprenditore che ha scoperto la scrittura in età già "matura", scomparso prematuramente per un tumore, il Torday delle sue opere migliori è in primis un narratore di razza, che qua e là non rinuncia a qualche ambizione critica, sociale e satirica nei confronti dello "style of life" inglese, anche se l´ambizione politica è decisamente inferiore rispetto a quella di Coe e di Lanchester, per esempio.

Quasi tutto Torday è godibile, ma i libri che dovreste assolutamente leggere sono quelli elencati sotto, che uniscono grandissimo controllo della trama, scrittura piana ma mai banale, atmosfere sempre un po´tra il malinconico e il conturbante anche dove i temi sono apparentemente più leggeri, personaggi veri e a tutto tondo, ambientazioni accurate e tanto divertimento (in senso proprio e in senso lato).
Cosa aspettarsi: intrattenimento di altissimo livello, risate, lacrimuccia, paura
Cosa leggere: Pesca al salmone nello Yemen (il più satirico), L´irresistibile ereditá di Wilberforce (il più struggente, una storia di rinuncia ed alcolismo), La ragazza del ritratto (uno dei migliori thriller psicologici mai letti)

Excursus: Edward St.Aubyn
St.Aubyn è conosciuto e attualmente molto "alla ribalta" per la saga familiare autobiografica dei Melrose. Mi pare scrittore "da un libro della vita", insomma credo che la tensione autobiografica abbia probabilmente già prodotto l´opera migliore e più urgente di St.Aubyn, che infatti ad esempio nel successivo e satirico Senza parole appariva divertente, competente ma un poco sciapito.

Lo metto comunque nel lotto per la natura fondamentalmente satirica del suo lavoro e per la scorrevolezza non corriva della scrittura, caratteristiche che lo accomunano agli altri scrittori.
Cosa aspettarsi: nessuno sconto, satira, scene forti, sincerità
Cosa leggere: I Melrose