Passa ai contenuti principali

UNA MARINA DI LIBRI 2018. EDUCAZIONE SENTIMENTALE.

RAPIMENTI. ASTRATTI FURORI. IL RESTO


Risultati immagini per marina di libri 2018
Io trovo che Una Marina di Libri sia una manifestazione che assomiglia moltissimo alla città dove accade: calda, svagata, sentimentale, accogliente, pigra e frenetica allo stesso momento, qualcosa che ti rapisce (ti rapisce!) e l´attimo dopo magari ti irrita, ti fa da magnete, ti richiama al centro, ti surriscalda per poi deluderti, ti tiene in un bilico bipolare tra astratti furori, gioie immense, improvvisi down, stupore continuo.

Curiosamente, sono stato alla manifestazione due volte, la prima nel 2016, e sempre per presentare qualcosa di mio, due anni fa L´estate del pollo per la raccolta L´animale umano di Urban Apnea (grazie ragazzi) e quest´anno per il mio romanzo Kaiser. Sono stato accolto in maniera incredibile. Io sostengo che lo scrittore, a meno che non si chiami Malvaldi o Giordano o D´Avenia, debba presentare dove è radicato (per me: Milano, Monaco) o dove è radicato l´editore. O, nel mio caso, a Palermo. Palermo fa eccezione. Mi vogliono bene, vengono, mi guardano mi leggono, mi gratificano. Ma non nutriamoci di retorica.

Gli eventi iniziano con una mezz´ora accademica, o a volte puntuali, ci si difende da zanzare e bacche che cadono dagli alberi, si spostano sedie da una serra all´esterno all´ultimo momento perché faceva troppo caldo. Non lo dico per una creazione di banale e malcelato folklore, ma per marcare una differenza: qui non troverete le guardie inflessibili degli stand del Salone del Libro, a vigilare sugli orari, qui tutto può essere negoziato, o forse no, e comunque, lo dico cercando nuovamente di tener fuori la retorica, respiri libri e amore per la letteratura tanto che un amico palermitano che forse non conosceva la manifestazione "in diretta" mi ha detto che non si aspettava fosse così bella, particolare, piena, frequentata. E per piena si intende, l´amico è bibliofilo, anche piena di bei libri.

I LIBRI CHE HO PRESO E LE BONUS TRACK


Raduan Nassar - Un bicchiere di rabbia (SUR)
In lista da tempo questo scrittore brasiliano emerito, poi ritiratosi a coltivare, libro breve, sul rapporto conflittuale uomo/donna, e adatto a essere comprato a Palermo, secondo me.

Orso Tosco - Aspettando i naufraghi (Minimum Fax)
Credo che tutti i lettori forti riconoscano quella sensazione irrazionale e fondata "ora voglio nuovamente comprare un libro Minimum Fax". Ma potrebbe essere un altro editore. Come se perdessi il feeling, e volessi ritrovarlo. Ho scelto questo, perché - qualcuno mi dice - lo scrittore è ligure come me, e guardandoci dentro il libro sembra promettente.

Yorak Kaniuk - Adamo risorto (Giuntina)
Nel caldo e nella pace opprimente del quasi mezzogiorno raccontavo alle ragazze di Giuntina come l´editore stesso (insieme ad altri, tra cui Neri Pozza) presenti un panorama di israeliana che va oltre alla triade Oz-Grossman-Yehoshua, proponendo scrittori dello stesso (immenso) valore. Kaniuk è uno di questi, cercatelo sul Blog. Kenaz, anche, cercate pure lui, purtroppo non c´era Ripristinando antichi amori ma ho fiducia anche in La grande donna dei sogni, per dire un altro titolo invece presente e parimenti acquistato, e prontamente ceduto.

Giorgio Biferali - L´amore a vent´anni (Tunué)
Mi son trovato nel momento piú umido e caldo a volermi sedere, e incontrando volti conosciuti, mi son seduto a guardare la presentazione con Biferali e la brava Francesca Maccani. 
Tunué è editore fico e attuale, eravamo in pochi, ma le letture e il linguaggio e i riferimenti (in primis cinematografici) mi hanno portato a premiare questo romanzo, di un ragazzo molto giovane ma che mi pare sapere il fatto suo.

Eugenio Cambaceres - Sin rumbo (Arkadia)
Latinoamericana d´annata dal mio editore, un libro che regalerei a chi-so-io, nella nuova collana Xaimaca, curata da Marino Magliani (che non ho subito collegato essere anche lui il mio glorioso conterraneo, forse perché sampdoriano), e specializzata su questo tipo di letteratura. Se ne parlerà (io di sicuro, seppur in conflitto di interessi).

Rivista Ammatula
Rivista curata e ruspante allo stesso tempo, di racconti, e illustrazioni, era allo stand di Arkadia, mi piace per forma e sostanza e chissà, potrei grazie all´editor Marco di Fiore, anche contribuire. Sarebbe un onore. 
Ammatula, credo, per la cronaca, che significhi inutile.

Massimo Torre - La dora dei miei sogni (Giulio Perrone Editore)
Me lo ha regalato Antonio Vena, mi è piaciuta la copertina (bello il new fashion di Perrone) e mi ha intrigato la trama. Dora, credo, è una donna, non un fiume torinese.

Ringrazio inoltre l´amico Riccardo Sapia per questa chicca kaiseriana, le registrazioni di Rembó di Davide Enia.