LIBRI E RECENSIONI. FRANCO MIMMI - LE SETTE VITE DI SEBASTIAN NABOKOV.

NOI LETTORI, CHE ASPIRIAMO

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Questo Le sette vite di Sebastian Nabokov di Franco Mimmi può essere vissuto - e anzi deve - come seguito di Corso di lettura creativa.
Si tratta di libri nei quali unendo saggio, romanzo e divulgazione, Mimmi (ma io lo chiamerei Franco) ci conduce nei meandri, nelle cucine del romanzo. Divertendo e a volte commuovendo.

Lettura creativa: l´obiettivo è creare (o stimolare) un lettore consapevole e appassionato, partecipe, ma partecipe con "il cervello e la spina dorsale", come prescriveva Nabokov. Un lettore che sappia accettare il gioco dello scrittore, perdersi nei suoi labirinti, interpretare i segni, accettare le necessarie complicazioni come una sfida alla ragione, all´intelligenza, soprattutto alla pigrizia. Soprattutto alla pigrizia. Ripeto: soprattutto alla pigrizia.

Allora, nel Corso di lettura creativa Mimmi inventava un romanzo che veniva studiato nel corso del libro, per parlarci di altri e veri romanzi ed entrare nei meccanismi degli stessi, qui rimane comune
l´ambientazione (un professore di letteratura, e i suoi alunni chiamati a partecipare, a consegnare relazioni), ma ci si concentra direttamente su uno dei capolavori di Vladmir Nabokov, La vera vita di Sebastian Knight, romanzo divertentissimo e struggente, labirintico (ritorna il labirinto), scacchistico, impermeato di trabocchetti, scherzi, infingimenti, figuratevi: un romanzo (vero) che parla di una biografia (inventata) di uno scrittore (inventato) che a sua volte ha scritto cose a volte autobiografiche (inventate) ma che assomigliano molto alle cose che avrebbe potuto scrivere Nabokov (vero).

Il professore, la classe, si intrattengono con queste questioni di poco conto (...): dove è il personaggio, dove è l´autore, quanto è legittimo questo gioco che ci viene imposto, ma soprattutto, quanto fa godere. Vengono le vertigini, ma sono vertigini di piacere, appunto. Intendiamoci: è bene leggere il libro dopo aver letto quello di Nabokov, o contemporaneamente, allora il piacere sarà massimo.

Mimmi unisce cuore e ragione nel svelarci i segreti di Nabokov, ma nel frattempo ci (mi) intrattiene intersecandone la traiettoria con tanti altri romanzi, film (a ogni suo alunno è assegnato un doppio cinematografico), scrittori, spunti. Ci intrattiene e ci (mi) emoziona con il racconto di come Nabokov in questo romanzo abbia ritratto se stesso, se stesso intento a parlare di temi non poco importanti: patria, famiglia, sesso, amore, critica, scrittura, linguaggio, lingue e poi lei: la grande mietitrice.

Il rischio, lo so, è di far apparire questo bel libro come qualcosa di molto complesso, esoterico per un pubblico non avveduto.

Ecco, lo è: eppure io credo che vada accettata la sfida, perché chi aspira a migliorarsi come lettore deve affrontare certe questioni, una fra tutte è quella che citavo all´inizio, leggere con la spina dorsale, o limitarsi a leggere di cuore?

In ogni modo, è stata una grande sfida, un gran divertimento, un gran moto d´animo.

Ps: se vi è venuta voglia di leggere questo, il Sebastian Knight e Nabokov - è normale

Pps: se vi siete irritati, siete perplessi, leggete questo, il Sebastian Knight e Nabokov - poi ci sentiamo

Ppps: scrittori citati (alcuni) - Amis, Flaubert, Mann (STRONCATO da Nabokov), Faulkner, Hemingway e tanti altri

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Informazioni sul libro
Franco Mimmi - Le sette vite di Sebastian Nabokov
Ed. Lampi di Stampa 2016
172 pg.
Attualmente in commercio 
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Commenti

  1. Uno scrittore scrive per sé, e poco gli importa di ciò che i lettori penseranno dei suoi libri. Come potrebbe preoccuparsi di tanta gente (be’, non tanta nel mio caso, che però è un caso a parte), visto che il libro che ha scritto è un libro diverso per ogni lettore? Quando gli chiesero quale fosse il maggior piacere che ricavasse dallo scrivere Nabokov rispose che del pubblico in generale non gli importava, ma che, quando il libro era stato pubblicato, lui immaginava certe persone che gli piacevano e che apprezzava, ed era bello pensare che quelle persone stavano leggendo il suo libro, forse proprio in quel momento. Persone come Patrone (ma io lo chiamerei Marco).

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