LIBRI IN USCITA
Dorothee Elmiger – Quello che non si può dire (Gramma Feltrinelli, 1 settembre)Questo, di una scrittrice svizzera credo per la prima volta tradotta in Italia, è il libro vincitore del Deutscher Buchpreis 2025, probabilmente il più prestigioso per la letteratura in lingua tedesca.
Un romanzo di grande fascino, mi sembra, che nasce da un evento reale, la scomparsa di due ragazze olandesi nella giungla sudamericana (e in effetti il titolo originale è Die Holländerinnen, le olandesi), e si poi sposta su territori metaletterari ma anche di vera e propria "poetica del mistero", con spunti e sviluppi un po' alla Lost.
Quoziente lista: 10 su 10
Incipit: Viene presentata come una velle voci più significative del nostro tempo, un’autrice di rilievo che, dopo il clamore suscitato dal ciclo d’ esordio La punizione delle ancelle, ha trovato la sua definitiva consacrazione nel romanzo in versi
La tenda eterea. Quando le viene fatto un cenno, si avvicina al leggio con una pola di fogli in mano: una donna minuta, molto più minuta di quanto ci si sarebbe aspettato.
Olivier Guez – Le rivoluzioni di Jacques Koskas (La Nave di Teseo, 1 settembre)
La Nave propone l’esordio dello scrittore francese, da noi conosciuto soprattutto, credo, per La scomparsa di Josef Mengele.
Nel libro troviamo un personaggio anti-eroe/eroe, donnaiolo, bugiardo, vagamente “impostore”; che lo ha fatto accostare a classici del romanzo sul “malessere esistenziale isterico e scapigliato” come Roth e Bellow (e anche Woody Allen).
In effetti personaggi e umorismo ebrei non sembrano mancare, ma lo stile mi pare meno ricco rispetto agli eccellenti riferimenti (e, intendiamoci, è normale).
Quoziente lista: 6 su 10
Estratto: Scompartimento deserto. Jacques allestì sullo skai arancione il buffet che aveva preparato per la fine dell’Espiazione.
Zuppa di pesce di scoglio, capretto arrosto al garum e aceto, rafano bollito, pane di frumento, una lattina di idromele e una boccetta di vino bianco odorifero. Attirato dal profumo, suo cognato Guibor era venuto ad assistere alla preparazione di quegli strani piatti - Claire Koskas era ai fornelli sotto l’occhio vigile del figlio – e gli aveva chiesto se si fosse dato alla gastronomia molecolare.
Douglas Stuart – John figlio di John (Mondadori, 1 settembre)
Il nuovo romanzo di Douglas Stuart, scrittore scozzese che con Storia di Shuggie Bain aveva vinto il Booker Prize 2020, oltre a, come si suol dire, mettere d’accordo pubblico e critica.
Anche qui lo scrittore utilizza una solida e riconoscibile ambientazione scozzese “povera” (in questo caso contadina, sulle isole Ebridi) e l' autobiografica elaborazione del tema dell’omosessualità – se in Shuggie Bain nel contesto del rude machismo proletario, qui in nel rapporto del protagonista col padre allevatore e religioso (l'altro John del titolo).
Quoziente lista: 7 su 10
Vincenzo Latronico – Una splendida rovina (Einaudi, 1 settembre)
Latronico è un po’ tra le eterne shooting star della nostra letteratura – ancora forse non completamente luminosa e lanciata nelle galassie nonostante il riconoscimento internazionale di Le perfezioni. Io mi ero fermato al non del tutto riuscito La cospirazione delle colombe, ma forse è ingiusto perché era ai tempi autore ancora giovane, quasi esordiente.
Questa sembra essere una storia di tarda formazione o fuga forse più disperata che picaresca, i protagonisti, in cerca di una svolta, si trovano in Francia e poi continuano il loro viaggio più a Nord, facendo cose che potrebbero richiamare da una parte Desiati e dall’altra De Carlo, il che, mi rendo conto, sotto certi aspetti non pare un gran viatico. A dire il vero neanche l’incipit, ma insomma, "presto per giudicare”.
Quoziente lista: 5 su 10
Incipit: È quasi tutto quasi vero. Il quadro generale se non altro lo è. Sognavamo davvero una vita diversa, come tutti, e per trovarla abbiamo davvero comprato un’enorme rovina nella campagna della ex DDR. Questi sono fatti, verità documentate.
Ma nelle intercapedini fra i fatti trovano spazio ipotesi e interpretazioni, e i fatti stessi si distorcono per smemoratezza o pigrizia, e il tutto si sedimenta col tempo sino a risultare indistinguibile dalla verità.
Un romanzo di grande fascino, mi sembra, che nasce da un evento reale, la scomparsa di due ragazze olandesi nella giungla sudamericana (e in effetti il titolo originale è Die Holländerinnen, le olandesi), e si poi sposta su territori metaletterari ma anche di vera e propria "poetica del mistero", con spunti e sviluppi un po' alla Lost.
Quoziente lista: 10 su 10
Incipit: Viene presentata come una velle voci più significative del nostro tempo, un’autrice di rilievo che, dopo il clamore suscitato dal ciclo d’ esordio La punizione delle ancelle, ha trovato la sua definitiva consacrazione nel romanzo in versi
La tenda eterea. Quando le viene fatto un cenno, si avvicina al leggio con una pola di fogli in mano: una donna minuta, molto più minuta di quanto ci si sarebbe aspettato.
Olivier Guez – Le rivoluzioni di Jacques Koskas (La Nave di Teseo, 1 settembre)
La Nave propone l’esordio dello scrittore francese, da noi conosciuto soprattutto, credo, per La scomparsa di Josef Mengele.
Nel libro troviamo un personaggio anti-eroe/eroe, donnaiolo, bugiardo, vagamente “impostore”; che lo ha fatto accostare a classici del romanzo sul “malessere esistenziale isterico e scapigliato” come Roth e Bellow (e anche Woody Allen).
In effetti personaggi e umorismo ebrei non sembrano mancare, ma lo stile mi pare meno ricco rispetto agli eccellenti riferimenti (e, intendiamoci, è normale).
Quoziente lista: 6 su 10
Estratto: Scompartimento deserto. Jacques allestì sullo skai arancione il buffet che aveva preparato per la fine dell’Espiazione.
Zuppa di pesce di scoglio, capretto arrosto al garum e aceto, rafano bollito, pane di frumento, una lattina di idromele e una boccetta di vino bianco odorifero. Attirato dal profumo, suo cognato Guibor era venuto ad assistere alla preparazione di quegli strani piatti - Claire Koskas era ai fornelli sotto l’occhio vigile del figlio – e gli aveva chiesto se si fosse dato alla gastronomia molecolare.
Douglas Stuart – John figlio di John (Mondadori, 1 settembre)
Il nuovo romanzo di Douglas Stuart, scrittore scozzese che con Storia di Shuggie Bain aveva vinto il Booker Prize 2020, oltre a, come si suol dire, mettere d’accordo pubblico e critica.
Anche qui lo scrittore utilizza una solida e riconoscibile ambientazione scozzese “povera” (in questo caso contadina, sulle isole Ebridi) e l' autobiografica elaborazione del tema dell’omosessualità – se in Shuggie Bain nel contesto del rude machismo proletario, qui in nel rapporto del protagonista col padre allevatore e religioso (l'altro John del titolo).
Quoziente lista: 7 su 10
Vincenzo Latronico – Una splendida rovina (Einaudi, 1 settembre)
Latronico è un po’ tra le eterne shooting star della nostra letteratura – ancora forse non completamente luminosa e lanciata nelle galassie nonostante il riconoscimento internazionale di Le perfezioni. Io mi ero fermato al non del tutto riuscito La cospirazione delle colombe, ma forse è ingiusto perché era ai tempi autore ancora giovane, quasi esordiente.
Questa sembra essere una storia di tarda formazione o fuga forse più disperata che picaresca, i protagonisti, in cerca di una svolta, si trovano in Francia e poi continuano il loro viaggio più a Nord, facendo cose che potrebbero richiamare da una parte Desiati e dall’altra De Carlo, il che, mi rendo conto, sotto certi aspetti non pare un gran viatico. A dire il vero neanche l’incipit, ma insomma, "presto per giudicare”.
Quoziente lista: 5 su 10
Incipit: È quasi tutto quasi vero. Il quadro generale se non altro lo è. Sognavamo davvero una vita diversa, come tutti, e per trovarla abbiamo davvero comprato un’enorme rovina nella campagna della ex DDR. Questi sono fatti, verità documentate.
Ma nelle intercapedini fra i fatti trovano spazio ipotesi e interpretazioni, e i fatti stessi si distorcono per smemoratezza o pigrizia, e il tutto si sedimenta col tempo sino a risultare indistinguibile dalla verità.
Siri Hustvedt - Storie di fantasmi (Einaudi, 1 settembre)
Il memoir della Hustvedt sulla sua vita con Paul Auster, scritto, anzi composto dopo la sua morte: composto perché consta anche di biglietti, lettere, pagine di diario, fonti "dirette" diciamo, su cui la scrittrice costruisce il suo ricordo. E comprende anche le lettere che Auster scrisse al nipotino appena nato. Operazione rischiosa, e sono curioso di capire come la Hustvedt l'abbia risolta.
Quoziente lista: 7 su 10
Giovanni Pascoli – Canti di Castelvecchio (Einaudi, 1 settembre)
Edizione “di lusso” e con nuovo commento di Nadia Ebani per un classico indiscusso della nostra poesia e della letteratura tutta. La collana è di quelle di punta: La nuova raccolta di classici italiani annotati.
Prezzo da strenna natalizia.
Quoziente lista: 8 su 10
Buongiorno, per Settembre mi permetto di segnalare anche "L'osceno uccello della notte" di Josè Donoso, in uscita per Feltrinelli - e anche "La mappa bruciata" di Kobo Abe, in uscita per Mondadori
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