LIBRI IN USCITA
C’è voluto un po' per far arrivare in Italia il libro vincitore del Premio Pulitzer per la narrativa nel 2024. Immagino una questione di priorità editoriali.
Come curiosità aggiuntiva, faccio notare che ha lo stesso titolo italiano del vincitore del 2021, di Louise Erdrich, mentre in inglese i rispettivi titoli sono Night Watch - questo, e The Night Watchman - la Erdrich.
Va bene: sembra o meglio è un romanzo storico ambientato alla fine della guerra di secessione, in cui due personaggi, madre e figlia, si ritrovano ospiti di un manicomio (e qui entra in gioco il guardiano del titolo).
Dalle recensioni si evince l'alternanza dei punti di vista,, il che potrebbe far pensare a Faulkner (e forse anche l’ambientazione in qualche modo claustrofobica e il tema della follia o della menomazione mentale).
Quoziente lista: 6 su 10.
Incipit: Salii sul carro scoperto e Papà mi sistemò sul sedile accanto alla mamma.
“Tienila per mano” mi disse, “come piace a lei. Stai attaccata a lei e tienila ferma.”
Lo vidi chinarsi e legare con una corda la caviglia della mamma alla sua.
Avevo caldo perché mi aveva fatto indossare la cuffia, per proteggere la pelle ed evitare che mi venissero le rughe intorno agli occhi, caso mai un giorno fossi diventata qualcuno.
Tommaso Landolfi – Un amore del nostro tempo (Adelphi, 11 settembre)
Torna, o meglio viene pubblicato in edizione tascabile, un romanzo di un grande scrittore, che non ne ha scritti tanti.
È la storia di un incesto (magari quello già immaginato da Musil, da cui credo in effetti provenga l'ispirazione primigenia) ed è stato ampiamente lodato da Giuseppe Pontiggia, ma ai tempi non da tutti i critici.
Quoziente lista: 9 su 10
Jean Echenoz – Bristol (Adelphi, 11 settembre)
Echenoz è scrittore francese di grande raffinatezza, sintetico (la sua dimensione ideale è la novella, il romanzo breve) e decisamente adelphiano, seppure i suoi inizi in Italia siano stati con Mondadori ed Einaudi).
Questa è la storia di un regista, Bristol è il cognome, un po’ irregolare e forse fallito, e diventa probabilmente un modo di parlare dell’arte e dei suoi demiurghi (troviamo tra i personaggi anche una scrittrice di best-seller “romance”) e il sogno di produrre opere più grandi della vita.
Quoziente lista: 8 su 10
Incipit: Bristol è appena uscito dal suo palazzo quando il corpo di un uomo nudo piomba dall'alto sfracellandosi a otto metri da lui.
Senza prestarvi attenzione, Bristol si dirige spedito verso la Senna. È autunno, di primo mattino, molto presto per lui, troppo fresco per la stagione, le nove e dieci e sei gradi Celsius.
Fabrizia Ramondino – Passaggio a Trieste (Einaudi, 8 settembre)
Riedizione del reportage triestino di Fabrizia Ramondino, il racconto della sua esperienza - non come paziente - in un centro per la salute mentale delle donne, eredità di Franco Basaglia.
Ne viene fuori un diario, un reportage narrativo, di grande fascino sia per l’argomento che per quello che ci aspettiamo da sguardo e stile della Ramondino.
Quoziente lista: 7 su 10
Giovanni Comisso – Il bello chiama il bello (La Nave di Teseo, 11 settembre)
Raccolti per la prima volta gli scritti sull'arte di Comisso, dalla produzione giovanile a quella giornalistica della maturità, in particolare concentrata su alcuni compagni di viaggio (nel mondo della pittura e scultura) novecenteschi.
Quoziente lista: n.d.
Nello Biedermann – I Lázár (Guanda, 8 settembre)
Attenzione attenzione, se la stampa descrive comunemente questo libro, questa saga familiare storica, da uno scrittore svizzero giovanissimo, come “i Buddenbrook della Generazione Z”. Perché con le iperboli bisogna andare cauti, per evitare la delusione.
Ovviamente a un giovane scrittore tanto ambizioso può essere data fiducia e simpatia, e magari un po’ meno ai pareri di Due Lipa e Patti Smith.
Qualche differenza con Mann c’è, in partenza: mi pare prevalgano qui il magico e il fiabesco, e se lo stile classico era per lo scrittore tedesco naturale, era insomma lo stile dei tempi, qui qui è una precisa scelta di registro. Il libro rimane potenzialmente, ma con un po’ di prudenza.
Quoziente lista: 6 su 10
Incipit: Ai margini dell’oscuro bosco c’era ancora la neve del secolo defunto, quando Lajos von Lázár, il bambino trasparente dagli occhi azzurri come il mare, intravide per la prima volta l’uomo che, a lungo anche dopo la sua morte, avrebbe creduto essere suo padre.
Rosa Matteucci – Svizzera. Il tempo è galantuomo (Humboldt Books, 9 settembre)
Nella bella collana “geografica” di Humboldt Books, qui con le fotografie di Louis De Belle, uno scritto della attivissima e molto brava Rosa Matteucci (in due anni scarsi un romanzo, una novella e adesso questo) in visita ai cimiteri svizzeri, in particolare alle tombe illustri (come Rilke e Jung).
Quoziente lista: 9 su 10
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