LIBRI IN ARRIVO
Professor Borges. Lezioni di letteratura inglese (Adelphi, 7 luglio)
In nuova traduzione di Ilda Carmignani e con titolo originale “restaurato” tornano in Italia le lezioni di letteratura inglese (alcune di esse) che Borges aveva tenuto nell’ambito del suo incarico all'Università di Buenos Aires. Per la cronaca l’edizione precedente, di Einaudi, era stata intitolata La biblioteca inglese. Lezioni sulla letteratura.
Credo da prendere e conservare accanto ai rispettivi Nabokov, sempre di Adelphi, seppure l'approccio didattico dei due sia, pernsabilmente, molto differente.
Quoziente lista: 8 su 10
Sheila Heti – Diari alfabetici (Il Saggiatore, 10 luglio)
Il Saggiatore si è preso, tra gli altri, il compito di portare in Italia molte cose sperimentali che escono in particolare nei mercati anglofoni (pensiamo a ilmistero.doc di Matthew McIntosh) ed ecco ora un'altra “Incursione” in questi territori.
Forse il nome della scrittrice (canadese) non dice molto, ma è pubblicata da tempo in Italia e il suo libro più conosciuto credo sia La persona ideale, come dovrebbe essere?, uscito per Sellerio.
Con questo nuovo, la Heti vuole ripensare il concetto di diaristica, prendendo il proprio (o UN proprio) diario, togliendo le date e riordinandolo in ordine alfabetico di lettera iniziale di ogni frase, devastandone quindi la cronologia (la cosa peraltro non è nuova, non è un diario ma funziona così In balia di una sorte avversa, di B.S. Johnson) e forse il senso. Credo si capisca meglio leggendo l’incipit e complimenti a Federica Aceto per lo sforzo traduttorio.
Interessante e ovviamente da vedere bene (non tutto ciò che è sperimentale poi funziona nella pratica).
Quoziente lista: 7 su 10.
Incipit: A corto di soldi. A cosa porta tutto questo? A furia di piangere mi è venuto il mal di testa. A Lars non interessa affatto diventare il tuo compagno o tuo marito, ma proprio per niente.
Michele Prisco – Una spirale di nebbia (Utopia, 10 luglio)
Utopia si sta, tra le altre cose, specializzando nella riproposta mirata di autori italiani importanti ma un po’ dimenticati, dopo Bontempelli, Ottieri e Scanziani, ora Michele Prisco, qui con Una spirale di nebbia, libro che nel 1966 vinse il Premio Strega.
Direi che è un romanzo di interni, forse quello che si chiama romanzo borghese e che ai tempi aveva senso e ce l’ha anche ora, ma ci piace dire sia sorpassato.
Lo stile mi pare prezioso, con qualche tocco di gradevole inattuale (vedi incipit).
Quoziente lista: 7 su 10
Incipit: Il fatto era questo: che gli uomini riuniti per quel sopralluogo, poco meno d’una decina, avevano tutti le facce giallastre, lui compreso magari.
Non pallide, propriamente, piuttosto soffuse da un cereo madore che forse derivava solo da un giuoco di luce: come se la loro pelle, si trovò più tardi a pensare nel tentativo di spiegarsi questa curiosa impressione, si stesse a poco a poco impregnando di tutto il livido scolorito chiarore di quella mattinata sospeso per aria come una specie di fosforescenza.
Jim Harrison – Un pranzo da re. Avventure di un gourmand vagabondo (Settecolori, 8 luglio)
Diavolacci di Settecolori: prendono un autore come Jim Harrison, grande cantore di un’America minore e quasi western (esempi, purtroppo fuori commercio, Dalva e Ritorno sulla terra) e ne pubblicano un atipico (per chi è abituato a vederlo come narratore) libro di saggi gastronomici ma non solo: direi saggi sulla gioia di vivere, il cibo, l’alcol, l’amicizia, la letteratura.
Sicuramente intrigante.
Quoziente lista: 8 su 10
Il Saggiatore si è preso, tra gli altri, il compito di portare in Italia molte cose sperimentali che escono in particolare nei mercati anglofoni (pensiamo a ilmistero.doc di Matthew McIntosh) ed ecco ora un'altra “Incursione” in questi territori.
Forse il nome della scrittrice (canadese) non dice molto, ma è pubblicata da tempo in Italia e il suo libro più conosciuto credo sia La persona ideale, come dovrebbe essere?, uscito per Sellerio.
Con questo nuovo, la Heti vuole ripensare il concetto di diaristica, prendendo il proprio (o UN proprio) diario, togliendo le date e riordinandolo in ordine alfabetico di lettera iniziale di ogni frase, devastandone quindi la cronologia (la cosa peraltro non è nuova, non è un diario ma funziona così In balia di una sorte avversa, di B.S. Johnson) e forse il senso. Credo si capisca meglio leggendo l’incipit e complimenti a Federica Aceto per lo sforzo traduttorio.
Interessante e ovviamente da vedere bene (non tutto ciò che è sperimentale poi funziona nella pratica).
Quoziente lista: 7 su 10.
Incipit: A corto di soldi. A cosa porta tutto questo? A furia di piangere mi è venuto il mal di testa. A Lars non interessa affatto diventare il tuo compagno o tuo marito, ma proprio per niente.
Michele Prisco – Una spirale di nebbia (Utopia, 10 luglio)
Utopia si sta, tra le altre cose, specializzando nella riproposta mirata di autori italiani importanti ma un po’ dimenticati, dopo Bontempelli, Ottieri e Scanziani, ora Michele Prisco, qui con Una spirale di nebbia, libro che nel 1966 vinse il Premio Strega.
Direi che è un romanzo di interni, forse quello che si chiama romanzo borghese e che ai tempi aveva senso e ce l’ha anche ora, ma ci piace dire sia sorpassato.
Lo stile mi pare prezioso, con qualche tocco di gradevole inattuale (vedi incipit).
Quoziente lista: 7 su 10
Incipit: Il fatto era questo: che gli uomini riuniti per quel sopralluogo, poco meno d’una decina, avevano tutti le facce giallastre, lui compreso magari.
Non pallide, propriamente, piuttosto soffuse da un cereo madore che forse derivava solo da un giuoco di luce: come se la loro pelle, si trovò più tardi a pensare nel tentativo di spiegarsi questa curiosa impressione, si stesse a poco a poco impregnando di tutto il livido scolorito chiarore di quella mattinata sospeso per aria come una specie di fosforescenza.
Jim Harrison – Un pranzo da re. Avventure di un gourmand vagabondo (Settecolori, 8 luglio)
Diavolacci di Settecolori: prendono un autore come Jim Harrison, grande cantore di un’America minore e quasi western (esempi, purtroppo fuori commercio, Dalva e Ritorno sulla terra) e ne pubblicano un atipico (per chi è abituato a vederlo come narratore) libro di saggi gastronomici ma non solo: direi saggi sulla gioia di vivere, il cibo, l’alcol, l’amicizia, la letteratura.
Sicuramente intrigante.
Quoziente lista: 8 su 10
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