LIBRI IN USCITA
Emmanuel Carrère – Kolchoz (Adelphi, 5 maggio)
Sapete già tutto o quasi: il “Memoir della madre” di Carrère, allo stesso tempo saga familiare che partendo dalla discendenza della genitrice va in profondità della storia russa del novecento, seppure, penso, prevalgano gli aspetti legati alla famiglia e il ritratto della madre stessa.
Va detto: siamo stati forse saturati da memoir di madre, nonni, famiglia, ma Carrère è o potrebbe essere un’altra cosa, dimostrazione probabile di come alla fine stile, visione e voce prevalgano sul resto, o più realisticamente, di come uno scrittore bravo nobiliti la materia anche quando (ormai) hai l'impressione di aver letto tutto.
Quoziente lista: 8 su 10.
Incipit: Il 3 ottobre 2023, cinquantanove giorni dopo la sua morte, nel cortile d’onore degli Invalides viene reso a nostra madre un omaggio nazionale.
Bandiere, uniformi, controspalline, decorazioni. L’orchestra della Guardia repubblicana suona, molto bene, l’andante della sinfonia Jupiter e, per la
parte russa, la Serenata di Cajkovskij.
Interessante riproposta di un libro che ai tempi (1990) aveva vinto il Premio Commisso, per un’autrice che era di quelle, appunto, "da premio".
È quindi l'invito alla riscoporta di una scrittrice direi dimenticata e che magari, vivesse nei nostri tempi, avrebbe ancora motivi per essere letta e apprezzata (non so: i ritratti femminili, il suo stesso personaggio di scrittrice e fotografa/reporter).
Qui, una storia di un rapporto madre/figlia che potrebbe ricordare alla lontana (e senza grottesco/satirico) Cuore di mamma di Rosa Matteucci. L'incipit, sotto riportato, mi pare accattivante.
Quoziente lista: 6 su 10.
Incipit: Da quando mia madre è morta ho ripreso ad amare le domeniche: mi piace svegliarmi nella mia stanza chiara, aprire gli occhi pian piano
Constatando di non avere più sonno, guardare la luce che filtra attraverso le tende leggere e ancor più tra i ricami che le guarniscono; oppure,
se è piena estate, sentirmi avvolta dalla penombra delle stuoie poste oltre i vetri splanacati.
Liz Moore – Le canzoni di New York (NN, 5 maggio)
L’esordio della Moore, scrittrice su cui NN sta puntando molto.Mi pare che i due libri con cui si è affermata, I cieli di Philadelphi e Il dio dei boschi, abbiano modi e contenuti che li accostano al mondo crime/giallo, seppur non solo strettamente legati al genere.
Questo mi pare invece un romanzo “puro” (se così possiamo dire), un intreccio di storie ambientate nella scena musicale di New York (un po’ come alcune storie di Il tempo è un bastardo della Egan).
Quoziente lista: 5 su 10. Nonostante questo sia l’esordio, mi chiedo se sia meglio iniziare dai “crime”?
Federico De Roberto/Luigi Albertini – La dolce e grata amicizia (La Nave di Teseo, 8 maggio)
La fascinazione per gli epistolari: qui quello tra De Roberto – scrittore, e Albertini – giornalista, storico direttore del Corriere della Sera.
Una discussione tra amici, uomini di cultura e spiriti affini, che spazia da argomenti letterari fino al sentire politico dell’epoca.
Un “documento” accompagnato da un’attenta curatela e un opportuno apparato iconografico.
Quoziente lista: 6 su 10.
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