LIBRI
Kiran Desai – La solitudine di Sonia e Sunny (Adelphi, 21 maggio)
Uscita ragionevolmente importante, libro finalista del Booker Prize 2025 e terzo dell’autrice in 27 anni, produzione parca, un po’ come una Donna Tartt.
Si tratta di un romanzo ampio, che si muove tra continenti e personaggi, con richiami al primo libro e alla propria biografia (ma poi la storia prende una direzione autonoma).
Per amanti del grande romanzo tradizionale alla Dickens, ma con un piglio assolutamente moderno (tutte impressioni che ho ricevuto vedendo la presentazione a Torino e per come lo ha descritto Peter Cameron, che ha dialogato con lei).
Quoziente lista: 9 su 10
Incipit: Il sole era ancora sommerso dalle tenebre invernali quando Ba, Dadaji e la figlia Mina Foi, stringendosi negli scialli, spuntarono sulla veranda per bere il tè e decidere, procedendo per nette esclusioni, cosa avrebbero mangiato nel corso della giornata. Il cuoco doveva ricevere gli ordini all’ora della colazione in modo da poter andare subito al mercato.
Susan Choi – Flashlight. Una torcia nella notte (Mondadori, 12 maggio)
Altro romanzo finalista al Booker Prize, per un’autrice che con il penultimo Esercizi di fiducia aveva vinto il National Book Award.
Per essere tanto “titolata” (la scrittrice), il libro mi pare uscito in una certa sordina, ma forse ero disattento.
Appare come una vicenda di “perdita” e smarrimento polifonica, con caratteri da saga familiare e un forte collegamento con la storia coreana recente.
Qualche critica (dai recensori anglofoni) per presunti eccessi di nozionismo storico.
Quoziente lista: 5 su 10
Mario Praz – Storia della letteratura inglese (La Nave di Teseo, 22 maggio)
Riedizione di uno dei miei testi sacri di riferimento. Lo consiglio a chi desidera una base affidabile e solida di orientamento nella letteratura inglese.
Quoziente lista: ce l’ho da tempo (in altra edizione, ovviamente)
Jonas Hassen Khemiri – Le sorelle (Einaudi, 19 maggio)
Torna uno scrittore svedese sempre molto interessante, anche se dopo il fulminante Tutto quello che non ricordo, il successivo La clausola del padre mi era sembrato meno convincente, più leggero
(che, intendiamoci, può in generale andare bene).
Khemiri è uno specialista delle dinamiche familiari e di parentela e questo romanzo, ampio, non fa eccezione: tre sorelle e un personaggio maschile che fa da “controcanto” o narratore interno, e naturalmente la Svezia e le sue dinamiche multietniche.
Quoziente lista: 8 su 10
Incipit: And so it was told che la storia delle Sorelle Mikkola era iniziata il 31 dicembre, l’ultimo giorno del millennio, mentre salivano in ascensore fino al quarto piano per festeggiare Capodanno al Mossutställingar, un coworking barra galleria d’arte gestito da Hella d’Ailly, che una volta era un’artista ma ormai era più che altro una curatrice barra organizzatrice di feste.
Valeria Luiselli – Principio metà fine (Einaudi, 12 maggio)
Non si giudica un libro dalla copertina e meno male, perché per questo primo libro di Valeria Luiselli, molto atteso, uscito per Einaudi, l’editore di Via Biancamano ha scelto una grafica un po’ tra Piccolo Principe e storie giapponesi di buoni sentimenti. Ma sono aspetti frivoli: con Archivio dei bambini perduti alla scrittrice messicana era riuscito un “colpo” di livello, un romanzo ampio e ambizioso, che si divertiva a mettere alla prova (come certamente hanno fatto altri prima di lei, chiaro) limiti e barriere della forma romanzesca.
Questo tentativo sembra poter continuare con il nuovo libro che unisce storia familiare, di quattro generazioni di donne, forma digressivo-riflessiva, aspetti quasi “on the road”, e spunti probabilmente autobiografici, confermando le ambizioni della Luiselli.
Quoziente lista: 10 su 10
Incipit: In principio erano una madre e una figlia. In seguito, più o meno a metà, arrivarono altre madri e altre figlie, e anche uomini, altre persone in generale. Ma per ora, ci siamo soltanto io e lei, e un raggio di sole che entra in camera da una fessura tra le tende fende l’aria densa di fumo e tocca il letto, disegna una linea incerta lungo le pieghe del lenzuolo dalle dita dei suoi piedi, per poi risalire le gambe, lo stomaco, il petto e il collo e disperdersi sul suo volto, con lei che dorme e io che le poggio la mano sulla fronte e la sveglio dolcemente.
Francesca Sanvitale – Madre e figlia (Nottetempo, 22 maggio)
nottetempo recupera, non so dire se nell'ambito di un’operazione più ampia sul catalogo della scrittrice, il secondo libro della Sanvitale, del 1980, un racconto (appunto) di madri, padri, figlie, svolte e solitudini, passato e memoria. Autrice sicuramente da “riscoprire” (come si suol dire) e un’occasione propizia.
Quoziente lista: 6 su 10
Incipit: Non so perché come luogo fermo del cuore ho inventato questo portone aperto, le colonne laterali corinzie nere dai secoli, l’arco barocco, la bassa cancellata interna.
Nell’arco ho dipinto in grigio vasi e piante. Mia madre è luminosa in questa penombra. Cammina nel fondo dell’androne verso la strada, supera l’arco, si ferma, torna minuscola nel cortile, viene avanti.
Felix Nesi – Gente di Timor (Utopia, 15 maggio)
Alla scoperta di “voci” interessanti e magari non ancora tradotte o conosciute in Italia, Utopia propone ora lo scrittore indonesiano Felix Nesi, con una vicenda che, partendo da spunti attuali, si confronta poi con la storia (movimentata, e non ne sapevo nulla) dell’Isola di Timor.
Quoziente lista: 6 su 10
Incipit: Un’ora prima che gli assassini attaccassero la casa di Martin Kabiti, la notte della finale della Coppa del Mondo, il sergente Ipi era andato a prenderlo con la sua moto.
Era una RX King a cui aveva modificato la marmitta, perché il motore rimbombasse fragorosamente vicino alle case dei poveri, facendo ululare i cani e volare i pipistrelli dalle cime dei fiori di cotone.
Laszlo Krasznahorkai – La sicurezza della nazione ungherese (Bompiani, 13 maggio)
Il Nobel a Krasznahorkai ha riportato in libreria il suo catalogo e forse accresciuto l’interesse per i due più recenti romanzi dell’ungherese, ovvero Panino non c’è più e questo La sicurezza della nazione ungherese. Quest’ultimo è del 2025, mentre Panino è di un anno precedente, ma Bompiani ha deciso di invertire la sequenza, traducendo per primo La sicurezza, mentre l’altro dovrebbe uscire in seguito, quest’anno o il prossimo. Il romanzo appena pubblicato sembra un classico “pamphlet” satirico-politico-grottesco alla Krasznahorkai che fa incontrare un amante di farfalle eccentrico e solitario e uno scrittore che sembra l’alter ego dell’autore stesso. Con Krasznahrokai la mia esperienza è che si tratti, sempre, di opere prendere o lasciare, io sono rimasto affascinato dalla prosa densa (che potrebbe addirittura sembrare involuta) e dal “teatro dell’assurdo” dei suoi romanzi, altri li troveranno privi di trama, di centratura, e inutilmente oscuri. Io prendo. Prendo. Prendo.
Quoziente lista: 10 su 10
Zadie Smith – Vivi e morti. Incontri, riflessioni, saggi (Sur, 6 maggio)
Raccolta di saggi, articoli, recensioni, interventi della Smith, dal 2018 ad oggi, su temi letterari ma non solo (o viceversa). Ho visto che c’è anche qualcosa su Amis.
Quoziente lista: 6 su 10 (un punto in più per Amis).
Sandro Veronesi – Caducità. Tutti i racconti (La Nave di Teseo, 12 maggio)
Conosciamo (o conosco) soprattutto il Veronesi romanziere; questa, con intento già quasi celebrativo, è la raccolta di tutti i suoi racconti, compreso Baci scagliati altrove (gli unici finora pubblicati in volume). Va da sé che gran parte del libro è costituito da racconti finora pubblicati in antologie o riviste, oltre a 3 inediti assoluti.
Sempre in tema di celebrazioni, la premessa (utile; comunque) è di Veronesi stesso.
Quoziente lista: 0 su 10 (non sono appassionato di Veronesi, ma per gli appassionati certamente il quoziente salirà).
Incipit del racconto Polmoni: Una volta Satana mi ha tentato. Una volta in tutta la mia vita si è accorto di me e mi ha tentato; con solennità e fatuità insieme, mi ha tentato – con innocenza, addirittura, o meglio con una malvagità terminale travestita da innocenza.
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