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LIBRI E RECENSIONI: ROSA MATTEUCCI - CARTAGLORIA

RICERCA E VOCAZIONE

Cartagloria

A volte, parlando di letteratura (ma probabilmente di ogni cosa), capita di usare categorie piuttosto trite ma che contengono aspetti di verità. Ne raccolgo una piuttosto frequente e a cui appunto non manca un appiglio alla realtà: la lingua della letteratura italiana contemporanea sta vivendo una standardizzazione che la rende spesso anodina e addomesticata. 
Ma, alla fine, se le ripeti troppo spesso come a volerle far diventare assolute, di queste verità trite la letteratura si fa beffe, e risponde ad esempio con una lingua, una voce, come quella di Rosa Matteucci (in generale) e del suo ultimo romanzo Cartagloria, in particolare.
Questo è un libro che si ricollega al versante autobiografico della narrativa dell'autrice, quello da cui derivano Costellazione familiare e Tutta mio padre. Come in quest'ultimo, troviamo programmaticamente in copertina una foto dell'autrice. 
Ma si collega anche al versante "rabdomantico", la ricerca di un senso religioso o più profondo nella vita terrena, con romanzi come Lourdes e India per signorine. Quello di Rosa Matteucci sembra essere una sorta di Grande e Unico Testo della vita, che declina di volta in volta un parente, un aspetto, un'ossessione, un'esperienza, e lo fa con una visione allo stesso tempo ironica e dolente, partecipata, ma con un dramma che viene disinnescato dall'autoironia sempre pronta all'agguato della rovente materia.
In Cartagloria, l'autrice o il suo alter-ego reagisce a uno choc infantile e cerca la religione o la trascendenza più adatta a sé, la cerca in Italia, in Francia, in India, in chiese o semplici case adibite a luoghi di culto, al chiuso dei conventi o all'aperto fangoso delle rive del Gange. Il vuoto di senso provocato dal trauma bambino deve essere riempito da un pieno divino, altrimenti il rischio sembra essere il vuoto stesso della vita o l'impossibilità di cogliersi pienamente come essere umano. Eppure vive in queste pagine un io (un personaggio) riottoso e sempre pronto al rovesciamento ironico, e in effetti questo è un libro in cui spesso si sorride e si ride ("con" e non necessariamente "del" personaggio). 
Questa storia per certi versi quasi picaresca, vagolante, talvolta (in certi intarsi onirici) magica, abbisogna di una lingua come quella di cui parlavo inizialmente: pastosa, fantasiosa, creativa, che mescola alto, qualche arcaismo, parole-non-standard (quelle che vai a cercare sul vocabolario, per intenderci), citazioni, in un tutto dove a guidare è comunque lo sguardo della donna e scrittrice di oggi, a dimostrare che un romanzo del 2026 per essere al passo coi tempi non deve per forza usare la paratassi e (appunto) standardizzare lo stile.

Divertimento nel dramma, contrappunto ironico, lingua preziosa ma non per questo astrusa o implosa su se stessa: queste le tre caratteristiche principali di Cartagloria e della prosa di Rosa Matteucci. Un libro che stupisce (magari meno se si conoscono i precedenti - è un complimento), e per i motivi meno scontati.

Voto: 7.67

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Informazioni sul libro
Rosa Matteucci - Cartagloria
Ed. Adelphi 2026
153 pag.
Attualmente in commercio
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