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LIBRI IN USCITA A FINE MARZO. RUSHDIE, WEIL, ENARD, JAUFFRET, PERISIC

LIBRI IN USCITA

Salman Rushdie – L’undicesima ora. Un quintetto di storie (Mondadori, 24 marzo)

Salman Rushdie

Primo libro di fiction di Rushdie dopo l’attentato, si tratta di cinque racconti attorno al tema della morte, mi pare con diversi registri e modi, dal realismo, al surreale, al magico.
Non tutte le recensioni lette rappresentavano un quadro completamente positivo. 
Quoziente lista: 5 su 10
Estratto: Il giorno in cui Junior cadde iniziò come qualunque altro giorno: l’esplosione di calore che increspava l’aria, il sole strombazzante, le ondate impetuose del traffico, i canti di preghiera in lontananza, la scadente colonna sonora di un film che saliva dal piano di sotto, le spinte pelviche di una danza bollywoodiana sul televisore di un bambino;

Jiri Weil – Una vita con la stella (Einaudi, 24 marzo)
Einaudi nella sua collana “Letture” continua a proporre e riproporre classici dell’olocausto, in questo caso del ceco Jiri Weil, in un libro che promette una versione della tragedia meno memorialistica, più romanzata e in qualche modo con tocchi di tragico/surreale.
Quoziente lista: 7 su 10.
 
Regis Jauffret – Microfictions (Mondadori, 24 marzo)
La segnalazione di un libro già edito qualche anno fa per Clichy vale soprattutto per sottolinearne la riproposta in Oscar Mondadori, con un’operazione di joint-venture (editore indipendente, collana tascabile di grande editore) mi pare già sperimentata in altri casi.
Non so se il libro abbia rivoluzionato l’idea del racconto (si veda il titolo: ovviamente l’idea è quella delle storie brevissime, dei frammenti compiuti) ma certamente questa “Nuova” forma ha fatto parlare di sé e la scelta di Mondadori ne sancisce diciamo lo status da classico moderno.
Quoziente lista: ce l’ho in Clichy
 
Mathias Enard – Malinconia dei confini. Nord (e/o, 25 marzo)
Una nuova tetralogia di Enard, un “atlante” che copre i quattro punti cardinali, tra romanzo, autofiction e andamento saggistico. Fatto da Enard, direi che lo accetto: qui il Nord con una storia che si apre e si svolge a Berlino e un atteggiamento che sembra prediligere la riflessione all’azione (ma lo vedremo).
Quoziente lista: 8 su 10
Estratto: Non lontano da Berlino, uscendo dalla clinica dove eravamo andati a trovare E., mentre scendeva la sera (cielo viola, feroce, percorso da ombre e dal fremito dei pioppi) e camminavamo verso la stazione, un po’intontiti dalla tristezza per aver lasciato E. nel suo letto di ospedale, nel lungo inverno dov’era reclusa, mi tornò in mente un verso di Blanca Varela “Là dove tutto finisce, apri le ali”.
 
Robert Perisic – Il nostro uomo sul campo (Bottega Errante, 25 marzo)
Ogni volta che vedo il nome Perisic, devo “rompere” sul fatto che è uno scrittore europeo davvero interessante, tra le maggiori voci tra quelli (diciamo) non ancora molto conosciuti, e richiamo la mia lettura di I prodigi della città di N.
Qui viene riproposto il suo romanzo di esordio, già pubblicato da Zandonai. Il libro parte da una sorta di “equivoco” che porta uno dei personaggi a diventare corrispondente di guerra dall’Iraq. Mi aspetto intelligenza, riflessioni acute e sguardo ironico sulle cose balcaniche dei tempi.
Quoziente lista: 10 su 10.
Incipit: Non era Capodanno, ma fa niente. Entro nell’appartamento con le mani piene di borse di plastica e, dalla porta, aggiungo con voce stentorea “Arriva Babbo Natale!”.
“Ooooh?” si copre con la mano, fingendosi sorpresa.

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