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LIBRI IN USCITA A FINE FEBBRAIO. REZA, FALCO, JAMES, YATES, AMIS, HUNTER

LIBRI IN USCITA

Yasmina Reza - Da nessuna parte (Adelphi, 24 febbraio)

Yasmina Reza

Interessante operazione di Adelphi, che propone in forma unica due dei primi libri di Yasmina Reza, in particolare Da nessuna parte, del 2005, che dà il titolo al volume e qui nella stessa traduzione di Anna Morpurgo per la precedente edizione Archinto, e l'esordio Hammerklavier, del 1997, in questo caso ritradotto da Daniela Salomoni (la prima edizione italiana era pure stata di Archinto).
Si tratta di una Reza autobiografica e bozzettistica, in entrambi i brevi testi (parliamo di 150 pagine circa in tutto), seppure Hammerklavier sia considerato un romanzo e in quanto tale abbia ricevuto all'uscita il prestigioso Premio dell'Accademia Francese.
Quoziente lista: 6 su 10.
Incipit (Da nessuna parte): Non conosco le lingue, nessuna lingua, di mio padre, mia madre, dei miei antenati, non riconosco né terra né albero, nessun suolo è stato il mio come quando si dice io vengo da lì, non esiste un suolo in cui potrei provare la brutale nostalgia dell'infanzia, né un suolo in cui scrivere chi sono, non so di quale linfa mi sono nutrita, la parola natale non esiste, né la parola esilio, una parola che pure credo di conoscere ma è falso, non conosco musica degli inizi, canzoni, ninnenanne, quando i miei figli erano piccoli li cullavo in una lingua inventata.

Lew Hunter, Meg Gifford - Sceneggiatura senza veli. Ventidue scrittori da Oscar raccontano i loro segreti (Minimum Fax, 27 febbraio)
Dallo sceneggiatore (e insegnante di sceneggiatura) Lew Hunter, una raccolta di interviste ad altri sceneggiatori del cinema americano, tra cui Coppola, Billy Wilder, Oliver Stone, Eric Roth e altri 18. Sono quasi 700 pagine, quindi si configura quasi come un vero e proprio "manuale" dinamico sull'arte di scrivere per il grande o piccolo schermo.
Quoziente lista: 5 su 10.

Henry James - Ormai non poteva succedere più nulla. Taccuini (Adelphi, 27 febbraio)
Tornano in libreria i taccuini di James, già pubblicati da Theoria a metà anni ottanta, qui con la medesima traduzione (di Ottavio Fatica), rivista e migliorata per l'occasione. Quasi seicento pagine che, immagino, consentono di entrare nella vita ma soprattutto nella "bottega" narrativa dello scrittore.
Quoziente lista: 7 su 10.

Marilena Saracino - La "zona di interesse" di Martin Amis. Genealogia di un capolavoro (Carocci, 28 febbraio)
Ho rizzato le antenne vedendo quello che penso sia il primo titolo di critica in italiano completamente dedicato a Martin Amis, e in particolare a uno dei suoi ultimi (e più bei) libri. L'autrice, Marilena Saracino, è anglista dell'Università di Chieti/Pescara.
Testo dal carattere spiccatamente universitario, ma imperdibile per gli amis-siani.
Quoziente lista: 10 su 10.

Seymour Lawrence (a cura di) - Richard Yates. Un classico americano. Diciannove omaggi (Minimum Fax, 27 febbraio)
Nel centenario della nascita di Yates, Minimum Fax pubblica questo piccolo libro-omaggio (una sessantina di pagine) a cura del suo scopritore, mentore ed editore Seymour Lawrence, con diciannove scritti e testimonianze (tra gli altri Vonnegut, Mary Robinson, Dubus) di chi ha conosciuto e stimato lo scrittore newyorkese. Il libro è stato pubblicato in originale dopo la morte di Yates e pubblicato in edizione limitata, paradossalmente è quindi una rarità nel mercato anglosassone, ma non (più) nel nostro.
Quoziente lista: 4 su 10.

Giorgio Falco - Di ora in ora (Einaudi, 26 febbraio)
Falco è a mio modo di vedere uno degli scrittori italiani più interessanti in circolazione, seppure nelle sue opere più autobiografiche, in particolare Ipotesi di una sconfitta, emerga una visione della vita per me molto sconfortante,e tutto questo nonostante il mio impegni a distinguere il piano diciamo estetico (e dove i contenuti valgono per come vengono espressi e portati) da quello puramente contenutistico-politico-ideologico. In altri termini, il libro era bello ma mi aveva fatto incazzare per il cupo e lamentoso rifiuto del mondo del lavoro (direi un rifiuto radicale, tout court).
Non importa, ma anche questa nuova opera appare autobiografica (tra i temi della vita, direi che qui spicca quello della fotografia), per cui devo capire come rapportarmici.
Quoziente lista: 6 su 10.
Incipit: Il tentativo proseguiva da secoli. Era la fine del pomeriggio, preludio di un lunghissimo tramonto. Gli uomini entravano in acqua, formavano la piramide umana intorno a un palo di legno conficcato dentro il fondale. Uno di loro si arrampicava sul palo alto dieci metri e unto di grasso: doveva raggiungere l'estremità e agguantare i premi appesi alla giostra metallica.

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