LIBRI IN USCITA
Francesco Pecoraro – La fine del mondo (Ponte alle Grazie, 20 febbraio)
In un mondo giusto, attento, a-valutativo (nei confronti di caratteristiche dello scrittore che non siano puramente letterarie) ci sarebbe molta attenzione per il nuovo romanzo di Francesco Pecoraro, secondo me uno dei migliori scrittori italiani contemporanei in giro.
Il libro sembra ripartire da dove Pecoraro si era interrotto prima di Solo vera è l’estate, ovvero dal suo classico registro tra autobiografia e invettiva, che emergeva forte nel bel Lo stradone.
Ovviamente, oltre al “solito” personaggio che potrebbe rispecchiare l’autore, Roma ha una parte importante nella narrazione. E già dal titolo si presume la presenza di una prossima apocalisse.
Quoziente lista: obbligatorio.
Ovviamente, oltre al “solito” personaggio che potrebbe rispecchiare l’autore, Roma ha una parte importante nella narrazione. E già dal titolo si presume la presenza di una prossima apocalisse.
Quoziente lista: obbligatorio.
Incipit: Fu più o meno quando si smise di parlare di natura e del riscaldamento climatico e di eventi estremi come di una colpa nostra e si cominciò a parlare di guerra totale e di come difendersi dagli eventi estremi e dai missili ipersonici e super-ultrasonici---si sapeva che servivano missili antimissile, intercettori più veloci dei superveloci in arrivo--- (continua. La prima frase occupa quattro pagine dell’edizione e-book prima di arrivare a punto. N.d.Rec.)
Peter Heller- Burn (Clichy, 18 febbraio)
Heller è uno scrittore statunitense pubblicato in Italia passando da un editore all'altro senza un reale “posizionamento” (tanto che sono andato a controllare non ci fossero omonimie). Questo Burn, del 2024, è solo uno dei due suoi libri previsti in italiano quest’anno (l’altro è Le stelle del cane, a luglio per Bompiani), e sembra muoversi in territori on-the-road/gothic/apocalittici che hanno fatto richiamare il nome di McCarthy (cosa che lo stile ritmato e paratattico può giustificare, se però pensiamo a La strada e non ad altri romanzi del nostro). Altro motivo di interesse: un gancio alla realtà statunitense dei tempi nostri.
Quoziente lista: 5 su 10
Firat Ceweri – Lehi (Calamaro, 16 febbraio)
Per motivi storico/geopolitici complessi da spiegare in poche righe, la letteratura in lingua curda è intanto poco praticata dagli scrittori curdi stessi (prevalgono il turco,l’arabo, le altre lingue europee, a seconda del paese di “esilio”, quando di esso si tratta) e certamente pochissimo tradotta in italiano.
L’editore Calamaro (Bologna) ha fatto in questo senso un’operazione pionieristica con due romanzi di Firat Ceweri, scrittore del Kurdistan emigrato in Svezia, forse (azzardo) uno dei non molti ad avere una diffusione internazionale.
Lehi è appunto il seguito di Il matto, la prostituta e lo scrittore, e sembra unire, come il precedente, spunti autobiografici e atmosfere surreali/oniriche, con un forte contenuto “politico” (lo scrittore torna in patria a presentare il suo libro). Lo stile, da quel non molto che si trova in giro, pare coerentemente evocativo e sognante.
Quoziente lista: 6 su 10
Rodolfo Walsh – Operazione massacro (Sur, 18 febbraio)
Riedizione ritradotta da Bruno Arpaia del reportage narrativo di Walsh, scrittore-desaparecido, originariamente pubblicato da Sellerio e poi da La Nuova Frontiera.
Il libro è uscito in prima edizione nel 1957, ed è quindi considerato un capostipite del filone investigativo/giornalistico/reportage che convenzionalmente si fa spesso iniziare con A sangue freddo di Truman Capote (che è però successivo).
Quoziente lista: 8 su 10 (a meno che non lo abbia già).
Incipit: La prima notizia sulle fucilazioni clandestine del giugno 1956 mi è arrivata per puro caso, alla fine di quell'anno, in un caffè di La Plata dove si giocava a scacchi, si parlava più di Keres o di Nimzowitsch che di Aramburu e Rojas, e l’unica manovra militare che godeva di una qualche rinomanza era l’attacco alla baionetta di Schlechter nella difesa siciliana. In quello stesso posto, una mezzanotte di sei mesi prima, ci aveva sorpreso la vicina sparatoria con cui era iniziato l’assalto al comando della Seconda Divisione e al Dipartimento di Polizia, durante la fallita rivoluzione di Valle.
Francis Ponge – Il sapone (Il Saggiatore, 20 febbraio)
Prima traduzione italiana per questa opera direi “ibrida” (probabilmente appartenente alle cosiddette scritture di ricerca) del poeta francese Francis Ponge (es. nella Bianca Einaudi troviamo Il partito preso delle cose). Ibrido perché mix di riflessioni, frammenti, squarci poetici, il tutto con lo spunto quasi perec-chiano di voler “esaurire” un oggetto quotidiano come il sapone del titolo.
Da poeta a poeta: traduzione di Michele Zaffarano.
Quoziente lista: 7 su 10
Dario Ferrari – L’idiota di famiglia (Sellerio, 17 febbraio)
Faccio una concessione al quasi-mainstream per Ferrari, che con il precedente La ricreazione è finita sembra essere piaciuto a tutti. Io non l’ho letto per mancanza di vero interesse (il che non vuol dire che il libro non sia interessante – non lo è per me).
Questo è ambientato nel mondo editoriale e ha toni nuovamente comico-satirici, e forse mi interessa anche meno (vedi considerazioni sopra). Però chi lo sa: magari lo riscopro in dieci anni.
Quoziente lista: 2 su 10
Incipit: La mia croce sono i calchi. Lo so che dovrei aspirare a un Avversario più decoroso, e invece, sarà che ormai più che nel mondo delle persone vivo in quello
delle parole, il mio cruccio è questo: le espressioni che ricalchiamo da una lingua straniera (anzi la lingua straniera, l’unica da cui sono colonizzate le nostre coscienze),
traducendole di peso, alla lettera e ignorando – magari a bella posta, per darci un tono internazionale – che ne esisterebbero di equivalenti in italiano.
Thomas Morris – Apriti (Sur, 18 febbraio)
Morris è uno scrittore irlandese, fondamentalmente di racconti, e della generazione millennial (è del 1986), in effetti troviamo nelle prime righe del “lancio” dell’editore il parere entusiasta di Sally Rooney. A leggere il lancio stesso, sembra che i cinque racconti si muovano tra realismo e fantastico-surreale (come Saunders? Non so, il paragone mi è venuto spontaneo), ad esempio troviamo un vampiro e anche un cavalluccio marino senziente. L’incipit, che posto sotto, può aiutare a inquadrare.
Quoziente lista: 5 su 10.
Incipit: Sono tre mesi dall'ultima volta che si sono visti, e Gareth si chiede se suo padre lo riconoscerà. Immagina sua madre al piano di sopra, seduta davanti allo specchio, che si allena a fare una certa espressione. Si chiede se stavolta il padre entrerà in casa. Pensa: se papà entra, il Galles perde.
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