LIBRI IN USCITA
Richard Flanagan – Domanda numero 7 (La Nave di Teseo, 23 gennaio)
Tutto si tiene: questo Domanda numero 7, dello scrittore australiano Richard Flanagan (Booker Prize nel 2014 con La strada stretta verso il profondo nord, recentemente ripubblicato da La Nave) ha vinto il maggior premio britannico per la non-fiction (il premio Baillie Gifford), ma viene presentato in Italia
(e non solo) come romanzo.
Lo dovremo scoprire da soli: mi pare di poter dire che si tratta di qualcosa di ibrido, dove Flanagan unisce riflessione quasi saggistica su grandi eventi, reportage storico-narrativo ed elementi dalla propria storia familiare. Credo sarà una delle mie prime “novità” da leggere di questo 2026.
Quoziente lista: 10 su 10
Incipit: Nell'inverno del 2012, contro ogni buon senso e per motivi che non avevano propriamente a che fare con la scrittura – per quanto io sostenessi il contrario – e che ancora adesso non mi sono chiari, andai in Giappone a vedere il luogo dove un tempo si trovava il campo di Ohama, in cui avevano internato mio padre.
Riedizione di questa affascinante raccolta di racconti triestini dello scrittore italiano-sloveno, con prefazione di Pietro Spirito. Lo immagino ideale prima di visitare la città friulana.
Quoziente lista: 7 su 10.
Incipit (primo racconto): Una lunghissima canna di cannone tesa verso il cielo che lentamente si oscurava in una tiepida serata primaverile, è uno dei miei ricordi delle passeggiate che facevo con mio padre da bambino. Io guardavo rapito oltre la grossolana recinzione a rete e mi chiedevo a cosa servisse.
Theodor Kallifatides – Madri e figli (Voland, 23 gennaio)
Grande scoperta o riscoperta italiana per lo scrittore greco-svedese (nato in Grecia, emigrato in Svezia, scrive in svedese): mentre Crocetti ha iniziato la traduzione della trilogia che inizia con Contadini e signori, ecco ora Voland con Madri e figli, che partendo da uno spunto memoir (l’autore torna nel paese natale a visitare la madre novantenne) assume poi la natura di una rivisitazione più ampia della storia e memoria familiari
Quoziente lista: 8 su 10, mi interessa anche la trilogia
Incipit: Da bambino credevo che sarei morto prima di mia madre, secondo il principio per cui l’albero sopravvive al suo frutto.
Col tempo ho capito il giusto o perlomeno naturale ordine delle cose, dopodiché ho dovuto confrontarmi con un nuovo problema: come potevo causarle un dolore così grande come la mia morte?
Gabriela Wiener – Atusparia (La Nuova Frontiera, 23 gennaio)
Dopo i buoni risultati di Sanguemisto, ecco tradotto in italiano il nuovo libro della peruviana Gabriela Wiener, un romanzo distopico ben radicato nella storia “politica” dell’America Latina (politica vera e propria e politica in termini di rapporti di potere, relazione con il passato e le radici, eccetera).
Lo stile della Wiener, lo sappiamo, è espressivo e composito, sicuramente sudamericano ma senza troppe escrescenze di realismo magico (e quando c’è, sembra quello più crudo e cupo)
Quoziente lista: 7 su 10
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