UNA VITA (COME TANTE)
Conoscevo David Szalay da Turbolenze, che nasceva come raccolta di racconti "a commissione" per un'emittente radiofonica: era un libro già riuscito, ma c'erano ovviamente motivi per aspettarsi ancora di più da questo vero e proprio romanzo, nato come tale, Nella carne, oltretutto vincitore del Booking Prize.
Il più è arrivato con un libro dal grande ritmo, un pageturner moderno e certamente non banale, costruito con grande consapevolezza di mezzi tecnici, appunto la gestione del ritmo, le ellissi, i cliffhanger, l'uso molto abile del dialogo.
La storia merita di non essere svelata in toto: possiamo però dire del protagonista Istvan, ragazzo a inizio romanzo, in Ungheria, poi, finché possiamo dire, soldato in Kuwait, autista e guardia del corpo a Londra, e poi, e poi.
Istvan è un personaggio che rischia di essere scambiato per una pura istanza narrativa: grande, grosso e forzuto ma non particolarmente volitivo, non appare mai particolarmente colto o intelligente, nei numerosi dialoghi, ed è ovviamente una scelta del bravo Szalay, i suoi "ah", "normale", "eh", sembrano sottolineare il modo in cui il vivere degli altri personaggi, un vivere (rispetto al suo) che appare più pieno, quasi gli rimbalza addosso. Ma Istvan non è pura superficie, ha le sue dimensioni, è, credo, semplicemente un uomo semplice (e secondo me non un simbolo del mascolino come ho visto suggerire in altre numerose recensioni) e che tende a vedersi "attivo" solo in funzione dell'attività altrui. Al di là degli altri aspetti tecnici che evidenziavo sopra, è questa l'invenzione migliore di Szalay, quella che dà energia e originalità a una trama per il resto tutto sommato lineare e una visione non particolarmente nuova.
Succede molto in questo romanzo, eppure succede poco, quel poco che succede è, in effetti, la vita: arrivato al finale mi sono chiesto cosa mi abbia raccontato Szalay, cosa abbia veicolato, perché mi abbia fatto girare le pagine sempre più impazientemente. Ha raccontato infine una vita, la vita, niente di speciale, ma questo niente di speciale, se veicolato, narrato in questo modo, si fa impellente e appassionante (come in certe serie televisive).
Uno scrittore maturo e direi al meglio delle sue condizioni, che ci consegna uno dei romanzi più riusciti dell'ultimo anno letterario.
Voto: 7.84
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Informazioni sul libro
David Szalay - Nella carne
Traduzione di Anna Rusconi
Ed. Adelphi 2025
330 pag.
Attualmente in commercio
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