TUTTO O NIENTE
Come ogni anno, propongo la mia panoramica delle uscite più interessanti del 2026. Sapete già che non può e non vuole essere completa: intanto non tutti gli editori fanno gli annunci subito, poi il gusto della scoperta deve restare vivo e andare a innervare la mia rubrica di uscite settimanali, o le rubriche che volete voi e che preferite seguire.
Parlando di editori, finora una grande assenza è quella di Philip Roth: è prevedibile esca qualcosa per Adelphi nel 2026, ma non sappiamo cosa, dopo Portnoy, insomma, il silenzio. Possiamo immaginare sia una nuova traduzione affidata a Silvia Pareschi. Ma non lo sappiamo ancora.
Anche senza Roth, non mancano le grandi firme: nella prima parte dell'anno, si sussurra tra maggio e giugno, dovrebbe uscire il nuovo di Emmanuel Carrère, Kolkhoze, ovviamente autobiografico (la madre...) e lungo 500 pagine. Atteso per l'autunno, in Einaudi Stile Libero, il nuovo di Thomas Pynchon, Shadowticket, invece abbastanza breve (sotto le 300 pagine) viste le abitudini dell'autore.
E ancora: parlando di ultimi "annunciati" romanzi, uscirà a marzo per Bompiani Panino non c'è più del novello premio Nobel Laszlo Krasznahorkai, che sembra aderire al consueto "teatro dell'assurdo" dell'autore, gli annunci che ho visto e che lo vorrebbero come "canto del cigno" dell'autore sono però sbagliati, questo romanzo è del 2024, e nel frattempo ne è uscito in Ungheria uno nuovo (titolo: La sicurezza della nazione ungherese), che credo sarà a sua volta tradotto in seguito.
Passiamo ora alla "pancia" delle segnalazioni, autori magari non Grandi come le Firme sopra elencate, ma di sicuro interesse. Qualcuno arriva dai grandi premi letterari internazionali: Ben Markovits è un finalista dell'ultimo Booker Prize e il suo The rest of our lives uscirà per Einaudi Stile Libero (non so ancora quando), altro libro finalista, The Loneliness of Sonia and Sunny, il ritorno di Kiran Desay dopo 17 anni, esce da Adelphi, dovrebbe essere nei primi sei mesi dell'anno, e ancora Interno indiano di Banu Mushtaq, vincitore dell'International Booker, la scrittrice è indiana, il libro scritto in lingua Kannada, credo si tratti di un cosiddetto romanzo di racconti, esce ad aprile per Frassinelli.
Premi passati: finalmente arriva in traduzione Held di Anne Michaels, altro semifinalista Booker (nel 2024) , a fine gennaio per Bompiani, poi Non è subito sera di Jenny Erpenbeck (in originale del 2012), recente vincitrice dell'International Booker con Kairos (tutti e due da Sellerio), Samantha Harvey col memoir del 2020, Le infinite notti (sulla propria insonnia - esce per NN come Orbital, vincitore del Booker Prize 2024), Valeria Luiselli con Beginning Middle End (titolo inglese) che uscirà per Einaudi Stile Libero nei paraggi dell'uscita in lingua originale (a luglio 2026) ed Edward St.Aubyn con Linee parallele (Gramma Feltrinelli), un romanzo di storie (parallele) come ce lo si potrebbe aspettare da Coe - o appunto da St.Aubyn.
E il gran finale: il bravissimo croato Robert Perisic con Il nostro uomo sul campo, riedizione Bottega Errante (a marzo) di un Zandonai del 2012 (nel frattempo potete leggere I prodigi della città di N.), molto atteso in termini di passaparola sembra essere Colpevolezza di Bruce Holsinger, a febbraio per e/o, un dramma familiare con contorno di temi molto moderni (intelligenza artificiale, in generale il "peso" delle nuove tecnologie), per La Nave di Teseo il mix particolare tra saggistica, narrativa, memorialistica di Domanda numero 7, dell'australiano Richard Flanagan (l'editore lo presenta come romanzo, ma ha vinto uno dei maggiori premi anglosassoni per la non-fiction), a fine gennaio, e sempre nella prima parte dell'anno, per Minimum Fax, la riedizione di Acqua, luce e gas, di Matt Ruff (pubblicato originariamente da Fanucci), tra postmoderno e fantascienza speculativa.
Cosa c'è dopo il finale? Spazio per qualche "classico": Neri Pozza ripesca L'uomo verde di Kingsley Amis (a gennaio);:era già atteso nel 2025 ma "lo avremo" nel 2026 Chimera del grande John Barth, tre racconti o se preferite un romanzo di racconti (di nuovo!), e un Thomas Bernhard riproposto a febbraio da Adelphi, si tratta di Amras, pubblicato precedentemente da Einaudi, verrà mantenuta la traduzione di Magda Olivetti.
Stavolta ho finito davvero, bello e utile attendere questi libri - alcuni di essi, ma non dimentichiamo che tra due settimane riprendono le uscite regolari, e la mia corrispondente rubrica.
Commenti
Posta un commento