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EDITORIA. CONSIDERAZIONI SUL 2021

UN ANNO INTENSO


Prima di mettere mano alla mia lista dei libri dell'anno, sulla quale ci sarà comunque qualche cambiamento "di forma" rispetto a quelli precedenti, volevo esternare qualche sensazione sul 2021 editoriale o - per meglio dire - da lettore.

Sempre maggiore è la sensazione di essere sommersi dalle novità, e malauguratamente (anzi, il contrario) da novità che "valgono la pena". Lascio a latere e non faccio altre considerazioni sul funzionamento del mercato editoriale, ovvero alcuni dei motivi per cui si stampa e si pubblica tanto (trovate qui un articolo molto ben fatto), parlando da lettore la cosa è allo stesso tempo benedizione e condanna, per motivi che mi sembrano piuttosto ovvi. Escono bei libri, belle novità, per cui sarebbe autolesionista rifugiarsi in un atteggiamento distaccato e passatista, allo stesso tempo davvero diventa complicato o comunque quasi faticoso orientarsi, non solo distinguere il capolavoro (diciamo così per semplificare) dal libro sostanzialmente inutile, ma anche identificare i libri nelle proprie corde, un po' perché hanno preso piede i generi "spuri" o i libri che stanno a cavallo tra diversi generi, un po' perché ovviamente il sovraffollamento del mercato e della produzione chiama una certa superficialità, dovuta magari all'entusiasmo o alla fretta. In poche parole, a volte i giornalisti o i blogger (probabilmente anche io) non spiegano cosa sia il libro che stanno annunciando e recensendo. 

È poi evidente che per i critici, i giornalisti stessi e - di nuovo - anche per i Blogger, ci siano letture quasi obbligatorie: per dire se escono gli ultimi Carrère, Cartarescu e Franzen, come fai a non leggerli? Esiste anche la combinazione degli effetti che gli americani chiamano Bandwagon e Underdog. In un certo momento dell'anno sembrava che TUTTI stessero leggendo Cartarescu e questo induce ovviamente altri lettori (professionali o meno) a voler fare lo stesso e voler dire la propria. Non è un fatto turpe, in sostanza è normale che funzioni così, allo stesso questo va a penalizzare - è inevitabile - altri libri meno visibili ma altrettanto belli - vi farò qualche esempio, ovviamente dal mio punto di vista, al momento di eleggere i miei libri dell'anno.

Io ho pensato di implementare per me stesso una sorta di ecologia delle letture annuali, ovvero di provare a pianificare un certo equilibrio tra novità e uscite degli anni passati e classici. Poi mi sono però accorto che lo faccio spontaneamente anche senza pianificarlo (per fortuna). D'altra parte sempre io come lettore e fruitore riterrei abbastanza curioso - se non decisamente poco utile e attrattivo - un blog che non segue sufficientemente le novità, come troverei altrettanto strano un lettore (lasciamo stare se blogger o meno) che leggesse solo quelle. Non ho quindi soluzioni da dare anche se ho in mente alcune cose, alcuni aiuti pratici all'orientamento che potrei implementare per me stesso e sul Blog. Allo stesso tempo, mi sento di nominare due parametri molto scontati nella teoria ma non so quanto nella pratica: sincerità e accuratezza; credo che da queste due qualità, da questi due intenti possa uscire qualche miglioramento, la sincerità attiene soprattutto al non aver timore di esporsi (anche se si conosce l'editore, anche se se ne è fan) e provare a esaltare un libro solo se e quando se ne è terminata effettivamente la lettura. O esprimere con trasparenza i motivi per cui se ne è entusiasti (o al contrario, scettici) lo stesso. Accuratezza riguarda l'idea di provare a far capire ad altri lettori cosa c'è dentro un libro, di cosa si tratta, anche cronologicamente come si situa nella produzione dell'autore, se sia un romanzo, un libro in prosa poetica, un auto-fiction, non si tratta tanto di dover racchiudere le cose in categorie rigide ma di orientare la scelta, voglio dire, quando scegliamo un ristorante, mi pare ci interessi sapere in linea di massima cosa ci aspetta, esotico/trattoria/lusso/hamburger etc. 

L'ultima considerazione che mi permetto è che non mi sto lamentando di nulla. Sono felice che escano tanti libri di cui non pochi belli. La mia aspirazione - Recensireilmondo - prevederebbe di leggerli tutti il che è impossibile, per questo mi accontenterei di scoprire e far scoprire più facilmente, in primis a me stesso, quelli imperdibili o quasi. 



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