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LIBRI E RECENSIONI. JO NESBO - IL COLTELLO

HARRY A PEZZI


Per un appassionato Jo Nesbo non ha più veri segreti, in particolare nella serie con protagonista Harry Hole, della quale questo Il coltello è finora l'ultimo capitolo. 

Parliamo quindi di un prodotto seriale, direi piacevolmente seriale (non è un caso che le serie televisive - in un altro ambito - abbiano grande successo) nel quale il fan trova una serie di elementi riconoscibili, familiari e gradevoli e in termini di qualità può di norma semplicemente indicare se nell'ambito dei romanzi in questione si tratti di un "capitolo" molto, abbastanza o poco riuscito.

Per Il coltello direi che - in linea con gli ultimi - si tratta di un Harry Hole piuttosto riuscito, probabilmente il naturale invecchiamento del protagonista e quello di chi gli sta attorno (maturazione / invecchiamento / purtroppo talvolta morte) funge da stimolo positivo per Nesbo, chiamato a trovare nuove soluzioni, ma sempre nell'ambito di un canovaccio stabile e ormai consolidato. Per cui rassicuro altri possibili fan sul fatto che anche qui Hole si sveglia con un dopo-sbronza terribile e che la ricerca del colpevole è astutamente stratificata e concentrica, con il consueto (e abile) gioco di Nesbo con le aspettative del lettore e con i falsi e veri indizi seminati nella trama.

Questa può sembrare la premessa ma è anche la recensione, almeno per chi segue e conosce la serie. Il coltello è buono e appagherà ogni vostra aspettativa. Per chi non la conosce, bisogna invece iniziare dal primo con i possibili accorgimenti che ho indicato al link a inizio articolo.

Aggiungendo qualche considerazione tecnica, possiamo osservare come Nesbo si sia spostato nel tempo a una gestione del ritmo differente e se vogliamo più americana, rispetto alla costruzione più lenta e ragionata dei primi romanzi, dove si lasciava spazio maggiore a considerazioni storico/sociologiche di carattere locale (norvegese). Questa evoluzione risponde evidentemente al gusto internazionale, visto che Hole è diventato ormai prodotto globale (o eroe globale, se vogliamo essere più romantici), così come alla stessa esigenza si conforma l'uso frequente (e che richiama appunto le serie televisive) di "Cliffhanger" nella maggior parte dei capitoli.

Se tutto questo può suonare come la constatazione di una dimensione commerciale fin troppo studiata e preponderante, ci tengo a ribadire nuovamente che tra tutti i gialli di questo tipo - non solo scandinavi - secondo me quelli di Nesbo con Hole rimangono tra i più divertenti, ben eseguiti e - perché no - sinceri (si sente l'affetto che lo scrittore nutre per i suoi personaggi, non solo il principale). E questo rassicura perché ho l'idea che Il coltello non possa essere l'ultimo della sua serie. 

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Informazioni sul libro
Jo Nesbo - Il coltello
Traduzione di Eva Kampmann
Ed. Einaudi 2020
625 pag.
Attualmente in commercio 

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