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LIBRI E RECENSIONI. SUSAN MINOT - SCIMMIE

FAMIGLIE NORMALI, PICCOLE TRAGEDIE

Scimmie - Minot Susan - Libro - Playground - | IBS


Scimmie è stato il libro d´esordio di Susan Minot, uscito nel 1986 negli Stati Uniti e subito tradotto in diversi paesi, tra cui l´Italia. Con l´edizione di Mondadori fuori commercio, tocca ora a Playground riportarlo in libreria in una nuova traduzione di Bernardo Anselmi. 

La Minot era stata accostata al minimalismo, non so dire se fosse lo spirito dei tempi; per quanto mi riguarda si tratta di una storia di famiglie disfunzionali (anche qui, in senso piuttosto lato) e di "America dal basso", raccontata con uno stile certamente ritmato, abbastanza essenziale, che punta molto sul dialogato e su periodi piuttosto brevi, ma che mi pare molto lontano da quella ricercata stringatezza che normalmente viene associata ai minimalisti. Forse non esisteva ai tempi una definizione più maneggevole. Non importa.

Si tratta di un libro con una base fortemente autobiografica e del quale per una volta si può dire "romanzo di racconti" senza aver paura di essersi rifugiati in una descrizione di puro comodo; la storia della famiglia Vincent viene seguita nel tempo, dal 1966 al 1978, in nove spaccati separati, teoricamente leggibili anche a se stanti (ma non ce n´è motivo); la scrittrice usa peraltro un metodo allusivo, guardandosi bene dal fare il riassunto delle puntate precedenti - come si suol dire - e anzi tacendo, insinuando, seminando indizi ed ellissi, cosa che costituisce poi uno dei non pochi pregi di Scimmie.

Se parliamo di storie familiari moderne, di famiglie imperfette, esposte, in qualche modo fragili ma resistenti, mi pare che un riferimento valido possa essere il bellissimo Il dilemma del prigioniero di Richard Powers. In entrambi i libri si trovano umanità, pietas dell´imperfezione, ironia non cinica, che mi pare possano a loro volta derivare dall´atteggiamento disincantato ma partecipe di Cheever, di Yates, prima dell´approccio forse più sarcastico, entomologico, quindi disperato e impietoso di un Franzen.

Il mondo della Minot è movimentato, minuto, venato di generosità e contrasti e spesso commovente, la sua abilità maggiore mi pare quella di saper passare dal particolare al generale, di riuscire ad alludere, attraverso uno scambio di battute, un incidente domestico, la descrizione di un pranzo del Ringraziamento, a qualcosa che va oltre la cronaca del quotidiano e che ha a che fare con poche ma importantissime e ben delineate cose, dimensioni. Due su tutte: amore e morte.
Proprio questa qualità, assieme alla grande capacità di gestione di quella che impropriamente chiamerei la trama (lo scorrere del tempo), rende la lettura interessante, urgente, partecipe. Valeva insomma la la pena ri-pubblicare Scimmie in Italia - e per chi sa come e cosa penso di Powers, credo che il paragone con Il dilemma del prigioniero funga da implicito-esplicito consiglio.

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Informazioni sul libro
Susan Minot - Scimmie
Traduzione di Bernardo Anselmi
Ed. Playground 2020
175 pag.
Attualmente in commercio
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