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LIBRI E RECENSIONI. SEGNALAZIONI. COOPER. JOHNSTONE. HARRISON. WURLITZER. SAER.

ALTRI CINQUE




Nonostante in questo 2018 che si sta volgendo al termine io abbia già postato una trentina tra liste e anticipazioni, per un totale di libri stimo tra i 200 e i 250, ci sono ancora alcuni titoli che vorrei segnalare per questa stagione invernale.
Peraltro, tutta editoria indipendente o quasi.

Douglas Anthony Cooper - Amnesia (D Editore)
Cooper è un autore canadese che una penna autorevole come la Kakutani aveva paragonato a Auster, Nabokov, D.M. Thomas.
Questo è il suo esordio, del 1992, ora pubblicato in Italia dai coraggiosi ragazzi di D Editore, si tratta di una storia di quest o thriller psicologico, dai toni vagamente Kafkiani, nel quale un uomo che si appresta a sposarsi viene avvicinato da un estraneo, Izzy Darlow (che tornerà in Delirium, l´opera successiva di Cooper) per farsi confondere dai confusi, contraddittori, racconti di quest´ultimo.
Mi pare, anche per averci guardato dentro, molto intrigante su temi come memoria, discendenza, identità.

Doug Johnstone - Colpisci e scappa (CasaSirio)
Johnstone è un notable e prolifico giallista scozzese, che gode della stima dei suoi "concittadini" (tra l´altro Welsh, pare), da noi poco pubblicato e letto.
Qui abbiamo la classica "discesa agli inferi" di un personaggio normale, peraltro un giornalista. a cui capita in un incidente di uccidere il re del crimine di Edimburgo. E proprio a lui, unico a sapere la verità, toccherà scriverne sul giornale. Uno spunto catchy per un probabile "page-turner".

Jim Harrison - Il grande capo (Baldini e Castoldi)
È proprio quell´Harrison lì, un tesoro nascosto e da noi ormai irreperibile della narrativa "rurale" americana (tra gli altri Dalva, L´uomo dei sogni e Ritorno sulla terra). Di lui avevo parlato qui.
I "vecchi" libri non vengono ancora ristampati, ma intanto Baldini e Castoldi fa uscire questo del 2011, non molto prima della scomparsa dell´autore.
Abbiamo un ispettore prossimo alla pensione, la trama quasi noir-gialla con l´indagine su una strana setta, una ragazza-hacker che lo aiuta, spunti un po´alla Lansdale per uno scrittore sulla sua qualità vi garantisco tranquillamente io.

Rudolph Wurlitzer - Zebulon (Playground)
Scrittore e sceneggiatore che si chiama esattamente come una marca di Juke-Box, considerato un grande irregolare della letteratura americana, con questo Zebulon ha ispirato, pare, il film Dead Man di Jim Jarmusch. Storia surreale e picaresca di un nowhere man, una sorta di cowboy solitario, vicenda di frontiera e di radici della storia americana, vedendolo da lontano direi molto affascinante, da confrontare col film di cui sopra (Wurlitzer non fu mai accreditato come soggettista o autore dello spunto).

Juan José Saer - Glossa (La Nuova Frontiera)
Saer, di cui avevo letto Cicatrici, una sorta di cupo romanzo in racconti, è considerato tra i più grandi scrittori argentini della sua generazione. Non ha nulla a che fare con il realismo magico, pare più della scuola degli Arlt e dei Piglia.
Questo è un suo romanzo filosofico del 1996, a partire da una passeggiata e da una chiacchierata tra i due protagonisti sgorga una riflessione sui temi della memoria e della sua inaffidabilità e anche mi pare una trattazione metaletteraria sull´atto stesso di narrare (elusivamente) e sullo sforzo richiesto al lettore.

Vi lascio quindi con questi ultimi (?) spunti per il 2018, ma si tornerà presto con i libri dell´anno e con le prime anticipazioni per il 2019. Stay tuned.