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LIBRI E RECENSIONI. TOM DRURY - PACIFICO

COSTANTI ED EVOLUZIONI

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Come sappiamo, con Pacifico si chiude la trilogia di Grouse County di Tom Drury, il cui primo capitolo era La fine dei vandalismi, seguito da A caccia nei sogni,
Da noi i tre libri sono usciti nell´arco di un anno, all´incirca, ma in lingua originale l´apertura della serie risaliva al 1994, il secondo al 2000, e Pacifico al 2013. Di mezzo, insomma, ci sono vent´anni, che si vedono e si sentono: molto in generale la narrativa di Drury con le sue modalità ironiche, piacevolmente vagolanti, centripete, è e resta sempre un po´fuori dal tempo, in una sorta di zona franca che rimane non contaminata da preoccupazioni politico-sociali e richiami troppo stringenti alla realtà circostante, detto questo il romanzo di cui mi sto occupando è in questo senso il più moderno e temporalmente localizzato, e prosegue l´evoluzione (o involuzione, a seconda dei gusti) di Drury anche in termini di linearità.

Se La fine dei vandalismi, per me il più bello dei tre, intrecciava le storie minute ma toccanti della immaginaria contea con modalità quasi da serial televisivo o da Magnolia meno drammatico, già A caccia nei sogni puntava la telecamera su una sorta di attore protagonista (Charles "Tiny" Darling) e la tendenza mi pare si accentui in Pacifico, con tre storie principali (e qualcuna affluente) ben strutturate che si alternano in montaggio parallelo.
Abbiamo nuovamente Tiny Darling (sempre in grande spolvero) e le sue vicende a volte ai limiti della legalità, il figlio Micah che segue la madre Joan a Los Angeles e poi la vicenda quasi thriller di Sandra Zulma e della sua ricerca di una sorta di personalissimo Graal in forma di pietra magica.
Nel background si muove Dan Norman, lo sceriffo dei Vandalismi, facendo da trait d´union e/o collante di alcuni dei fatti narrati.

Ecco, il fatto stesso di poter riassumere la trama con una certa semplicità mostra il cambiamento che sottolineavo prima. Non cambiano invece il tocco ironico e umanissimo di Drury, l´ironia sagace, il gusto per il dettaglio spesso dolente e (ma) anche per gli squarci di speranza, il suo evidente amore per la provincia americana, alla quale per la prima volta si contrappone qui la metropoli, il mainstream della città degli angeli e della costa del pacifico, viste attraverso gli occhi provinciali e un po´spaesati di Micah.

Come scrivevo sopra, la mia preferenza estetica ed emotiva nella trilogia va al primo e secondo me più dirompente - in senso lato - romanzo della trilogia. Detto questo, fare gerarchie non ha molto senso perché

a. Anche gli altri due sono di ottimo livello
b. Ritengo di poter dire che chi apprezza Drury lo accetterà in toto

Per cui consigliato, avendo ovviamente cura di leggerlo dopo gli altri due e non vederlo come a sé stante (l´editore forse mi odierà, ma è così).

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Tom Drury - Pacifico
Traduzione di Gianni Pannofino
Ed. NN 2018
243 pg.
Attualmente in commercio   
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