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LIBRI E RECENSIONI. LA LISTA DI PORDENONE LEGGE 2018


Avevo promesso, ed esse devono essere mantenute, la lista dei libri acquistati a Pordenonelegge.

Eccola qui, dodici libri, alcune cose di istinto, altre programmate, altri che potevo prendere in elettronico ma ha giocato la fisicitá. In ordine di "impilamento".

SENTIMENTO, RAGIONE,  E SENTIMENTO


Miljenko Jergovic - Radio Wilimoski (Bottega Errante)
Mi sono perso l´incontro, ma mi interessava l´autore, che ha scritto la cd. "Trilogia della macchina" (Buick Riviera, Volga, Freelander), da noi irreperibile ormai per il fallimento dei due editori coinvolti (Zandonai e Scheiwiller).
Ci riprova con l´lo scrittore bosniaco Bottega Errante, di Udine, con questo romanzo breve e picaresco che mischia ghetto, calcio, nostalgie mitteleuropee e arte della fuga. Inizio davvero fulminante.

Siri Ranva Hjelm Jacobsen - Isola (Iperborea)
Un tipico titolo Iperborea, di quelli "marini", per una scrittrice danese originaria delle Far Oer, il libro pare in effetti immerso in quelle atmosfere nordiche tipiche - per forza di cose - dell´editore, ma non di quell´ eccessivo nel fiabesco e nel folkloristico (da saga, da leggenda tramandata, una mia idiosincrasia evidentemente) che ad esempio associo a Kalman Stefánsson.

Goran Vojnovic - Jugoslavia, terra mia (Forum)
Mi pare logico e giusto che in una terra programmaticamente di confine come il Friuli si invitino e sottolineino autori slavi. In questo caso uno sloveno, multitalento (anche regista), si tratta qui di un libro che colloca e tematizza la vicenda bellica, la guerra civile in Jugoslavia, dalla prospettiva slovena, con scrittura e atteggiamento che mi paiono nuovamente sciolti e picareschi.
Sul perché senza Pordenonelegge ho trattato poco la letteratura slava, tre nomi o suggestioni: Magris, Kusturica, Bregovic.

Emanuele Trevi - Il popolo di legno (Einaudi)
Ho sempre maggiormente visto Trevi come affabulatore e promotore letterario, saggista, giornalista, critico, e tutte le volte che lo sento parlare mi appassiona così tanto, che in questa occasione ho dovuto prendere qualcosa di suo, questo romanzo in qualche modo allegorico, che non so se sia nelle mie corde, ma andava fatto un tentativo.

Massimiliano Studer - Alle origini di Quarto potere (Mimesis)
Nella Prima cronaca da Pordenonelegge 2018 ho alluso alla storia incredibile di questo film perduto, del 1938, di Orson Welles.
Come si evince credo dalla cronaca stessa, le elucubrazioni di Paolo Mereghetti e Studer mi hanno spinto a comprare il libro e recuperare tutta la cinematografia (edita) di Welles.

Punisa Kalezic - Diana Bosnjak Monai - Da Sarejevo con amore (Besa)
Kalezic - scrittore e giornalista montenegrino - e la Monai, nata a Sarajevo, laureata a Zagabria, residente a Trieste, sono nonno e nipote, e qui parlano di guerra, nuovamente della guerra civile, la generazione giovane prende e commenta i diari di quella precedente, un espediente se vogliamo classico, ma che probabilmente di fronte a quel pezzo di storia smette di esserlo, e diventa spunto per una sorta di dialogo a distanza. Come vedete, nuovamente letteratura slava.

Rachel Cusk  - Resoconto (Einaudi)
Primo libro della "trilogia di Outline", che si spera venga pubblicata in toto (gli altri capitoli sono in originale Transit, del 2106, e Kudos, del 2018), viene descritto come rarefatto e stiloso, digressivo e auto-fictionale, insomma moderno, per una scrittrice inglese-canadese che con questa serie ha rischiato (o sta rischiando) il breaktrough.

Georges Perec - Specie di spazi (Bollati Boringhieri)
Sono un modesto ma appassionato ammiratore di Perec, e ignoravo l´esistenza di questo libro, del 1974 e da noi apparso per la prima volta nel 1989.
Confesso di averlo visto nella libreria-tendone in centro città (vedi foto, non mia) e di non aver pensato cosa ci fosse su Perec durante la manifestazione e non ho trovato infatti riscontri su questo.
Ma insomma: prendere un libro del francese è sempre o quasi esperienza significativa (oltre che chic e vagamente snob) e qui ci troviamo di fronte mi pare a una sua tipica sperimentazione frammentaria su tempo e (appunto) spazio.

C.E. Morgan - Lo sport dei Re (Einaudi)
Questo libro, finalista del Pulitzer 2017, è stato tanto commentato, consigliato, esaltato da rendere pleonastico ogni mio ulteriore commento. Diciamo che vedendolo nella sua gloriosa edizione cartacea, per i carnosi Supercoralli, mi è venuta voglia di possederlo.

Enrico Brizzi - Tu che di me sei la miglior parte (Mondadori)
Anche qui per me è storia nota e recente: Brizzi, la sua poetica nostalgica-adolescenziale, e ho infatti parlato di lui, nella seconda cronaca da Pordenonelegge 2018. È scattata anche qui la volontà di averlo cartaceo (sono 540 pagine) e di provare quelle emozioni, magari semplici, che lo scrittore di Bologna spesso mi provoca. Poi io sono convinto che sia uno dei nostri scrittori importanti, ma questa è un´altra e discutibile storia, magari.

Annarita Briganti - Quello che non sappiamo (Cairo)
Seguo Annarita da quando scriveva sul Mucchio Selvaggio, poi come giornalista, poi attraverso i suoi libri e in contemporanea di persona. Scrive con sensibilità e perizia storie di sentimenti e sfoghi e crudeltà e amori vissuti e poi rimossi (in tutti i sensi). Nell´incontro a Pordenone è venuto fuori il tema della chick-lit o della letteratura al femminile. Sicuramente lei non fa chick-lit, e se parliamo di storie al femminile possono queste -  sono piuttosto convinto - essere apprezzate anche da un pubblico maschietto e lo dico da tempi non sospetti. Una volta a causa sua ebbi una polemica con lo scrittore (ambizioso) Giovanni Cocco, di cui riferirò su richiesta.

Olja Savivcevic - Addio, Cowboy (L´asino d´oro)
Ultimo libro e ultimo passaggio slavo per l´autrice croata, un´altra storia diciamo emblematica, che attraverso il ricordo che una generazione più giovane ha della guerra e il racconto di formazione e di "personaggi" e salti temporali, affronta un trancio (consistente) di un periodo storico, di una vicenda guerresca che penso abbia il fascino che hanno quelle così vicine, e allo stesso tempo così (parzialmente) rimosse.