LE ANTICIPAZIONI. LA RUSSIA. SKUJINS. SKLOVSKIJ. NABOKOV. SENCHIN

RUSSIA, DA IERI A OGGI

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Unisco qui qualche uscita di letteratura "russa" (in senso estensivo), che mi pare meritevole di menzione.

Zigmunds Skujiņš - Come tessere di un domino (Iperborea) - Ottobre
Si tratta di uno scrittore lettone, il primo edito da Iperborea e probabilmente uno dei non molti pubblicati da noi in assoluto.
La trama potrebbe ricordare certi esempi di realismo magico mitteleuropeo à la Tamburo di latta, con personaggi particolari (un ragazzo figlio di una coppia di circensi, un Aviatore e una Baronessa) che dalla loro prospettiva quasi "picaresca" vedono scorrere la storia della Lettonia nel ´900, con una narrazione parallela che racconta le vicende di una nobildonna vissuta nel diciottesimo secolo.
La storia pare condita con humor, riflessioni su storia e identità, e quei tipici sapori che - mi è venuto da pensare - potremmo ritrovare in Hasek o nell´ungherese Esterházy (sono paragoni spontanei, quindi molto discrezionali), una maniera rutilante e umoristica di affrontare i fatti di paesi e continenti. E conosciamo la qualità media - piuttosto elevata -  delle uscite di Iperborea.

Viktor Sklovskij - Viaggio sentimentale (Einaudi) - 31 Ottobre
Conosciamo Sklovskij come critico letterario tra i padri del formalismo, ma fu anche scrittore di narrativa, soprattutto a stampo autobiografico, come ad esempio in Der Zoo o lettere non d´amore, libriccino ispirato e densissimo, pubblicato in Italia da Meridiano Zero.
Questo Viaggio sentimentale raccoglie invece le memorie divaganti (e probabilmente romanzate) di Sklovskij come soldato nell´esercito russo, durante la prima guerra mondiale e poi durante e dopo la rivoluzione di Ottobre, unendo quindi cronaca guerresca, notazioni politiche, frattaglie di ricordi, elenchi, ricordi e memorie altrui. 
Un´operazione giovanile (Sklovskij aveva meno di trent´anno quando lo scrisse) e che mi pare decisamente interessante, chiaramente contestualizzando cioè - immagino - facendo la tara al proprio interesse per l´epoca in cui è calato (e al modo di scrivere di Sklovskij, che almeno nel libro che ho recensito sopra non si poteva certo definire lineare).

Vladimir Nabokov - La gloria (Adelphi) - uscito a Settembre
Adelphi ha gloriosamente deciso di pubblicare "tutto" Nabokov, ecco quindi appena apparso in libreria questo suo romanzo appartenente alla fase russa, e considerato sostanzialmente minore, ma parliamo di Nabokov, quindi anche ciò che è (considerato) tale appare altamente degno di interesse.
Il libro era stato pubblicato nel 1932 a Parigi (dove lo scrittore viveva), e narra le vicende di Martin Edelweiss, giovane emigrato russo che in giro per l´Europa coltiva sogni parimenti di eroismo e 
d´amore. 
Su la Lettura di qualche tempo fa ne parlava con affetto Piperno, sottolineandone alcuni difetti, ma anche la genialità nabokoviana. Per quanto mi riguarda, si sa, sono un entusiasta.

Roman Senchin - L´ultimo degli Eltysev (Fazi) - 5 Ottobre
Come resistere a un romanzo russo contemporaneo, allo stesso tempo storia familiare, cronaca cruda del presente russo di provincia, libro che ha vinto premi in patria e ha avuto attenzione europea, e che esce nel giorno del mio compleanno?
Senchin è scrittore classe 1971, e questo libro pare essere stato apprezzato proprio per il piglio realistico con cui descrive una "Moderna Decadenza" nel contesto di una Russia in mutamento, soprattutto per quanto concerne i valori. 

Ho saziato per il momento la volontà anticipatoria (qui monografica) e credo che tornerò presto per gli ultimi spunti di un anno che mi è parso decisamente interessante. Stay tuned.

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