LIBRI E RECENSIONI. FILIPPO TUENA - MEMORIALI SUL CASO SCHUMANN

RICALCARE L´ARTE




 Recensireilmondo



Tuena è scrittore direi appartato e affascinato dalla storia,  dal passato, autore di recuperi direi “filologici” di avvenimenti e vite, da (far) rivivere mimeticamente, adattando la scrittura al fatto raccontato.

È così anche con questi Memoriali sul caso Schumann, dove si percorre l´affascinante vicenda degli ultimi anni di vita del musicista, i suoi rapporti con Brahms, la reclusione in un manicomio, la contrastata creazione delle sue ultime opere.

La mimesi sta nel metodo di Tuena, che abbraccia una scrittura ricalcata sui “generi” dei tempi (epistola, memoriale, riflessione filosofica) confezionando il tutto come racconto del mistero che mi pare omaggiare Hoffmann (citato a ripetizione, in effetti).  L´operazione, va detto, è altamente manierista, un po´alla maniera di certo Michele Mari, ci starebbero qua discorsi barbosi sul postmoderno, sul calco di scritture passate per nascondere l´assenza di storie (?) del nostro presente, ma appunto va evitata la barba, e ci si deve attenere al libro.

Che è affascinante, ben fatto, scorrevole, ricco di riflessioni sui temi di identità, doppio, creatività come condanna, alterità del cervello di artista, ma che rischia secondo me di far prevalere la ricerca, il cervello,  la cura amanuense nell´assumere lo stile (e la visione del mondo) dei tempi, sul cuore e su un´empatia con il lettore che vada oltre all´indubbio interesse per la storia – o le storie – narrate.

Ma questo è probabilmente un rischio calcolato per Tuena, che ne esce comunque con più punti all´attivo che al passivo – e lascia nel lettore specie quello melomane una grande voglia di andarsi ad ascoltare (o riascoltare) i capolavori di Schumann, Schubert e Brahms di cui si parla nel testo. Accettate insomma le premesse mimetico-imitative, e il prevalere di una certa professionalità scrittoria un po´fredda, un libro direi valido, sopra la media e istruttivo

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