LA CINQUINA DELLO STREGA 2015

TUTTO (QUASI) COME PREVISTO


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Non voglio intasare queste pagine di "Strega" ma la cinquina un commento probabilmente lo merita.

Intanto non ci sono state sostanziali novità nonostante la modifica delle regole coi 3 voti e l´eventuale ripescaggio di un piccolo editore.
É come se la fragorosa presenza della Ferrante e quindi di E/O avesse esaurito la voglia di rinnovamento dei votanti.

In effetti per il resto a parte Feltrinelli (che secondo me un po´se la é voluta) i grandi gruppi editoriali sono tutti rappresentati.

Mondadori inteso come gruppo entra con 2 titoli: La Ferocia di Nicola Lagioia per Einaudi e poi Chi manda le onde per il marchio-ammiraglia con Fabio Genovesi.

La Ferocia si presentava già per vari motivi come capolavoro annunciato (in realtà é "solo" un romanzo molto valido) e ha il profilo letterario ma accessibile che potrebbe decretarne la vittoria finale.

Il libro di Genovesi é franco, scorrevole e ruspante, ha vinto lo Strega Giovani (ed é stato posizionato in questo modo) e non credo abbia grosse chance per il premio principale.

Poi ecco RCS con il marchio Bompiani e Mauro Covacich, coi racconti de La Sposa. Covacich é stato il secondo più votato dopo Lagioia, e chissà se darà del filo da torcere ai fini della vittoria finale (mia previsione: no).

L´altro grande gruppo rappresentato é GeMS con il marchio Guanda, un po´a sorpresa con il dantista Marco Santagata e il suo Come donna innamorata. Bel piazzamento, credo che però sia il classico Outsider.

Non é un Outsider invece Lei (o Lui) Elena Ferrante, che con la sua presenza/assenza ha ridotto il tradizionale abbraccio finale degli autori in cinquina.
Il fenomeno-Ferrante va un po´fuori dalle logiche grandi editori/piccoli editori o meglio - impondendosi dal basso - é diventata di per sé una cosa grande e ha senso vederla nella cinquina, sul fatto che possa vincere non so, probabilmente no, parliamo anche di un libro che fa parte di una serie, quindi se vogliamo "atipico", rimane poi il dubbio suggestivo se lei (?) verrebbe o no alla premiazione, in ogni modo la presenza/assenza di cui parlavo é stata l´elemento di novità di questa edizione e tanto basti.

Rapidamente sugli esclusi, mi aspettavo potesse entrare in cinquina Clara Sereni che invece é rimasta fuori di poco, non male però il risultato di piazzamento per un grande editore generalista (Giunti) che sta cercando di recuperare posizioni sulla narrativa.

Come dicevo Feltrinelli se la é un po´voluta candidando un non-scrittore (e di qualità se ho capito bene rivedibile) come Capossela, scelta strana, mi sarei aspettato Missiroli visto il successo del Libro-col-sederedivano-in-copertina.

Vorrei menzionare l´ottima prestazione di Paolo Zardi con il bel XXI Secolo, l´editore Neo ha fatto "l´inferno" sui Social e il risultato é davvero ottimo, credo che il libro non valga meno di alcuni della cinquina ma non ha avuto una vera possibilitá, segno che per quanto modificati determinati meccanismi (o meglio determinati pensieri e appoggi immagino di tipo politico) continuano a favorire i grandi editori.

Se devo spendere una previsione sul vincitore, direi Lagioia con la Ferrante seconda e Covacich terzo.
Di Lagioia palerò a stretto giro di posta.

Mi sembra di poter dire - e lo dico in maniera arbitraria e incompleta (non ho ancora letto tutto) - che la qualità sia salita rispetto allo scorso anno, dove la vittoria finale se la giocarono due testi decenti ma fondamentalmente di non-fiction (Piccolo e Scurati) e dove il miglior romanzo dei 5 (a mio modo di vedere) era quello di Pecoraro, rimasto "schiacciato" tra i grandi nomi.






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