LIBRI E RECENSIONI. SERGIO PETER - DETTATO

LA POESIA DELLA NATURA

gemello di Iacopo Barison



Cominciamo col dire che l´editore Tunué con la sua nuova collana di narrativa - a cura di Vanni Santoni - sta facendo cose molto interessanti con voci frescogiovani, e ha iniziato azzeccando una doppietta di libri dei quali in effetti si é parlato abbastanza.
Uno é Iacopo Barison con il suo delilliano (e riuscito) "Stalin + Bianca" di cui ho parlato qui.

Ora mi é capitato di avere tra le mani e leggerne il romanzo (graficamente e come tempi di uscita) "gemello". Lui si chiama Sergio Peter (ed é come Barison molto giovane) e il suo libro é Dettato.

La gemellaritá si limita agli elementi esteriori di cui sopra, e alla buona riuscita del libro, per il resto si tratta di un oggetto diversissimo. Tanto era urbano, moderno, apocalittico, ricco di neon, asfalti e cementi il romanzo di Barison, tanto questo (non)romanzo, questo dettato é arcaico, rurale, terragno, dominato da voci dialettali, dalla natura, da bestie, ruscelli, irte, balle di grano, faló.

Peter parla delle sue terre, la provincia di Como al confine della Svizzera, la sua é una poetica (é il caso di dirlo, visto che alcune parti si avvicinano appunto alla prosa poetica) dello smarrimento e del recupero.
Smarrimento inteso in senso stretto, se vogliamo, provare proprio a perdersi nella natura per incapacitá di vivere tra gli altri ragazzi, sostanzialmente per solitudine, se ho inteso bene.
E recupero come valorizzazione delle radici, del passato, delle tradizioni, soprattutto delle voci e delle storie che costituiscono (nella maniera piú allargata possibile) una famiglia o piú precisamente una comunitá.

Non é un libro semplice, perché non é tradizionale, non ha una trama, procede per bozzetti, quadri, pensieri e svicolamenti, puó ricordare la volonta di narrare le campagne di un Celati, o un Handke all´ascolto degli episodi minimi, di quel rapporto tra se stesso e le cose che crea un attimo di malinconia, che a sua volta puó sfociare in una rivelazione, qualcosa che non sai di te stesso, o che sai e che é importante tramandare.

Con parole piú semplici, un´opera originale, una lingua fortemente norditaliana, da (ri)scoprire (ho l´impressione che nel nostro romanzo quando si va nel dialettale domini il centro-sud), una poesia che consiglio per momenti di riflessione, in un autunno che potrebbe essere freddo e silenzioso.

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