LIBRI E RECENSIONI. JAMES SALTER - UN GIOCO E UN PASSATEMPO

CLASSICI CHE NON SI IMPORRANNO

Introduzione: Guanda ha fatto da poco uscire "Tutto quel che è la vita" che ho recensito sotto questo Link e ha cercato di posizionarlo come romanzo-sensazione, sulla base del fatto che l´autore è relativamente sconosciuto, stimato in patria, ha questo andamento molto classico, molto Fitzgerald, se vogliamo, oppure Stoner - si, Stoner, sia nel senso dello stile (controllato, elegante) che del "caso editoriale". 
Non mi pare che l´operazione abbia avuto grande successo, anche se il libro merita.
Io avevo - credo tra i pochi - letto anche questo, l´unico di Salter che si trovasse in Italia (ora mi pare non si trovi piú).
Lui non é Roth, né Fitzgerald né Williams, ma sarebbe sciocco snobbarlo solo perché l´editore tanto vi ha puntato.
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Un gioco e un passatempo: recensione


Salter è un segreto ben nascosto della letteratura americana. quasi novantenne, ha pubblicato un pugno di romanzi, è apprezzato da critici e colleghi ma non appartiene né al canone dei grandi realisti alla Roth, Bellow, Updike, né ai postmoderni, né a dire il vero (sembrerebbe) a qualsiasi altro filone.
insomma un irregolare, uno che si nasconde, che bada al sodo - a scrivere.
Questo suo romanzo del ´67 ha atmosfere direi quasi da Fitzgerald (la suggestione dell´"eroe" Dean).

La scrittura è lirica, descrittiva, precisa e allo stesso tempo allusiva - uno dei punti di forza di questa storia erotica, decadente, una sorta di prematuro addio alla gioventù, rappresentazione di quei sogni di romanticismo che sono destinati o a non essere vissuti affatto (il narratore) o a finire presto (la coppia di protagonisti).

Un romanzo senza tempo, formidabile nel descrivere una Francia ora assolata ora piovosa ma quasi sempre paesaggio interiore di inquietudine e moderata tristezza, e uno scrittore da seguire (se si potesse).

Commenti

  1. Vero. Nuovo non si trova più, ma usato sì: l'ho appena ordinato su Libraccio.it

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