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I MIEI SCRITTORI. THOMAS PYNCHON FOR DUMMIES.

UNA GUIDA PRATICA

il lettore annoiato e uno scrittore difficile da inquadrare


In questo caso Dummies deve essere letto come = Noi, i lettori.

Eh si. Per quanto possa essere avveduto e sofisticato un lettore, temo e credo che quello che si vuole da un testo sia un certo piacere della lettura, piacere che può ben essere puramente intellettuale, ma deve (a mio modo di vedere) emergere "nell´immediatezza del testo", in parole povere durante la lettura e senza dover ricorrere a un particolare apparato di note, o peggio a dover consultare continuamente Wikipedia...

Provo a spiegarmi meglio: litigando ormai da anni con Pynchon, ho comprato un testo di critica/interpretazione di questo autore, che mi ha aiutato certamente a capirne certe chiavi. Chiavi che però consistono sopratutto nel saper cogliere determinati riferimenti incrociati, interni ed esterni al testo - riferimenti peraltro di tutti i tipi: letterari (ad altri libri di Pynchon o ad altri libri in generale), scientifici, di cultura pop, cartografia, storia e così via (non per niente si parla di romanzo enciclopedico).

Voglio dire: queste cose ci sono in ogni romanzo, ma in Pynchon per quel che mi riguarda prevalgono così tanto sul puro piacere della lettura - e le mie probabilitá di cogliere nell´immediatezza anche solo il 5% dei riferimenti sono tanto scarse - che a un certo punto mi sento un lettore frustrato e inutile, nel senso che Pynchon stesso "non mi parla".

Anche se poi pensi che forse é uno scrittore che "Non ti parla" perché tu non lo ascolti nella maniera giusta, o non lo ascolti abbastanza  e allora dopo una prima lettura diciamo tra spontanea e "ragionata"  sarebbe forse giusto ri- leggerlo una seconda volta in maniera SOLO spontanea e una terza in maniera SOLO ragionata

Ma torniamo a noi. Di Recente su FB e in generale ogni tanto ho visto lettori che chiedevano consigli su come cominciare con Pynchon. Credo che il motivo risieda nell´importanza di questo autore e anche nel fascino che emanano le sue "creature" romanzesche.

E´ difficilissimo consigliare COME e SE cominciare con Pynchon. Chi può, vada in libreria, si prenda tempo e legga le prime 5-10 pagine e magari dia una spulciata alle pagine centrali del romanzo. Se le canzoncine vi irritano, se scoprite che in poche pagine vengono fuori 20 personaggi diversi dai nomi strani, se trovate lunghe spiegazioni scientifiche che vi fanno fumare la testa, allora lasciate perdere. Questo autore probabilmente non vi parlerà.

Se invece il tutto un po´vi spaventa, ma (come é capitato a me) continua nonostante tutto ad affascinarvi e a incuriosirvi, allora forse potete provare a seguire qualche mio suggerimento.

1) NON INIZIEREI assolutamente dall´Arcobaleno della Gravità.  A fronte di alcune pagine molto affascinanti, ho trovato il romanzo nella sua lunghezza davvero troppo complesso, contorto e direi anche datato - scritto in un´ ottica, in un momento il cui mondo temeva il "razzo terminale", spaventato da una possibile guerra fredda, questo romanzo rischia di "parlare" molto poco a chi invece - nella realtà odierna -  é rassegnato a una guerriglia continua e assolutamente certa.

2) SE AVETE SUPERATO IL TEST DI CUI SOPRA e siete ancora MOLTO AFFASCINATI, valuterei di iniziare da V, che é (in termini semplici - in effetti un critico vero rabbrividirebbe di questa semplificazione) una versione sintetica e più fresca dell´Arcobaleno. Insomma i temi e le ossessioni pynchoniane ci sono tutti, ma in forma un po´ più digeribile. Io ho iniziato da questo, mi era decisamente piaciuto, ed é anche stato il motivo per cui - a volte maledicendomi - ho "continuato".

3) NON SOTTOVALUTATE L´incanto del Lotto 49. Alcuni si fanno ingannare dal fatto che il romanzo é breve, ma...é Pynchon al 100%. Pagine affascinanti e alcune intuizioni attualissime - ma anche il solito andamento eccentrico, torme di personaggi, trama che si fatica a seguire e così via.

4) ECCO.....FORSE....in Vineland (che se non altro é volutamente datato nel suo parlare di personaggi rigorosamente appartenenti alle generazione dei figli dei fiori) e in Vizio di Forma (che é stato venduto e presentato quasi come un Pynchon per tutti, facendomi sorridere alle possibili reazioni di chi lo avesse comprato attendendosi dell´intrattenimento) troviamo un autore più scanzonato e accessibile; per dire nel secondo c´é un personaggio principale un po´alla Grande Lebowsky e un minimo di trama e linguaggio "pynchonianamente" noir.
Forse inizierei da qui, magari dal secondo. Se vi piace, se vi convince molto, allora siete probabilmente pronti ad accostarvi agli altri.

5) LA SORPRESA di  Mason e Dixon: un libro in cui fascino e complessità vanno di pari passo.
devo dire che rispetto alle atmosfere hippy e post-68ine es. in Vineland e Vizio di Forma, l´ambientazione "d´epoca" giova allo scrittore, anche se poi rimane un´opera fortemente pynchoniana. Niente trama, miriadi di personaggi, canzoncine, fantasticherie, riferimenti a volte reali, a volte fallaci, tanto per far compulsare inutilmente Wikipedia. Come spesso capita, a volte ti senti quasi preso in giro, o Ubriacato dalle Finte di Corpo, lui vuole dimostrare di essere il più bravo, il più colto, il più inventivo, il più folle, qui ci si mette anche un linguaggio ricalcato sul romanzo dell´epoca, orologio diventa "Oriuolo"; strumento "Istromento"; i sostantivi sono maiuscoli, e cosi via, cosa che certamente é un´ulteriore sfida al lettore.
Insomma un libro se vogliamo "atipico" per le abitudini di Pynchon, forse però NEANCHE QUESTO é quello adatto per iniziare a conoscere questo scrittore.

Spero di essere stato utile a qualcuno che voglia avvicinarsi a questo autore - se proprio non lo riuscite a digerire e non volete rinunciare a un bel brivido di postmoderno, ripiegherei su De Lillo, Powers e/o Franzen. Ma questa é decisamente un´altra storia.

Commenti

  1. io sarei ben curiosa di sapere su quale testo di accompagnamento e interpretazione possa appoggiarmi. Sto rileggendo il Lotto, ma sono sicura che non avrà molto di più da dirmi se non quello che già la prima volta mi ha detto.

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  2. grazie del tuo commento. c´é un saggio, si chiama "La disoluzione onesta", é una raccolta di saggi, per dirla piú precisamente su varie opere di Pynchon. non é forse la soluzione definitiva, ma aiuta.

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    1. Mi stupirei piuttosto se esistesse una soluzione definitiva a Pynchon... grazie per il consiglio è per l'utile articolo, servito se non altro a non farmi sentire troppo sola in un mare in cui Pynchon è osannato come genio indiscusso, mentre anche io continuo costantemente a litigarci.

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