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LIBRI E RECENSIONI. ABRAHAM CAHAN - YEKL



IL PADRE DI MALAMUD, DEI ROTH, DI BELLOW

Yekl. Un racconto del ghetto di New York - Abraham Cahan - copertina

A Mattioli 1885, editore che fa un grande lavoro su un´americana che potremmo definire "Minore" .ma che lo è forse solo come notorietà e tirature, dobbiamo ora anche il recupero di Abraham Cahan, scrittore ebreo nato in Russia, poi emigrato negli Stati Uniti e considerabile uno dei "padri" della letteratura ebreo-americana. Yekl è il primo romanzo (breve - o in altri termini una novella lunga) che l´editore parmigiano traduce, ma arriverà prima della fine dell´anno anche L´ascesa di Levinsky, opera ben più corposa e di cui parlerò a tempo debito.

Furbescamente l´editore e il curatore parlano di "Roth-prima-di-Roth" per qualificare questo autore; mi pare un po´forzato, io direi che Cahan è accostabile al primo Malamud, al Roth con la H, quello di Chiamalo sonno, qui in versione ristretta e meno metafisica (anche se non meno corporea e carnale), a una sorta di compendio della vita, delle vite possibili dei nonni dell´Augie March di Bellow.

Si parla in effetti di vita e vicende dei greenhorn, la prima generazione di ebrei europei immigrati negli Stati Uniti, in un momento di passaggio tra tradizione e ambizioni, tra conservazione delle proprie radici e aspirazione diventare "americani", pienamente americani come si definiva in premessa, nell´incipit, proprio il personaggio di Bellow. Il romanzo di Cahan vive di questa tensione, che in originale deve essere stata resa con efficacia anche nel linguaggio, quello di chi porta lo yiddish come madre lingua e faticosamente affronta la necessità di impadronirsi dell´inglese; questo aspetto ovviamente si perde un po´nella pur abile traduzione, ma ne rimane l´eco in molte considerazioni dei personaggi, tanto che la componente diciamo linguistica rimane funzionale alla storia almeno quanto le fatiche di Jake-ex-Yakl, il protagonista, di tenere insieme la morale e la religiosità dei genitori ebrei e la sua nuova natura di quasi-americano, la sua carnalità, la legittima volontà di approfittare delle opportunità che il Nuovo Mondo, a tutti i livelli, offre ai propri ospiti.

Da qui si sviluppa una storia emblematica, giocata in interni ed esterni, con la presenza brulicante, a tratti soffocante, terribilmente vitale, del "ghetto", di quei quartieri di New York dove gli immigrati si ammassavano, per vivere, per lavorare, per - certo - flirtare, magari durante una scuola di ballo. Cahan descrive tutto questo dal basso ma con ambizioni alte, unisce una grande espressività della lingua e una conoscenza di prima mano della materia a un´ambizione parabolica e sociologica, che non si traduce mai nel racconto a tesi ma riesce a elevarsi a quadro / quadretto emblematico di un´epoca di cambiamento, appunto quello da cui prenderanno le mosse con esiti sicuramente superiori, e ci sta visto che la letteratura è spesso storia di evoluzioni graduali e successive, gli scrittori di cui sopra.

Yekl è e rimane libro da prendere sul serio, denso, essenziale, spesso divertente, spesso tragico nel senso in cui lo sono le vicende umane. Si legge velocemente ed è consigliato a chi sia un appassionato - ed è facile esserlo - della letteratura ebreo/americana. Ma forse anche a tutti gli altri.

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Informazioni sul libro
Abraham Cahan - Yekl
Traduzione non accreditata
Curatela di Livio Crescenzi
153 pg.
Ed. Mattioli 1885
Attualmente in commercio
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