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THE FLOW. SPECIALE PACCO DI LIBRI E MUSICA (BATTISTI)

RECUPERI E CERTEZZE (FOTO RAPPRESENTATIVA)



Trattiamo qui del mio nuovo ordine, un altro di quei pacchi ben confezionati (in questo caso cartone sponsorizzato da The Lego Movie, per la gioia dei piccini, seppur spedito da Internetbookshopitalia) che rendono più lievi e allegre e ricche di aspettativa le giornate.
Subito un video rappresentativo, poi proseguiamo.


Il vecchio babbione completista, seppur dall´aspetto giovanile, ragiona diverso rispetto al ragazzo sfigato dai comportamenti senili.
In gita scolastica (a quei tempi) non bevevo, non fumavo, non beccavo, e non apprezzavo le italianità musicali proposte dai compagni. Baglioni (non ho cambiato idea), Rossi (in sostanza non ho cambiato idea), Battisti.
Su quest´ultimo avevo cominciato a rimuginare già in quei tempi lontani, sulla base del suo disco più´atipico che un amico di famiglia faceva girare, letteralmente, sull´apparecchio di casa. 
Erano 33, i giri.
Eppure quella combinazione particolare tra i testi di Panella, tanto diversi dalle a volte argute a volte retoriche trasparenze di Mogol, e una musica cangiante, inventiva, non lineare, mi avevano colpito.
D´altra parte, dopo i fasti della mia militanza metallara e la scoperta della mia natura indie-pop/rock, dal compimento del trentesimo anno in poi la mia attenzione si è (anche) spostata sulla riscoperta di artisti diversissimi tra di loro, ma che hanno in comune una caratteristica celestiale e rara: il songwriting, la ricerca della perfetta canzone pop: Steely Dan, Prefab Sprout, Aztec Camera, Randy Newman, Joe Jackson. Ovvio a questo punto, naturale, approfondire anche Lucio Battisti, che peraltro mi pare avere alcune influenze "nere" in comune con alcuni dei nomi sopra elencati, oltre al gusto per la melodia pungente e trasversale (cioè abbastanza pop da penetrare un pubblico sperabilmente ampio, ma abbastanza raffinata da reggere anche nel lungo periodo).

Ovviamente sono completista, per cui ho comprato TUTTA la discografia di Battisti, dove potevo scegliendo le edizioni Vinyl Replica Remastered. In futuro potrei decidere di recuperare addirittura i 33 giri, vedremo.

Ma i libri, ecco i libri.

Wallace Stegner con Verso un sicuro approdo, Bompiani (che sulla straniera fa cose eccellenti), che ha due sostenitori per me d´eccezione, uno Piperno sulle pagine del Corriere (lo definisce un capolavoro) e l´amico Enzo Paolo Baranelli, su Facebook. Poi scrittore americano, vita di scrittori, amori, amicizie e delusioni. Materiale che di solito mi piace.
P.s.: l´ultimo romanzo di Piperno, Dove la storia finisce (2016), è quasi divertente per quanto povero, stereotipato e imbarazzante. Speriamo si riprenda.

E poi la critica letteraria con le Fughe e rincorse (Ancora sul Novecento) di Massimo Onofri (Inschibboleth, piccolo editore sardo) e la bellissima (anche già solo da tenere in mano) Storia delle letterature Scandinave di Iperborea, con la curatela di Massimo Ciaravolo.

Torno a Bompiani e alla narrativa con Terapie alternative per famiglie disperate dell´olandese Arnon Grunberg, per dettagli andate a spulciare nelle anticipazioni, Grunberg è una sorta di McEwan se possibile a volte (ancora) più crudele ed entomologico. 

E per finire un libro di cui sento parlare bene dappertutto, ai primi posti nella classifica di qualità ospitata da L´Indiscreto, ovvero Il Pantarèi di Ezio Sinigaglia,tra saggistica e narrativa, originariamente edito nel 1985 e ora riproposto da Terrarossa edizioni.

Essere lettori è bello. Essere curiosi di molto (non tutto) è bello, Riscoprire ha qualcosa del piacere erotico, lo dico a rischio di apparire trito, ma a me a volte da davvero qualche brivido vero, qualche sensazione realmente cutanea.



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