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LIBRI E RECENSIONI. JULIAN BARNES - L´UNICA STORIA

REPRISE SENZA VERVE

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Con questo L´unica storia, lo scrittore inglese Julian Barnes torna ai temi sentimentali e alla poetica del rimpianto che avevano già caratterizzato Il senso di una fine (molto bello). Tanto per dirla subito schietta, qui il risultato è sensibilmente inferiore, un libro disuguale, leggibile ma tutto sommato mediocre e decisamente evitabile a meno di non essere fan dell´autore.

In effetti, contravvenendo al titolo, questa pare essere un´unica storia che ne scimmiotta tante altre: il Laureato per la dinamica amorosa tra il giovanotto e la signora, se stesso e il libro sopra citato per la visione ex-post in flashback dell´uomo maturo sul se stesso giovane, e poi tanti romanzi sull´alcolismo per la seconda sezione.

Ci sono anche cose apprezzabili, intendiamoci, e visto il mestiere di Barnes era difficile non ce ne fossero: la prima parte con lo sbocciare dell´amore e con la critica della tipica media borghesia britannica e le annesse descrizioni di ambiente, è vivace e divertente, la sezione sulla caduta nell´alcolismo ha momenti strazianti e decisamente veri, mentre mi pare completamente fuori centro la parte finale, piena di riflessioni o banali o molto discutibili ma spacciate come universali, che troverei meglio in certi romanzi spiccatamente di genere sentimentale di solito appannaggio di altri editori.
C´è poi un difetto di struttura, visto che appunto le tre parti che costituiscono il romanzo appaiono piuttosto slegate, quella sull´alcolismo va a un certo punto per i fatti suoi, come se lo scrittore avesse avuto voglia di dire qualcosa sul tema, e abbia cercato il modo di appiccicarlo in questo suo romanzo.

Barnes è considerato uno dei grandi scrittori inglesi contemporanei: a me ha convinto completamente solo in due occasioni, con il libro già citato e con il fulminante Prima di me.
Per il resto considererei le sue ambizioni (oltre che coi grandi temi, Barnes non ha paura di confrontarsi coi grandi personaggi storici, vedi Sostakovic nel precedente Il rumore del tempo) superiori alla riuscita effettiva, come se l´indiscutibile mestiere e i mezzi stilistici non fossero comunque in grado di compensare una sorta di mancata grandezza, come se appunto mancasse sempre qualcosa per arrivare al capolavoro, come se un eccesso di toni manierati o queruli si insinuassero in una prosa non all´altezza, ad esempio, dei compagni di percorso Amis (ben più creativo ed elettrico nella scrittura) o McEwan (ben piú in controllo della combinazione trama-stile).

Credo che il giudizio finale derivi quindi dagli elementi da me giá citati: libro decisamente rinunciabile e se proprio volete uno di Barnes che valga la pena, gli elementi credo di averli dati.

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Informazioni sul libro

Julian Barnes - L´unica storia
Traduzione di Susanna Basso
Ed. Einaudi 2018
248 pg.
Attualmente in commercio

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