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LIBRI E RECENSIONI. RADUAN NASSAR - UN BICCHIERE DI RABBIA

LOTTA POLITICA TRA I SESSI

Un bicchiere di rabbia

Questo breve ma in molti sensi fulminante Un bicchiere di rabbia del brasiliano Raduan Nassar ha fatto ragionevolmente parlare di sé per una serie di motivi. Intanto vi è una fascinazione quasi salingeriana, scritto negli anni settanta brasiliani, pubblicato nel 1978, il libro ha segnato contemporaneamente il successo dell´autore, considerato in patria tra i migliori della propria generazione, e il suo ritiro.
Nassar infatti ha abbandonato la scrittura, per dedicarsi all´agricoltura nella propria fattoria.

Inoltre le recensioni vertono diciamo sui due aspetti più clamorosi e visibilí del libro: la sensuale guerra tra i sessi che vi si svolge e il linguaggio barocco, artificioso, con cui essa viene condotta. Pur essendo cose che ho colto pure io, vorrei sottolineare ulteriori elementi che mi paiono altrettanto interessanti, ma per questo ho bisogno di dare alcuni cenni sulla peraltro semplicissima trama: siamo ai tempi della dittatura militare in Brasile, lui è un proprietario terriero, ritiratosi in campagna, lei una giornalista, più giovane, di idee progressiste. Si incontrano nella sua tenuta e fanno sesso tenero e violento. Mentre lei sta per riprendere la strada di casa, un episodio tutto sommato trascurabile scatena la guerra - verbale - tra i due.

È una storia, mi pare, altamente politica, partendo proprio dalla collocazione storica. La discussione tra i due si svolge in effetti sui toni di invettiva, arringa e contro-arringa con coloriture di disputa filosofica e addirittura sospetti riferimenti ai toni di quella particolare forma di teatro romano chiamato Satura Lanx.
Nella definizione dei ruoli che conseguono alla disputa, lui diventa naturalmente il "fascista" gretto e privo di tensione al cambiamento e lei la progressista ipocrita (in quanto figlia della borghesia, la stessa prevedibilmente avvantaggiata dalla dittatura militare) e "populista". In questo ho trovato aspetti contingenti e molto attuali, e qui, nella critica di due differenti tipi di atteggiamento, di due differenti modi e moti di ipocrisia, sta secondo me il nucleo del romanzo, che mi pare una scheggia puntuta diretta al nucleo inane e parolaio della società brasiliana del tempo, quelli come i due protagonisti disinteressati o incapaci - per paura o conflitto di interessi - a ribellarsi davvero.

Detto questo, l´erotismo e la sensualità, la corporalità, sono pure elementi fondamentali della breve storia (una sessantina di pagine, innervate qui da una postfazione, piuttosto fumosa, di Matteo Nucci) e si riflettono in un linguaggio barocco, volutamente teatrale e anti-realistico, che ad alcuni ha ricordato Bernhard e che pur rimanendo in un ambito direi di compostezza formale e strutturale certamente ha un retrogusto tipicamente sudamericano.

Dopo qualche dubbio iniziale (si deve appunto fare l´abitudine al linguaggio) ho trovato questo racconto a due voci per nulla invecchiato e coerente col fatto di ritenere Nassar un ottimo scrittore, non saprei dire se tra i migliori del suo paese.
Consigliato, anche perché si legge velocemente, in altri termini toglie poco (tempo e impegno) e restituisce molto (immagini e riflessioni).

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Raduan Nassar - Un bicchiere di rabbia
Traduzione di Amina di Munno
Ed. Big Sur 2018
83 pg.
Attualmente in commercio   
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