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LE ANTICIPAZIONI. GLI ITALIANI. COLOMBATI. GENTILE. SCARPA. NOVE. FUNETTA

BELPAESE



Nei miei percorsi anticipatori avevo finora abbastanza "trascurato" gli scrittori italiani, ecco quindi una puntata tutta tricolore - scuserete l´aggettivo abusato - con qualche uscita di questa prima metà dell´anno.

Leonardo Colombati - Estate (Mondadori) - in uscita il 13 Febbraio
Ho un rapporto strano con Colombati. Ho letto i suoi Rio e Il Re (riuscito instant book su Giovanni Agnelli) e mi è parso scrittore notevole, ben poco provinciale, e potenzialmente in grado di giocarsela sia sul piano tematico che sulla lingua con modelli di riferimento - a me parsi evidenti - del mondo anglofono.
Poi però non ho letto altro, nonostante ad esempio un libro come 1960, di un paio d´anni fa, avesse tutti gli ingredienti per attrarmi.
È ora in uscita Estate, altra opera intrigante, con la sua trama vagamente cheeveriana e picaresca: un quarantenne apparentemente "stanco di tutto", il deus ex machina sotto forma di incendio che distrugge l´Hotel da lui gestito, la "fuga" verso la Norvegia con un´antica fiamma di gioventù. Ricorda addirittura qualcosa di mio, anche se ovviamente questo sarà più riuscito e meno giovanilistico.

Andrea Gentile - I vivi e i morti (Minimum Fax) - in uscita a Marzo
Non si sa ancora moltissimo di questo nuovo romanzo di Gentile se non che è di foliazione corposa (circa 600 pagine) e che l´editor della italiana di M.Fax, Fabio Stassi, la definisce un´opera mondo coraggiosa, viscerale e fantasmagorica. Io le opere mondo spesso le apprezzo, nel nostro paese non sono tanti ad averne l´ambizione, quindi senza sapere di più segniamo, attendiamo e vedremo quando saranno disponibili maggiori informazioni.

Tiziano Scarpa - Il cipiglio del gufo (Einaudi) - uscito a Gennaio
Ho un rapporto strano ANCHE con Scarpa: era stato inserito - secondo me un po´arbitrariamente - tra i cannibali, insomma i pulp che sulla scorta della furba e riuscita antologia curata da Brolli, avevano provato a "scuotere" la letteratura italiana giovane contemporanea.
Sospetto in realtà si tratti di scrittore colto e finissimo, rifinitore di trame arzigogolate e spesso ben dentro all´assurdo e surreale, aspetti che finora me ne hanno tenuto un po´lontano (insieme all´inerzia che fa sì che quando in qualche modo eviti uno scrittore, poi continui ad allontanartene).
Ora potrebbe essere arrivato il momento con questo Cipiglio del gufo che esce un po´in sordina e che vede tre personaggi, un vecchio telecronista calcistico, un professore di liceo e un giovane gigolò, in giro per Venezia, in cerca di un punto di svolta della loro vita. Leggendo un estratto, sembra ci sia molta maestria romanzesca e in qualche modo classica nella maniera in cui ci si entra nella vicenda, ci si approccia alla trama. In altri termini, credo che lo prenderò.

Aldo Nove - La fine del mondo (Einaudi) - in uscita il 7 Marzo.
Ho un rapporto strano PURE con Nove: lui cannibale sospetto che lo fosse veramente, una volta avevo letto di come cucinasse Mars in padella con l´olio insieme ad Ammaniti e un altro che non ricordo e questo, insieme a quella allure un po´del tipo "Noi abitanti dell´occidente tutti alienazione, centri commerciali, capannoni e istinti omicidi repressi" me ne avevano tenuto discosto.
Ma credo possa essere ormai ritenuto scrittore a tutto tondo e magari anche importante, poi io vado controtendenza a volte (senza costringermi a farlo). Insomma qui il gancio è interessante, un personaggio chiamato "Il professore" scompare e lascia dietro di sé un taccuino nel quale viene tramandata in forma di dialogo filosofico la sua visione del mondo e un tentativo di storia dell´universo. Mi pare ambizioso e spesso l´ambizione va premiata. Inoltre esce in tempo per lo Strega.

Concludo con una Bonus Track di cui davvero non so quasi nulla se non che uscirá per Chiarelettere, ed è un nuovo Luciano Funetta, intitolato Il grido, dimensioni moderate (120 pagine) e in uscita a Maggio. Di lui era stato incensatissimo La forma delle rovine, che a me aveva convinto poco, a dispetto di un´´indubbia capacità immaginifica e di scrittura, una sorta di furbo "confezionamento" mi aveva fatto dubitare sulla reale ispirazione del tutto. Ma poteva essere un mio bias verso storie che mi era sembrato di riconoscere fin troppo bene, una cosa da vecchio babbione, insomma.
Di questo nuovo libro "parallelo" nel senso fuori da Tunué per cui era uscito l´esordio, l´editor Vanni Santoni dice "Una novella futuristica". Di più non si sa, ma i fan dell´autore drizzeranno le antenne.

Per ora è tutto, prossima puntata immagino europea o mitteleuropea o forse ancora americana. Stay tuned.

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