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LIBRI E RECENSIONI. I MIEI TOP STRANIERI 2017. KHEMIRI - MC EWAN - DRURY - CHABON

AND THE WINNER IS

Bildergebnis für chabon sognando la luna

Ed ecco il momento di eleggere i romanzi top stranieri di questo 2017, come sempre considero libri usciti nell´anno in prima edizione italiana.

Al terzo posto metto Ian McEwan con Nel guscio (Einaudi), un vero "numero" a cui mi ero avvicinato con sospetto, insomma l´idea di rifare Shakespeare raccontando la storia dal punto di vista di un feto, poteva venirne fuori una cosa irritante e manierata, invece McEwan trova la voce giusta (e bravissima la traduttrice Susanna Basso), sparge ovunque amabile crudeltà mista a Humor inglesissimo, diverte, intrattiene (ma non solo) da par suo.

Secondo considero Tom Drury con il suo La fine dei vandalismi (NN), un altro centro per l´editore che ha scoperto Haruf, qui in un contesto anche bucolico ma differente, un libro dal metodo originale, le storie ambientate nella immaginaria Grouse County si incrociano e intrecciano, storie e destini minimi (ma non minimalisti, Carver mi pare molto lontano), e finiscono per avvincere il lettore, ipnotizzarlo. Nel frattempo è uscito il secondo capitolo (A caccia nei sogni) e nel 2018 la trilogia sarà completata con Pacifico.

Il vincitore è per me Michael Chabon con il suo Sognando la luna (Rizzoli), un viaggio nella memoria e nelle scelte sentito e commosso (Chabon parte dalle esperienze del nonno sul letto di morte), con echi di Augie March e un vero e proprio omaggio a Pynchon nella parte centrale alla ricerca dei V-2. Ma soprattutto un libro ottimamente concepito e realizzato, che prova a essere romanzo tradizionale e allo stesso tempo di forzarne i limiti senza farsi autofiction o pagare omaggio alle mode.

La mia gradita menzione speciale va allo svedese Jonas H.Khamiri con Tutto quello che non ricordo (Iperborea), moderno e impeccabile romanzo a incastri e coincidenze (quel genere in cui eccellono scrittori come Coe o ad altre latitudini Nevo) che parla fondamentalmente della impossibilità di conoscere del tutto chi ci sta attorno o chi ci sta vicino, una scrittura che tipicamente - come i modelli già citati - sa unire romanzo "letterario" e intrattenimento per nulla corrivo, colpendo potenzialmente diversi "tipi" di lettore.

Come vedete è rimasto fuori il breve memoir di uno dei miei scrittori preferiti, Tra loro (Feltrinelli) di Richard Ford. Per qualità e contenuto di commozione avrebbe potuto stare dentro, ma non essendo certo la sua opera più riuscita e ambiziosa mi sarebbe sembrato un ben triste premio alla carriera. Meglio aspettare allora un eventuale proseguimento della saga di Bascombe.