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LIBRI E RECENSIONI. RACCONTI E VIAGGI.

QUELLE STRADE CASUALI

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Per questa forse ultima lista dell´anno ho scelto due percorsi casuali, uno nato dalla recensione di Livia Manera a Jov Williams contenuta nel Corriere Lettura del 17 Dicembre e da lì estesosi ad altri autori di racconti citati nell´articolo, e l´altro dalla lettura di Sabbie bianche di Geoff Dyer e da quel punto ampliatosi verso altra letteratura "di viaggio e costume".

1) Percorso dei racconti

Joy Williams - L´ospite d´onore. Racconti scelti (Black Coffee)
Arrivo in ritardo su questa autrice di racconti che in Italia non ha attecchito (ancora) ma di cui ho sempre sentito parlare in termini entusiastici. Qualcuno la ha definita "più brava di Carver" in generale se ne sottolinea la qualità cruda e realistica della visione, tipicamente americana, quello stridere di piccole e grandi tragedie quotidiane che lo scrittore - forse solo lo scrittore - illumina con il suo sguardo. Questo libro corposo e pubblicato dai ragazzi coraggiosi di Black Coffee si propone come una sorta di (molto ben curato, mi si dice) "Best of".

Lydia Davis - Inventario dei desideri (Bur)
Prima moglie di Auster, ammirata da Ali Smith, Lydia Davis è stata definita scrittrice di "flash fiction" per la tendenza all´estrema brevità dolente e quasi emblematico-minimalista e talvolta al frammento aforistico.Questo volume raccoglie in italiano i due libri che in originale si chiamano Break it down e Almost no memory rispettivamente dell´86 e del ´97 e che fondamentalmente la lanciarono in patria.

Lorrie Moore - Ballando in America (Bompiani)
Forse la più nota tra le scrittrici citate finora, la Moore è pubblicata con regolarità anche nel nostro paese, anche lei passa come narratrice incisiva, ironica e pregnante di un america quotidiana e apparentemente normale, dove però lo strappo e il dramma sono in perenne agguato, guardando in giro troverei preferibile questo libro di qualche anno fa rispetto ad esempio all´ultimo Bark (pure finalista del premio Von Rezzori), su cui ho visto recensioni maggiormente dubitative.

Ben Marcus - L´etá del fil di ferro e dello spago (Alet)
Uomo, e di un´altra generazione rispetto alle scrittrici sopra nominate, ma pure (tra le altre cose) scrittore di racconti, Marcus era stato pubblicato da noi dalla meritoria e ahimè scomparsa Alet (il cui catalogo è però generalmente ancora disponibile credo grazie al "salvataggio" organizzato da Fandango). Non so poi se l´autore si sia smarrito, ma questo libro mi pare essere stato salutato da lodi critiche anche per la particolare struttura che ricorda volutamente una sorta di manuale scientifico poi "virato" in narrativa, un critico americano ha parlato di un mix tra il manuale (appunto), l´ironia alla Monty Phyton e la Bibbia (!). Uno sguardo all´anteprima su Amazon.com potrebbe giovarvi, vi troverete in uno strano mondo di istruzioni specialistiche, disegnini, capitoletti, concetti universali e sotto-sezioni dalla peculiare titolazione.


Intermezzo

Eve Babitz - Slow days, fast company. Il mondo, la carne. L.A. (Bompiani)
La vita di Eve Babitz appare per se stessa una sorta di romanzo (dal bagno nuda con Duchamp, alle varie liaison eccellenti) anche se lei ha smesso di scrivere da 25 anni. Philip Roth ha dichiarato di aver riletto tutti i suoi libri prima di smettere di scrivere (sperando che tra le due cose non vi sia relazione diretta). Questo libro in cui la Babitz - molto bella - appare in copertina in costume appare un´ideale ingresso nel mondo rutilante e losangeleno della scrittrice, che autodefinisce peraltro questo romanzo come "una storia d´amore" - certamente non tradizionale da quanto ho potuto "guardare" e intuire.



Il percorso dei viaggi

Bill Bryson - America perduta. In viaggio attraverso gli USA (Feltrinelli)
Autore ampiamente versatile (pensiamo ad esempio alla sua Breve storia di (quasi) tutto, uscito qualche anno fa per Guanda), troviamo qui Bryson rigorosamente on the road, alla riscoperta della sua america dopo dieci anni in Inghilterra.
L´amico Luca Pantarotto - che considererei un blogger americanista di tutto rispetto - mi dice che Bryson é da leggere dalla prima all´ultima riga. Vedremo di eseguire.

Patrick Leigh Fermor - Tempo di regali. A piedi fino a Costantinopoli da Hoek van Holland al medio Danubio (Adelphi)
Con Leigh Fermor - viaggiatore e scrittore di altri tempi meno tecnologici connessi o semplicemente meno su ruota e gomma - ci allontaniamo un po´dalla contemporanea, in effetti questo viaggio - che il titolo ben riassume - avvenne nel 1933 quando lo scrittore (allora studente diciottenne) abbandonò Londra per il sogno nomade di attraversare l´Europa e raggiungere a piedi Costantinopoli.
Il libro è stato poi pubblicato in originale nel 1977 quindi da uno scrittore evidentemente maturo e viene considerato tra i classici di questo tipo di letteratura.

William Least Heat-Moon - Strade blu (Einaudi)
Anche qui un resoconto chiaramente autobiografico, del viaggio in furgoncino che Least Heat-Moon (soprannome in stile pellerossa per lo scrittore che al secolo si chiama William Trogdon) intraprese a fine anni ´70 attraverso le strade secondarie dell´America in un momento di crisi personale.
Lo scrittore è poi rimasto legato indissolubilmente a questo tipo di operazione (che peraltro in patria fu un best-seller), chiaramente il rischio é che il libro con la sua temperie molto personale e la ricerca del "dettaglio curioso" sia un po´invecchiato, ma di fatto pure appartiene ai classici del genere.

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