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LIBRI E RECENSIONI. I MIEI TOP ITALIANI 2017. CORBETTA - MARCHELLI - PERISSINOTTO - ZARDI.

TUTTI VINCITORI, NESSUN VINTO

Risultati immagini per PAOLO ZARDI LA PASSIONE SECONDO MATTEO

Iniziamo con i bilanci per l´anno librario 2017, con l´avvertenza che se già questo tipo di classifica lascia il tempo che trova se pensiamo ai vari quotidiani dove vi è uno sforzo o una votazione collettiva, figurarsi per un Blog personale.
Eppure io penso che quando "ci si stima" o si prende a riferimento un determinato Blog, o una testata, o una persona, la famosa classifica dei migliori dell´anno diventi nel peggiore dei casi fonte di confronto e amabile discussione e nel migliore oggetto di ispirazione per ulteriori letture.

Come da titolo, comincio dagli autori italiani, che per impostazione - e soprattutto per avere piú titoli, per parlare di più libri, e anche perché sono gradevolmente filo-anglofilo - ho separato da quelli esteri. Ricordo che vengono considerati i titoli usciti nel 2017. A parte scriverò i libri che in assoluto, indipendentemente dall´anno di uscita, mi hanno convinto di più quest´anno.

Terzo posto per Chiara Marchelli e il suo Le notti blu (Giulio Perrone Editore), un romanzo tradizionale ma per nulla banale, che partendo dal basso e da lontano si è fatto strada anche al Premio Strega, un libro suggestivo, di personaggi e ambienti, che si confronta con una serie di misteri: la scelta di chi decide di andarsene, il dolore di chi rimane, la ricerca di una spiegazione, il tutto con una lingua competente e talvolta asprigna.

In un anno di romanzi-idea (faccio tre nomi: Bruciare tutto di Walter Siti. Tabú di Giordano Tedoldi, Ipotesi di una sconfitta di Giorgio Falco) sembrerà magari astrusa la mia scelta al secondo posto di un romanzo-artigianato come Quello che l´acqua nasconde (Piemme) di Alessandro Perissinotto (ma le idee non mancano, beninteso). Eppure questo scrittore come mi pare pochi altri in Italia sa costruire strutture equilibrate e compatte, in equilibrio tra page-turner puro e interrogazione critica e narrativa di alcuni periodi implicanti della nostra storia nazionale (in particolare anni di piombo e dintorni). Ma volendo dirlo in una frase semplice: un romanzo davvero avvincente che si legge in poco tempo e con gran godimento.

Al primo posto per me c´è La passione di Matteo (Neo) di Paolo Zardi, un libro con cui questo autore fa segnare ulteriori progressi rispetto al pur notevole XXI Secolo, una storia familiare, di rinunce, abbandoni da superare, colpi d´ala forse tardivi, nuovamente una struttura piuttosto tradizionale e che proprio per questo "abbandonarsi" al gusto del personaggio, del dialogo, della riflessione, del sentimento e dell´atmosfera segna un passo in avanti rispetto al predecessore che ancora aveva delle più visibili (e interessanti, va detto) "legacy" da modelli esteri (DeLillo, Amis).
In una frase: un gran bel libro.

Come forse sapete faccio sempre anche una menzione speciale che non ha nulla spero di paternalistico e non vuole essere un contentino, ma cita un libro che si è arrivato a un passettino, a uno spillo dal podio.
In questo caso Stefano Corbetta con Le coccinelle non hanno paura (Morellini) un esordio notevole, notevolmente maturo, ben strutturato, spesso struggente e poetico e che fa ben sperare per il proseguimento della carriera di Corbetta.

Mi fa particolarmente piacere - anche se ovviamente non è un effetto cercato - che tre libri su quattro vengano dall´editoria indipendente. Mai come quest´anno e mai come nel settore degli italiani mi pare che questo non sia affatto un caso, ma su questo tema torneremo.