LIBRI E RECENSIONI. MAURO COVACICH - LA CITTÀ INTERIORE

NON ROMANZO A EPISODI

Mauro Covacich



In effetti Covacich viene dal luogo appropriato e ha l´età giusta per mettere mano con questo La città interiore al suo romanzo autobiografico, unendolo a quello aneddotico e nozionistico su Trieste (vedi Claudio Magris).

Con questo non si vuol automaticamente dire che lo scrittore stia seguendo una moda, mi pare che in questo libro ispirazione e divertimento siano autentici, anche se - credo per motivi strutturali - i risultati sono discontinui, seppur nel complesso apprezzabili.

Premetterei intanto che questo non è un romanzo, ma una raccolta di episodi autobiografici e aneddoti (o se vogliamo una definizione più nobilitante - storie) su Trieste, sulla sua storia, sulle numerose eccellenze che l´hanno vissuta (Joyce, Svevo, Saba, il musicista Bibalo e altri), e sul suo destino di città aperta a diverse influenze, e città di confine come uomo di confine, si veda il cognome di origine slava, è anche lo scrittore.

Mi pare che a Covacich interessi illuminare e dare risalto al singolo episodio, alla rivelazione storico/poetica, al cambio di scena repentino e inaspettato (a volte con tecnica quasi cinematografica, passando dal presente al passato nell´arco di due righe) più che garantire una certa compattezza dell´insieme o un effettivo legame tra le varie storie. Quando il metodo funziona, ci si trova davanti a sezioni di grande fascino (tutta la parte iniziale e la storia del nonno, le vicende di Bibalo, la storia "parallela" della ricerca della tomba del poeta Ivan Goran Kovacic, l´istantanea multiculturale sugli operai che ristrutturano la casa dell´autore), altre volte invece la scelta delle "scene! appare meno centrata fino ad apparire pretestuosa (quella su Joyce sembra essere mossa appunto dalla voglia o necessità di parlare anche dello scrittore irlandese, senza un vero collegamento con il resto ma soprattutto senza una vera giustificazione o base poetico/romanzesca).

Molto sinceramente in postfazione l´autore dichiara la natura spuria di molti dei materiali utilizzati: articoli e libri di autori terzi, rielaborazioni di cose che lui stesso aveva già scritto o elaborato per altre occasioni, questo credo non tolga nulla, o non tolga molto, all´effettiva ispirazione del libro, ma chiaramente la tecnica del taglia e cuci mostra qua e là fin troppo chiaramente i punti o addirittura qualche rattoppo.

Il giudizio finale per questo libro finalista del Premio Campiello è insomma moderatamente positivo, per la scorrevolezza della scrittura e la godibilità intrinseca delle vicende (insomma, la sensazione di imparare qualcosa di nuovo o dare un´occhiata alla vita reale di grandissimi scrittori e personaggi), non mi pare invece il Grande Romanzo che qua e là é stato decantato nella stampa quotidiana e periodica, ma qui siamo  - suppongo  - nella ossimorica normalità delle iperboli.


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Informazioni sul libro

Mauro Covacich - La città interiore
Ed. La nave di Teseo 2017
233 pg.
Attualmente in commercio

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